di  -  venerdì 25 giugno 2010

John CarpenterE’ mia intenzione oggi portare alla vostra attenzione un’interessante dichiarazione di John Howard Carpenter, regista noto per aver dato alla luce film ormai entrati nella storia del cinema come “1997: fuga da New York” e “La cosa”, nel corso di un’intervista a IGN ha affermato, oltre al virgolettato del titolo di questo post, anche che non crede in una diffusione a breve termine del 3D e che, in sostanza, si tratta di un modo come un altro per far pagare di più le persone.

Qualcuno potrebbe pensare che sia il prevedibile mugolio di un ormai anziano regista che tutto sommato ha fatto il suo tempo, ma, al riguardo, altri prestigiosi registi di lungo corso come Dario Argento e George Romero avevano espresso parere favorevole in merito all’uso del 3D e pertanto io non considererei troppo il fattore anagrafico nell’analisi di queste affermazioni.

Diciamoci la verità, che la grande macchina del 3D rappresenti innanzitutto un grande affare economico piuttosto che un’irrinunciabile evoluzione della visione delle immagini su schermo, penso che sia una riflessione venuta in mente a parecchie persone.

Ciò che rafforza questo pensiero è la velocità con la quale la visione stereoscopica si sta diffondendo, non solo nel panorama cinematografico, ma anche in altri settori come quello dei televisori e delle console. Addirittura Nintendo ha puntato proprio sul 3D con il suo nuovo Nintendo 3DS.

L’impressione che, personalmente, mi sono fatto è che i grandi produttori cinematografici, di pannelli LCD, di console, ecc… abbiano osservato l’entusiastica risposta che il pubblico ha dato a produzioni che definirei pilota come Avatar e che, fiutato l’affare, di conseguenza abbiano rivisto i loro piani d’investimento in quest’ottica.

Il risultato è un’implementazione della visione stereoscopica che è in continua evoluzione da tutti i punti di vista, tanto che qualcuno potrebbe domandarsi se gli attuali prodotti commercializzati non siano poco più che delle sperimentazioni a largo spettro.

Sono diversi mesi che non passa settimana in cui uno o l’altro produttore di televisori, console, occhialini, non annuncino un nuovo pannello LCD, modello di TV, versione di firmware e quant’altro che promettono di migliorare la resa cromatica, di incrementare la luminosità, ridurre l’affaticamento oculare o, come nel caso di Nintendo con il 3DS, visualizzare il 3D senza l’ausilio di occhialini.

Tengo a precisare che quando parlo di sperimentazioni non sto insinuando che si vogliano mettere a rischio aspetti come la salute, piuttosto che ci troviamo di fronte ad una tecnologia ancora immatura e la cui fruibilità probabilmente non è alla portata di tutti (penso ad esempio a chi ha problemi di strabismo o occhi dominanti).

Tornando alla dichiarazione di Carpenter e al mondo del cinema, è veramente il 3D un’innovazione di portata talmente grande da rappresentare il futuro della proiezione sul grande schermo, o si tratta di poco più di un orpello che nulla o quasi nulla aggiunge al giudizio sulla qualità di un film? Una cosa è certa: la visione in 3D ed il conseguente prezzo superiore dei biglietti al cinema ha giovato ai record di incassi di Avatar probabilmente più di quanto non abbia fatto per la qualità del film in sé.

38 Commenti »

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  • # 1
    D
     scrive: 

    Secondo me dipende tutto dal film. Ho visto qualche giorno fa l’ultimo final destination 3D e, passi la trama identica ai precedenti episodi (si diceva tanto di Saw che non sapeva rinnovarsi, ma qui c’è da spararsi nei…), ma l’utilizzo del 3D è stato reso talmente osceno da far passare la voglia di inforcare gli occhialini per almeno un paio d’anni.
    Alla fine, esattamente come nei VG, non è la grafica che conta, è quello che sta dietro.
    Un grande film come Avatar dal 3D ha solo da guadagnarci, purtroppo molte altre produzioni indegne saliranno sul carrozzone solo per poter giustificare la loro esistenza.
    Carpenter probabilmente non ha bisogno di questa tecnologia per realizzare film notevoli, Romero neppure, Dario Argento invece perso tra i suoi pupazzi e le scenografie dipente con i pastelli indegne perfino per un film di serie B di 40 anni fa immagino si starà già attrezzando per cag..ehm sfornare l’ennesima madre oscura… mater purgarum probabilmente…

