di  -  lunedì 28 giugno 2010

Questo lunedì inizia per la rubrica Energia e Futuro una nuova serie di post il cui tema verterà su una delle tecnologie che più ha cambiato il nostro modo di vivere, ovvero il Motore a Combustione Interna, ed inizierà con un breve excursus storico per poi entrare nel vivo nei prossimi post.

L’EPOCA PIONIERISTICA

Verso la metà del 1800 la meccanica stava sperimentando un fortissimo impulso al suo sviluppo sull’onda della così detta “Rivoluzione Industriale” che stimolava la ricerca di sempre  nuovi dispositivi capaci di produrre energia meccanica in maniera più efficiente e sicura.

E’ in questo periodo che due ingegneri italiani, Nicolò Barsanti (poi conosciuto come Eugenio dopo la sua ordinazione a sacerdote) e Felice Matteucci collaborarono allo sviluppo delle idee del primo su di una macchina termica a combustione interna, idee che vennero sviluppate e che culminarono nel 1853 con il deposito dell’invenzione presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze e successivamente con varie richieste di brevetto in vari paesi.

(Francobollo celebrativo dedicato a Barsanti e Matteucci)

DA BARSANTI E MATTEUCCI A NIKOLAUS OTTO

Molti altri personaggi negli stessi anni svilupparono dei motori a combustione interna, ma la bontà dell’invenzione della coppia italiana era tale da permettere un maggiore rendimento rispetto alle soluzioni rivali, pur trattandosi di una soluzione che non prevedeva una fase di compressione.

Negli anni immediatamente successivi un ingegnere tedesco di nome Nikolaus Otto attraverso i suoi studi definì, nel 1862 attraverso il deposito di un brevetto, il primo prototipo di motore a 4 tempi e seguì ad esso la nascita della fabbrica di Otto, fondata con Eugen Langen, fabbrica che poi assumerà il nome Deutz con il quale è conosciuta a tutt’oggi.

(Nikolaus Otto)

Il motore di Otto utilizzava un sistema di accensione della carica dal quale discende la “candela” dei motori ad accensione comandata ed era ancora privo della fase di compressione.

Nel 1872, superati i problemi che affliggevano il motore da lui progettato mediante l’introduzione della fase di compressione, sviluppo dovuto al lavoro prezioso di altri due nomi che contribuiranno alla storia dell’automobile (Gottlieb DaimlerWilhelm Maybach), Otto depositò il brevetto di quello che viene riconosciuto il Motore a Ciclo Otto che costituì la base per buona parte dei motori che utilizziamo ancora adesso (quelli comunemente chiamati “a benzina“).

UN NUOVO CONCETTO – IL MOTORE DIESEL

Successivamente al brevetto presentato da Otto, un ingegnere tedesco di nome Rudolf Diesel orientò le sue ricerche su un motore nel quale la combustione venisse innescata non più da un dispositivo dedito a tale funzione, bensì avvenisse spontaneamente ad opera delle elevate temperature che si sviluppavano durante la compressione della carica di aria e combustibile nella camera di combustione.

(Rudolf Diesel)

La datazione del primo motore Diesel è del 1892 per quanto riguarda il brevetto, mentre tra il 1894 ed il 1897 Diesel realizzò e perfezionò il suo prototipo.

Il rendimento di tale motore fu superiore a quello del motore “rivale” Otto, analogamente a quanto avviene oggi e le caratteristiche tecniche di questo motore ne hanno consentito un impiego in applicazioni tra le più svariate.

Per quest’oggi è tutto, l’excursus storico nel mondo dei motori a combustione interna per il momento di ferma qui mentre l’appuntamento è sempre per lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali con la rubrica Energia e Futuro.

43 Commenti »

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  • # 1
    Andrea
     scrive: 

    Come si regola un MCI non si regola nessun tipo di motore esistente…peccato per tante altre cose, ma per la mobilità è ancora il top!

  • # 2
    Andrea
     scrive: 

    perchè non crei un gruppo su fb per questa splendida rubrica?! Altro che tanti giornali…io sono abbonato alle scienza ma sempre più penso che ci siano troppi talenti in giro a fare la fila dietro anziani senza motivazioni. Da ingegnere trovo questa rubrica eccellente per qualità e soprattutto per capacità di divulgazione…già mi espressi in passato a riguardo. Poi dicono che i giovani non sono all’altezza, forse lo sono fin troppo…

  • # 3
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ Andrea

    Ti ringrazio per l’apprezzamento… non avevo mai pensato al gruppo FB (lo uso davvero poco) ma potrebbe essere un’idea carina anche per le altre rubriche di AD.