  • # 2
    TheKaneB
     scrive: 

    @D: come non quotarti ^_^
    Mi trovi in disaccordo solo sulla definizione di Avatar come “grande film”. Ma questi sono gusti personali, tra l’altro sono anche abbastanza ignorante in quanto a cinema, quindi la mia opinione sulla qualità di un film conta poco. Per il resto, sono d’accordo con te e con Raffaele :-)

  • # 3
    mede
     scrive: 

    il 3D era in stallo da tempo. se si fosse trovato un modo per ottenerlo senza occhiali sarebbe diffuso molto tempo fa. attualmente è solo materia di marketing e non tutte le produzioni cinematografiche possono permettersi di sfruttarlo, nè otterrebbero dei veri vantaggi se non puramente commerciali. bolla che esploderà molto presto a mio avviso.

  • # 4
    TheKaneB
     scrive: 

    PS: l’unico film in 3D che mi è piaciuto molto, e in cui il 3D aveva anche una funzione narrante (il senso prospettico cambiava in base all’umore del protagonista ed alla scena), è stato Coraline di Tim Burton. Ecco.. se il 3D serve ad aumentare la profondità narrativa, è perfetto. Ma qui mi sa che finisce con la corsa all’HD: adesso c’è anche biancaneve e i sette nani in blue ray, vorrei proprio sapere come fanno a rendere “High Definition” un film degli anni ’20 disegnato e colorato a mano, e con l’audio in qualità grammofono (non compresso, a 7 canali e con 24bit di risoluzione di campionamento, eh!)…

  • # 5
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Ma qui mi sa che finisce con la corsa all’HD: adesso c’è anche biancaneve e i sette nani in blue ray, vorrei proprio sapere come fanno a rendere “High Definition” un film degli anni ‘20 disegnato e colorato a mano, e con l’audio in qualità grammofono (non compresso, a 7 canali e con 24bit di risoluzione di campionamento, eh!)…

    Quanto è difficile far capire alla gente comune il semplice concetto “shit in shit out”. Sembra una cosa scontata eppure molti non riescono proprio a concepirla. :D

  • # 6
    D
     scrive: 

    “vorrei proprio sapere come fanno a rendere “High Definition” un film degli anni ‘20″

    Usi una lente e correggi le distorsioni prospettiche al computer dove poi fai un po’ di cose anche ai colori, luminosità, contrasto ecc. ecc.

    “con l’audio in qualità grammofono (non compresso, a 7 canali e con 24bit di risoluzione di campionamento, eh!)…”

    Boh… anni mi sono recuperato la nuova edizione di bambi per confrontarla con la vhs e mi ero accorto che i dialoghi e le voci erano cambiate: risuonano tutto il film e mentre ci sono lo ridoppiano o in alternativa forse esistono dei grammofoni ultratecnologici utilizzati solo in pochi studi, che suonano le colonne sonore tenute a -20

  • # 7
    TheKaneB
     scrive: 

    beh si, a questo ci arrivavo anche da solo…

    ciò non toglie che in fin dei conti spendono di più a riscaldare la minestra che a proporre nuovi contenuti di qualità (artistica)… una produzione cinematografica su 20 è appena guardabile, un disco su 30 si può appena ascoltare, e nel frattempo rimasterizzano in 3D la locomotiva dei fratelli Lumiere… Per carità, bello rivedere 2001 odissea nello spazio, per la settantesima volta, nella settantunesima rimasterizzazione… ma ci sono anche tante realtà emergenti da valorizzare (e non mi riferisco a schifezze tirate fuori dagli show di maria de filippi, parlo di piccole etichette discografiche indipendenti e giovani registi emergenti che stentano a fare la gavetta nei circuiti di distribuzione ufficiali). :)

  • # 8
    TheKaneB
     scrive: 

    PS: biancaneve è del 37, non è degli anni ’20… ihihih ora si che cambia tutto :D

  • # 9
    D
     scrive: 

    “parlo di piccole etichette discografiche indipendenti e giovani registi emergenti che stentano a fare la gavetta nei circuiti di distribuzione ufficiali”

    Quello è un altro discorso ma lì lo sappiamo com’è la storia: fino a quando avranno le spalle coperte da gente che pretenderà di scaricare tutte le colpe sulla (presunta) pirateria (mandare in circolo porcherie come Final destination 3D è un atto da premiare, non da punire, almeno la gente impara a tenersi lontana da certa roba) e non arriverà qualcuno che li costringerà a lavorare come si deve, gli emergenti continueranno a vivere degli avanzi altrui.