  • # 4
    Al
     scrive: 

    @Andrea

    Per quanto riguarda la ‘regolazione’ il motore elettrico si regola molto meglio del motore a scoppio, ma purtroppo c’è il problema dell’accumulo di energia elettrica …

    Per il resto concordo che, considerando tutti i punti di vista, il motore scoppio non ha, a tutt’oggi, alternative globalmente migliori.

  • # 5
    n0v0
     scrive: 

    io piuttosto penso che il motore elettrico sia senz’ altro migliore di quello a scoppio (coppia massima su tutto l’ ambito di giri, cambio non necessario, minore ingombro, silenzioso, affidabile..)

    sennonché la fregatura è tutta nel “carburante”: trovalo un equivalente con le stesse doti di praticità, maneggevolezza e rapidità di rifornimento della benzina… e allo stesso un equivalente del serbatoio!

  • # 6
    Massimo M
     scrive: 

    Daccordo: il motore elettrico è meglio di quello a benzina … si controlla meglio.
    Ma come ingombri? Io ho un motore sulla moto da 115 kW. QUanto dev’essere grande un simile motore?

    Rendimento del motore: migliore quello elettrico. Situazione complessa … Tutto merito del carburante ma a pensarci bene ci sono moltri altri fattori. Fa riflettere.

  • # 7
    Sheldon
     scrive: 

    Parafrasando Jovanotti:

    ….i microcomputer, le trasformazioni, e noi sopra un ferro che ha ancora i pistoni!

    Secondo me 150 anni li sente, e tutti. Turbo, sistemi di alzata e fasatura variabile tipo Multiair, e quante altre diavolerie non nascondono comunque che l’idea di base è ancora quella…

  • # 8
    Paolo
     scrive: 

    Ringraziamo il fatto che non sono stati fatti investimenti a causa delle varie lobby. Il motore a combustione è uno dei peggiori motori che esista a livello di rendimento e inquinamento.

  • # 9
    Al
     scrive: 

    @ Paolo

    beh, se riesci a far stare su un automobile un impianto esotermico a vapore, sicuramente una decina di punti in efficienza li guadagni, ma la vedo un po’ complicata.

  • # 10
    TheFoggy
     scrive: 

    Non sono così d’accordo che senta tutti i suoi anni. Il fatto che ci siano ancora così tanti studi per migliorare il rendimento e le prestazioni, dimostra che non è una risorsa sfruttata ancora così bene.
    Il motore elettrico sarà anche il futuro (quando le batterie lo consentiranno..di certo non con coperture di 160Km ogni 8 ore di ricarica..), ma per il presente il caro vecchio motore a combustione interna resta la soluzione migliore. Senza contare anche le emozioni che da alla guida! Il motore elettrico avrà anche più coppia e la stessa sarà costante ai vari regimi, rendendo inutile il cambio ma..che noia! (tralasciando il fatto che integreranno dei “generatori di rumore” per farsi sentire dai pedoni). Per alcuni il motore a scoppio fa parte di un’esperienza sensoriale che va oltre il puro scopo per il quale è nato. Proprio ieri ho incrociato una 599 GTO (e probabilmente non ne vedrò mai un’altra!) e il suono dei suoi scarichi mi ha fatto venire la pelle d’oca. Io non ci rinuncerei..

    @Sheldon: non vorrei che dal nick abbia ereditato anche la “passionalità” del personaggio per le cose, ma se la mettiamo come dici tu, anche il discorso brushless, assenza di cuscinetti e via dicendo, sono solo “diavolerie” che non nascondono l’idea di base del motore elettrico..

  • # 11
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    Il motore a combustione interna è tra le macchine termiche quella con la più elevata densità di potenza, ovvero è capace di una potenza elevata con una occupazione di spazio estremamente ridotta.
    Il motore elettrico richiede spazi superiori, anche se presenta dei vantaggi in termini di regolazione e di NON necessità del cambio sicuramente non trascurabili… ma d’altro canto c’è il problema dell’energia primaria…

    Per quanto riguarda le soluzioni adottate nei motori posso dire che ogni tecnologia viene migliorata e che l’introduzione di common rail, fasatura variabile ecc. rappresenta la normale evoluzione della tecnologia motoristica ma i principi restano gli stessi di 150 anni fa, così come ogni tecnologia… non confondiamo la scienza con la tecnologia… anche i microcomputer si basano su tecnologie piuttosto vecchie… ovvero i transistor… non avranno 150 anni ma non sono certo nati ieri… un conto sono i principi, un conto sono le implementazioni… tra un microcomputer di oggi ed un transistor di ieri ci passa la stessa distanza che esiste tra un moderno motore ed il primo prototipo di Barsanti e Matteucci…

    Sul discorso delle lobby… in ogni settore c’è una protezione verso quanto già si realizza e si cerca di evitare soluzioni aridte, ma da qui e ritenere che non si sia fatta ricerca nel settore ce ne passa… nel settore dei motori ricerca se ne fa e pure tanta… e conosco l’argomento lavorando io stesso nella ricerca sui motori…

    Nei prossimi articoli si parlerà delle singole soluzioni… per poi affrontare quelle “sul divenire” come HCCI e PPC… e si scoprirà che rendimenti elevati e basse emissioni sono alla portata dei motori…

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    “e il suono dei suoi scarichi mi ha fatto venire la pelle d’oca”

    Guarda, e ti parlo da Buellista con scarico racing, che si chiama “inquinamento acustico” ;-)

  • # 13
    TheFoggy
     scrive: 

    Marco: si chiama inquinamento acustico per chi non ama i motori..altrimenti è una melodia senza pari! ;) E da Buellista, dovresti concordare con me! Altrimenti..quegli scarichi che li hai messi a fare? :)

  • # 14
    maxsanty
     scrive: 

    Ciao!

    Vi invito a leggere questi appunti:

    http://www.dim.unipd.it/macchine/Macchine_DIM_file/teaching/Lectures/Motori%20Museo%20Bernardi.pdf

    scritti dal Prof. Ardizzon dell’Università di Padova sul motore Bernardi. Bernardi fu un genio è alcuni prototipi di motore e di automobili sono ancora presenti nel Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università.

    Se avete voglia di leggervi gli appunti, capirete la vera genialità di questo grande progettista perlopiù sconosciuto.

    In ogni caso, complimenti all’autore dell’articolo.

    bye
    m.

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    @TheFoggy
    Certo che sono d’accordo con te, ma sono anche consapevole che i miei (nostri) gusti non sono condivisi da tutti ;)

  • # 16
    TheFoggy
     scrive: 

    Certo Marco, ero infatti ironico nel mio post! ;) Era solo che fino a qui sembravano essere tutti detrattori del “puzzone e rumoroso” motore a combustione interna..e il mio dovere morale, mi imponeva di esprimere il punto di vista di chi letteralmente gode nel sentire un bel motore ben acordato! :) Insomma..l’idea di andare in giro con un frullatore non mi esalta, ecco..

    @maxsanty: sto scaricando il pdf..grazie a telecom sono col 56k, quindi prima dell’avvento delle Fuel Cell, l’avrò scaricato tutto! :)

  • # 17
    Christian-rimini
     scrive: 

    Io ho un Gsxr 1000: adoro il rumore a tutti i regimi, no adoro assolutamente il frastuono delle moto custom con scarichi a tromboncino e chiusi a metà per fare ancora più casino…

    A tutti piace qualcosa, tutti non vorrebbero rinunciare a qualcosa… ma dovremmo capire che siamo Egoisti, che dobbiamo Cambiare per questo pianeta innanzi tutto e poi per noi stessi.

  • # 18
    TheFoggy
     scrive: 

    Certo, Christian! Concordo in pieno sul fatto che tutti dovremmo cambiare alcune abitudini per il bene del pianeta, ma..molti grafici dimostrano come l’inquinamento dei MCI abbia un’incidenza del 2% circa, tra tutti gli utilizzatori di carburanti fossili. non sarebbe, forse, più utile cercare di ottimizzare/migliorare prima le fonti con incidenza migliore? Togliere il 10% dai consumi da tutti i motori, significa risparmiare uno 0.2% su scala globale. Il 10% da chi inquina per il 60%, ne fa risparmiare il 6. Trenta volte tanto. Anche immaginando di utilizzare tutte auto elettriche, arrivi solo al 2% (immaginando che l’energia elettrica ci venga regalata e fornita ad impatto zero, cosa molto poco vera), sicuramente meno del 6. Per questo trovo quasi “stupido” questo (parlo a livello mondiale, niente di ciò che avete scritto voi in particolare, eh!) accanimento contro il mostro a pistoni.
    Cambiare per il pianeta ci sta tutto, ma bisognerebbe partire col risolvere i grossi problemi, e scalare mano a mano verso quelli che contano di meno. Di norma si fa così..

  • # 19
    Francesco
     scrive: 

    @TheFoggy

    Io infatti più che un discorso un pò megalomane di smettere di usare motori a combustione per la mobilità per salvare la Terra ne farei un discorso più locale, semplicemente per vivere meglio nelle città, per avere una minore incidenza di tumori alle vie respiratorie, per diminuire le polveri sottili. Insomma direi per migliorare la vita delle persone adesso, ed è un obiettivo per me che si può facilmente raggiungere. Basta guardare ai prototipi costruiti da molte compagnie in cui i motori elettrici fanno da propulsori, mentre i motori a combustione hanno il solo compito di fornire elettricità, eliminando quindi tutta la complessità e il peso di rapporti e trasmissioni e raggiungendo efficienze complessive che i motori di oggi sognano.
    Secondo un aumento di efficienza porterebbe a un minor consumo di una risorsa che converebbe conservare per altri scopi e utilizzi.

    @Simone

    Mi chiedo però perchè non venga usato il più efficiente motore rotativo, che ha una densità di potenza ancora maggiore di quello a pistoni.
    Oltretutto se vogliamo parlare di potenza e di volumi occupati le microturbine a gas surclassano i motori sopra, e soprattutto oltre ad una densità di potenza molto più grande, c’è anche un incredibile aumento di efficienza, con una diminuizione di carburante non combusto dovuto alle più alte temperature che si raggiungono

  • # 20
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ Francesco

    Il motore rotativo in tutti questi anni è stato sviluppato da una sola azienda automobilistica… nessuno (ed è comprensibile) rinuncerebbe ad anni di ricerca e tecnologie per gettarsi in qualcosa che dovrebbe venire sviluppato da zero o quasi… inoltre anche quello ha i suoi problemi…

    Per quanto riguarda le turbine a gas ci sono una moltitudine di problemi che ne limitano l’utilizzo… senza per questo apportare benefici in termini di rendimento… perché le turbine a gas possano operare ad elevate temperatura sono necessarie superleghe, un motore è costituito essenzialmente da: acciaio, alluminio, ghisa (in via di abbandono)… tutti materiali standard… poi la regolazione della turbina presenta una serie enorme di problemi in quanto si tratta di una turbomacchina, al variare del regime di rotazione cambiano i triangoli di velocità nelle palettature e cambia drasticamente il rendimento e la stabilità… tutte cose che nel motore “pesano” meno e che inoltre sono state affrontate per 150 anni… ci fu una macchina da corsa che partecipò alla 500 miglia di Indianapolis in passato, ci furono anche esperimenti di vetture stradali, ma i problemi da affrontare a fronte di miglioramenti sensibili non sembra fossero giustificabili… investire in ricerca è importante, ma buttarsi in qualcosa che all’atto finale non cambia significativamente la situazione non ha molto senso per chi produce auto…

  • # 21
    droid
     scrive: 

    non li dimostra? ahahah

  • # 22
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    droid scrive:
    non li dimostra? ahahah

    Grazie per il contributo assolutamente indispensabile… è grazie a commenti così costruttivi ed utili che nasce lo stimolo per la discussione sul post…

  • # 23
    findus
     scrive: 

    Sinceramente non vedo questo grande progresso in termini tecnici del motore a scoppio (parlo da ignorante ovviamente :) )
    Si parla di una tecnologia che si basa su un combustibile in fase di esaurimento che causa emissioni nocive per la popolazione (vedere i casi di tumore nelle grandi citta’ dovute all’inquinamento automobilistico).
    Forse e’ vero che attualmente non esiste una vera alternativa al motore a scoppio ma di chi e’ la colpa?
    Mi spiego. Se in questi 150 anni si fosse investito in tecnologie alternative (che pero’ non hanno dietro gli interessi dei petrolieri) si sarebbe trovata un’alternativa efficiente a questo dispositivo che piu’ che un motore e’ una stufetta (visto che gran parte dell’energia se non sbaglio viene persa in calore)???

  • # 24
    carletto
     scrive: 

    Io spero che il futuro sia del motore elettrico. Si eliminerebbero i problemi di inquinamento urbano con le conseguenze nefaste per bronchi e polmoni. e per l’ambiente ovviamente. a patto che le future auto siano “eco-compatibili” altrimenti si arriverebbe al paradosso di non avere inquinamento da gas di scarico ma si avrebbe inquinamento dovuto ai componenti (batterie, cavi, plastiche ecc). La faccenda del cambio e del rumore la vedo di secondaria importanza. Tutte le volte che prendo la macchina mi chiedo il perchè non abbiano messo il variatore pure nelle automobili. ce l’ha lo scooter il variatore perchè non deve averlo un automobile? che noia dover tutte le volte agire sulla leva del cambio. in su e in giù, in su e in giù e la retro e la quarta… che balle! non tiriamo fuori i discorsi “eh ma tu non sei un vero appassionato” io sono per le cose logiche. il cambio attuale delle auto secondo me è una cosa retrograda. così come avere ancora il motore a scoppio che è una stufa con le ruote. ma stiamo scherzando, ha un rendimento basso e inquina e fa rumore. il futuro è elettrico!

  • # 25
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ findus

    Ogni volta si torna sugli interessi dei petrolieri e sui poteri occulti… e si ritiene che se non ci fossero questi si avrebbero mirabolanti tecnologie… in questi 150 anni si è fatta ricerca sulle cose più disparate, eppure per la trazione stradale ben poco presenta le stesse caratteristiche… inquina?…si certo… anche l’energia elettrica per un motore elettrico inquina quando viene prodotta, se aggiungi che non ci sono allo stato attuale soluzioni affidabili, a costi ragionevoli e capaci di dare una certa autonomia per immagazzinare l’energia elettrica mi sembra evidente come allo stato attuale non ci sia una alternativa realmente valida, che poi in un futuro le cose possano cambiare è possibile, ma chi lavora su quelle tecnologie ha ancora molta strada davanti… magari 150 anni… ;-)

    @ carletto

    Idem come sopra per quanto riguarda l’elettrico… sarà il futuro ma nel presente ancora non va bene… per quanto riguarda il cambio ti posso dire che esistono i cambi automatici, e che molti produttori lo mettono a disposizione in certe versioni… basta scegliere quelle… il loro problema?…si chiama Rendimento… ovviamente faccio riferimento al sofisticato CVT, il variatore di derivazione motociclistica è qualcosa di scadente ed adatto solo a piccoli motori

    PS il CVT costa di più del cambio manuale, le complicazioni costano…

    Sull’inquinamento vorrei dire una cosa generale… in Italia abusiamo della macchina, la usiamo in maniera eccessiva e questo è evidente… ma se ci sta tanto a cuore l’ambiente teniamola ferma prima ancora di parlare di soluzioni alternative… le migliori esistono già da tempo, treni, autobus (che per quanto inquinino consumano in maniera inferiore al numero di auto che verrebbero usate dai singoli passeggeri), bicicletta, piedi… così le lobby dei petrolieri falliranno e l’aria sarà pulita… capra e cavoli sono difficili da salvare…

  • # 26
    findus
     scrive: 

    @Simone
    Siamo proprio sicuri che nelle altre tecnologie si sia investita la stessa quantita’ di denaro? Io non parlo solo di energia elettrica (visto che continuando a produrla con il petrolio o il nucleare il problema non cambia).
    Il problema del motore a scoppio e’ il rendimento (pessimo).
    Quello che volevo far notare e’ semplicemente che si continua ad investire su una tecnologia che probabilmente sarebbe dovuta essere abbandonata molto tempo fa e che probabilmente non si e’ fatto piu’ per interessi economici che non per mancanza di alternative (che comunque richiedono grossi investimenti per essere create).
    La maggior parte sono inaffidabili proprio perche’ non ci sono investimenti sufficienti a portarle avanti decentemente.
    Mi chiedo come ci si possa affidare ancora dopo 150 anni a un dispositivo che sta velocenmente prosciugando il petrolio disponibile sul pianeta. E una volta che questo sara’ finito?
    P.S. Non voglio essere polemico, questo argomento mi interessa molto :D

  • # 27
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ findus

    Chi fa il fabbro continua a fare il fabbro, chi fa auto turbine per aereo continua con le turbine d’aereo, chi fa motori continua con quelli… le industrie spendono dove trovano sbocchi economici…

    Permettimi di dirti che ritenere i motori la causa del prosciugamento del petrolio è quantomeno errata… a meno che non intenda “ogni cosa che brucia petrolio per produrre energia meccanica od elettrica”… il trasporto pesa in maniera non così sensibile sul totale dei consumi…

    PS la plastica si fa dal petrolio, idem i fertilizzanti, tutti i tessuti sintetici (nylon, ryon, ecc), molte sostanze chimiche utilizzate per i farmaci e la gran parte dei prodotti di sintesi… io e te in questo momento stiamo sicuramente indossando qualcosa prodotta dal petrolio… stiamo digitando su una tastiera di plastica, berremo acqua da una bottiglia di PET (ovvero plastica), consumeremo le gomme della macchina o della bici prodotte in gran parte con gomma sintetica e volendo si possono proseguire gli esempi… quanto pesa l’auto in tutto ciò?

    PPS il tono non vuole essere polemico… vorrei solo stimolare la riflessione perché spesso si guarda un puntino all’orizzonte e sfugge tutto il resto (e questo errore è grave quando a farlo è chi deve prendere decisioni per tutti)

  • # 28
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ findus

    Uno spunto alla riflessione può essere questo… se vogliamo una tecnologia che permetta di rimpiazzare i motori (qualunque essa sia) abbiamo bisogno di un processo che trasformi una energia che possiamo accumulare facilmente in energia meccanica… qualunque forma di energia io prenda devo fare i conti con le irreversibilità sia meccaniche che tipiche del processo di trasformazione… senza dimenticare la densità di potenza… per muovere un veicolo di una certa massa e di certe dimensioni serve obbligatoriamente una certa potenza calcolabile in funzione della velocità (magari farò un post apposito)… soluzioni del tipo “tetto solare” sono pura assurdità perché la potenza per unità di superficie è risibile… l’accumulo richiede comunque due cose, un sistema captante di dimensioni adeguate ed un sistema di accumulo che garantisca stabilità di erogazione, affidabilità, economicità ed autonomia oltre che rapidità di carica… usare una cella a combustibile impone di utilizzare o del gas naturale od idrogeno… solo che il primo esiste in natura mentre il secondo no, va prodotto e produrlo costa più energia di quella che si riottiene (al limite la stessa in caso di rendimenti unitari) e quindi è energeticamente illogico, a meno di recuperare idrogeno come scarto di processi, ma un conto è recuperare uno scarto (quanto ne possiamo avere complessivamente?) ed un conto è soddisfare un fabbisogno globale…

    Altrimenti torniamo ai cavalli… solo che fu proprio per sostituire questi che si spinse in molte grandi città per l’impiego dell’automobile… si era stanchi delle emissioni “solide” degli animali per le strade… ;-)

    PS il motore oggi ha un rendimento ben più elevato del passato, e le ricerche permetteranno di raggiungere valori ancora più elevati (sarà chiaro quando arriverò a parlare delle frontiere della ricerca motoristica)… il 50% con emissioni EURO6 senza post trattamento non è così assurdo… e tutto questo con motori standard… e 50% significa ridurre i consumi di parecchio…

  • # 29
    findus
     scrive: 

    @Simone
    Molto interessante il discorso sull’euro 6.
    Sono poi perfettamente d’accordo con te sul discorso della plastica e tutti i derivati dal petrolio.
    Il mio discorso era piu’ che altro basato su questa domanda:
    Non ci sono alternative per via di limiti umani o perche’ ci sono altri interessi (soprattutto economici) a non investire/trovare tali alternative (anche basate sul petrolio ma molto piu’ efficienti)?

  • # 30
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ findus

    Credo che non vi siano molte alternative… le macchine motrici sono quelle, le si può migliorare tanto, ma di fatto restano quelle… o si usa la combustione per generare del moto o si usa energia elettrica (prodotta in qualsivoglia maniera)… le soluzioni sono quelle a meno di scoprire nuovi ed inediti principi fisici… sull’elettrico si investe tanto, così come sull’ibrido, ma di fatto i problemi da superare prima che l’elettrico possa diventare interessante per davvero sono ancora lì che aspettano nuove tecnologie sugli accumulatori…

  • # 31
    Giulio Lattuada
     scrive: 

    Finchè ci sarà gente che vuole il mezzo privato a prescindere, vuoi per una comodità cui non si vuole rinunciare vuoi per moda vuoi per altro – come il rombo del motore, ma diomio!, non c’è speranza.
    Il futuro è il TRASPORTO PUBBLICO.
    Il mezzo privato è un obbrobrio del capitalismo (e io non sono comunista, ma penso di essere obiettivo) senza nè capo nè coda.
    Se non lo capiamo, amen.

  • # 32
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giulio Lattuada

    Per quanto riguarda il trasporto pubblico più che di parlare di “Futuro” parlerei di “Soluzione” perché in effetti non è qualcosa di nuovo od inedito, bensì qualcosa che esiste e che trascuriamo, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, e dimentichiamo che è lo stesso traffico privato a ridurre le possibilità che un autobus possa arrivare puntuale… però ci sono comunque esigenze che non possono essere soddisfatte dal trasporto pubblico… io più che per le soluzioni estreme sono per l’integrazione delle stesse… e poi non dimentichiamo anche l’aspetto “comodità”, un conto è abusarne, un conto è dovere rinunciarvi a prescindere… perché applicando questo concetto ad ogni cosa dovremmo ancora avere le cabine telefoniche… perché comprare (e buttare) milioni di cellulari quando possiamo usare le cabine telefoniche pubbliche sparse per le città?… credo che la virtù stia nel mezzo…

  • # 33
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ maxsanty

    Dimenticavo di ringraziarti per il link ed il materiale indicato

  • # 34
    Gianca
     scrive: 

    Imho la tesi della lobby non regge poi molto: penso che se ci fosse la possibilità di avere un’auto elettrica di pari prestazioni e versatilità ad un’auto normale qualcuno certamente l’avrebbe già messa in commercio, specie con l’apertura dei mercati orientali. Ciò non toglie che le major abbiano investito poco sui motori alternativi,e che questo abbia certamente rallentato il suo sviluppo ma non dimentichiamo che in mezzo ci sta la domanda di mercato. Medaimente un anzianotto non comprerebbe mai un’auto ibrida, manco se a pari prezzo… e questo le case lo sanno bene!
    C’è poi un problema di ordine pratico: anche se si arrivasse a perfezionare un tipo di batterie estremamente performante, ci sarebbe comunque un minimo di tempi di ricarica. Ovvero, rimarrebbe l’incognita di “lunghi viaggi=lunghe soste”, non del tutto risolvibile con la sostituzione. Se è impossibile immaginare di scambiare la batteria dei nostri nokia con un’altra usata invece di ricaricarla, figuriamoci con la batteria di un’auto supersportiva maggiorata ai fotoioni di criptonite:-)

  • # 35
    Giulio Lattuada
     scrive: 

    @Simone (Autore del post)

    Ovviamente, parlando di “futuro” mi riferisco non tanto alle tecnologie in uso quanto alla speranza che le cose vadano proprio così.
    La difficoltà nell’immaginare un mondo diverso deriva dal fatto che noi siamo NATI in questo mondo e che, bisogna ammetterlo, è il mondo che NOI vogliamo (salvo poi criticarlo più per moda che per convinzione).
    Tu, poi, mi parli di esigenze che non possono essere soddisfatte dal trasporto pubblico. Orbene, io ho 33 anni e per principio non ho mai preso la patente e mai la prenderò, perchè rifiuto il concetto di mezzo di trasporto privato. Ciònonostante non ho mai avuto problemi con il trasporto pubblico, pur essendo questo di una qualità infima al giorno d’oggi.
    Ai miei amici, che si lamentano sovente di quanto la macchina gli costi salvo poi levare gli scudi in difesa della stessa, dico: immaginate che le macchine non ci siano più, che sia stato tutto un incubo, e che i milioni di persone che le usavano, in quest’incubo, usino in realtà il trasporto pubblico. Non sarebbe tutto migliore? Milioni di persone attaccate al loro carrozzone costoso e puzzolente che si convertono al trasporto pubblico: significherebbe più mezzi di trasporto pubblico, orari migliori, meno costi.

  • # 36
    findus
     scrive: 

    @Giulio Lattuada
    Magari si potesse. Io non sarei però così radicale. La macchina può essere sempre utile (ad esempio gitarelle fuori città). Il problema automobili è molto sentito in Italia. Vivendo all’estero si può notare come molti facciano riferimento ai trasporti pubblici o alle biciclette. Addirittura i governi creano degli incentivi per l’acquisto di queste(non come in italia che si continuano a creare incentivi per le auto e stop).
    Le città hanno piste ciclabili ovunque.
    So che questo può sembrare un utopia ma uscendo fuori dall’Italia si può assistere a certi scenari :)

  • # 37
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giulio Lattuada

    Sono per un uso razionale delle cose… è stupido muovere la macchina solo per parcheggiarla 100 metri più avanti perché non si trova parcheggio, fare mille giri per cercare un buco vicino a dove si deve andare ed intasare la città… io la macchina la uso ma appena posso, anche se devo andare lontano, mi sposto a piedi… ma rinunciarne assolutamente no… perché se devo andare al di fuori della cinta urbana non posso pretendere di avere un mezzo che vada esattamente dove serve a me, che sia compatibile con i miei orari e che non interrompa il servizio la sera tardi o la notte… se esco a cena e torno sul tardi, non deve mica esserci per me un autobus (che a quel punto consumerebbe più della mia macchina.. il vantaggio sta nel portare molte persone con un consumo unitario contenuto… muoverne solo una è sicuramente peggio)… poi per quanto riguarda la tua scelta personale ti rispetto, se a te va bene così tanto meglio, ma i casi singoli non possono essere rappresentativi della globalità…

    @ findus

    Abitavo in Svezia, ho visto (ed usato) la bicicletta a tutto spiano, però da una parte hanno piste ciclabili ovunque, dall’altra non hanno parcheggi ovunque… come dire… o ti muovi in bici o ti muovi a piedi (o con i mezzi fin dove fa)… però nelle nostre città diventa anche difficile costruire piste ciclabili, le strade sono spesso strette, abbiamo le piante nei marciapiedi e ci si passa a malapena a piedi… inoltre un conto è Firenze, ma molte città non sono in piano… Cagliari (dove lavoro) è tutto fuorché piatta…

  • # 38
    Giulio Lattuada
     scrive: 

    @Simone (Autore del post)

    Simone, ripeto e chiarisco, il mezzo di trasporto pubblico dovrebbe essere l’UNICA SCELTA di una società civile ed intelligente. Ciò che tu e Findus dite è frutto del sistema così come lo vediamo oggi. E’ ovvio che la gente, avendo la possibilità di usufruire di un mezzo di trasporto proprio, scelga quello. Ma ciò non vuol dire che sia la scelta razionalmente migliore; si tratta, semplicemente, di quella più comoda. Immaginare un mondo ove il mezzo di trasporto privato non sia così diffuso, anzi sia considerato assurdo, non è impossibile. In un mondo del genere il mezzo di trasporto pubblico ci porterebbe ovunque ed ad ogni ora perchè, ripeto, sarebbe un mondo fatto su misura per quello. Oggi, invece, il mondo è fatto su misura del mezzo di trasporto privato. E i risultati si vedono.

  • # 39
    findus
     scrive: 

    @Simone
    Ho vissuto per diversi anni a Cagliari quindi so di cosa parli :) Beh vedila cosi’ con tutte quelle salite ci si tiene in forma…
    Poi anche a Cagliari pur no essendoci piste ciclabili c’e’ comunque il problema del parcheggio (soprattutto d’estate)…

  • # 40
    massimo m.
     scrive: 

    per quanto riguarda il discorso euro6, tutte le volte che ci sono stati degli step euroX -> euroX+1 ci sono stati AUMENTI del consumo.
    senza contare una cosa. nel mondo autotrasporto (dove ci sono tecnologie imho ben superiori al mondo automobile, visto che i camionisti non si fanno fregare cosi’ facilmente, e che sul loro camion ci viaggiano per 1-1,2 milioni di kilometri) tutti quegli step hanno portato a un aumento della complessita’ (con lo step euro4 si sono dovuti introdurre gli egr e i scr, quindi portarsi dietro l’urea), aumenti della temperatura di combustione (quindi aumento dei radiatori, complessita’ tecniche, aumento della superficie ecc) e se in ALCUNI casi ci sono stati aumenti di rendimento (minimi peraltro) si deve allo sviluppo tecnico, non certo al fatto dell’euroX.

    su una rivista che tratta autotrasporto c’e’ stato uno studio sull’impatto della norma euro6. per rientrare nei parametri si dovranno probabilmente rivoluzionare completamente i mezzi attuali:
    per rientrare nell’euro6 saranno molto molto probabilmente necessari un impianto scr ad alto dosaggio e un DOPPIO egr. tutta roba che costa,pesa e ingombra. i motori 6 in linea saranno probabilmente troppo alti, e si dovra’ passare ai V6 (e vai a progettare un motore nuovo, costi che si ripercuotono sull’utente finale), la temperatura di combustione si alzera’ ancora e saranno necessari probabilmente radiatori a sfioro ai lati della cabina (che adesso non ci sono) e le cabine dovranno essere piu’ alte.

    non giriamoci attorno, il mci e’ vecchio.
    a parte i soliti commenti “minchia che fffffigo il rumore della ferrari” (bella roba, 600 cavalli per portare UNA persona. un inno allo spreco, senza contare l’inquinamento), il motore a scoppio ha fatto il suo tempo (anzi ne ha fatto molto di piu’, se non fosse per le lobby del petrolio sarebbe gia’ in disuso da decenni, visto che se ci fossero investimenti seri l’elettrico avrebbe gia’ preso il posto anche nel settore autotrazione).

    per quanto riguarda la densita’ di potenza, i primi computer erano grossi come una stanza, adesso abbiamo la stessa potenza in un orologio. come mai? forse perche’ i computer originariamente erano interessanti per usi militari? forse, ma anche per il fatto che NON pestavano i piedi all’industria petrolifera.

  • # 41
    droid
     scrive: 

    @simone
    [quote]
    Grazie per il contributo assolutamente indispensabile… è grazie a commenti così costruttivi ed utili che nasce lo stimolo per la discussione sul post…
    [/quote]

    non c’è di che, sarà che io ho un’idea diversa di efficienza.
    senza contare quanto il marketing abbia danneggiato quest’aspetto.

    ps: gli euroX sono panzane, se sapete come viene deciso il limite di co2 e delle altre sostanze, con quali c.i., serve dirvi altro.

  • # 42
    Flavio
     scrive: 

    Del confronto tra motore a combustione interna contro motore elettrico posso dire la mia per esperienza diretta.
    L’azienda di cui sono dipendente ha acquistato, nel 2012 una flotta di veicoli elettrici derivati dal Fiat Fiorino. Sono vetture a trazione esclusivamente elettrica, quindi non ibridi.
    La ricarica avviene attraverso una postazione dotata di un contatore dello stesso tipo di quelli che servono per misurare l’energia che ci fornisce l’azienda di distribuzione elettrica (p es Enel).
    Ebbene facendo i conti (dopo circa 20.000 km) il costo per km tra il veicolo elettrico e uno a gasolio è molto simile.
    Questo ha rappresentato per me una grossa delusione, ritenevo infatti che a fronte di un costo d’acquisto decisamente più alto, ad una affidabilità tutta da verificare, alla scarsa autonomia (100 km circa) la mancanza di un climatizzatore efficiente ed a tanti altri piccoli inconvenienti, almeno fosse decisamente più economico.
    Niente da fare: per percorrere 10 km occorrono circa 4 kwh ossia un euro abbondante. Quale moderna utilitaria non fa 18 km con un litro?
    Quindi, anche considerando tutti i vantaggi di ordine ecologico (ma bisogna anche dire che gran parte dell’energia elettrica prodotta nelle centrali italiane la si ottiene bruciando petrolio) io credo che che non ci siamo ancora.

  • # 43
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Flavio

    Testimonianza interessante, grazie!

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