  • # 10
    Y3ll0W
     scrive: 

    voglio il porno in 3d.
    c’e’ già? Bene, ologrammi allora.
    e se possibile voglio anche un pò di realtà aumentata, così da avere sempre una bella topolina con cui prendermi a pugni nello stomaco.
    Aaaah…la tecnologia….

  • # 11
    Massimo M
     scrive: 

    @Y3ll0W:

    Prova tu con un orno 3D a voltare le spalle allo schermo …

  • # 12
    KoD
     scrive: 

    Avatar è stato il mio terzo (Up, Christmas Carol) e ultimo film in 3D e non ho intenzione di vederne altri.

    Forse perchè ho un occhio dominante, forse perchè non mi sento appassionare a qualche gioco di luce a distanza offuscata, forse perchè 10 euro sono tanti. Forse per questi e altri motivi, vedo anch’io il 3D come una cagata, una bolla che esploderà in tempi molto brevi.

  • # 13
    n0v0
     scrive: 

    pienamente d’accordo col vecchio John: il 3D è la più grande presa in giro degli ultimi tempi. Serve a vendere la stessa minestra riscaldata.

    Esulando dalla questione puramente personale del “piace”/”non piace”, partiamo da un punto di vista ontologico e chiediamoci una cosa: un film è finzione. Perché devo renderlo simile alla realtà?

    Il 3D è puramente marketing come l’ audio surround. Sono modi per dare una parvenza di “effetto presenza” alla pellicola, che esulano totalmente dallo scopo per cui è nata. Sono orpelli inutili, disgustose aggiunte barocche messe per far scena…

  • # 14
    n0v0
     scrive: 

    pienamente d’accordo col vecchio John: il 3D è la più grande presa in giro degli ultimi tempi. Serve a vendere la stessa minestra riscaldata.

    Esulando dalla questione puramente personale del “piace”/”non piace”, partiamo da un punto di vista ontologico e chiediamoci una cosa: un film è finzione. Perché devo renderlo simile alla realtà?

    Il 3D è puramente marketing come l’ audio surround. Sono modi per dare una parvenza di “effetto presenza” alla pellicola, che esulano totalmente dallo scopo per cui è nata.

    Sono orpelli inutili, disgustose aggiunte barocche messe per far scena…

  • # 15
    n0v0
     scrive: 

    scusate il doppio post ;-)

  • # 16
    Raskal
     scrive: 

    Il 3D è davvero coinvolgente e divertente, come lo sono le poltrone che si muovono, nei videogiochi o a Gardaland.

    La verità sulla diffusione del 3D è strettamente legata alla crisi delle sale cinematografiche:
    Prima di tutto bisogna ricordare che, in un periodo storico di crisi delle sale cinematografiche (a causa della diffusione dei lettori DVD e di e-mule) si è passati dalla pellicola al digitale per abbattere i costi di distribuzione; purtroppo però la qualità del primo digitale era molto più bassa di quella del girato in pellicola, allora hanno iniziato a girare a 2K; con conseguante aumento del prezzo dei biglietti.

    Ma con l’avvento dei BR domestici e dei nuovi VPR e TV, la qualità cinematografica è diventata accessibile anche a casa; la conseguanza è stata il proseguimento della crisi delle sale cinematografiche.

    Allora l’industria, su ispirazione dei parchi tematici, ha deciso di puntare massicciamente su 3D e 4K, con tutte le limitazioni che questa cosa ha portato nel mondo del cinema e con ulteriore aumento del prezzo dei biglietti.

    Carpenter ha ragione, il 3D è uno strumento utile per ALCUNE produzioni o spettacoli sperimentali.
    Ma pensare di renderlo lo standard di tutta l’industria cinematografica è una stron***a.

  • # 17
    Giacomo
     scrive: 

    Nonno Carpenter l’ha fatta fuori dal vasino, non si sa bene per quale motivo.. il suo coetaneo Joe Dante ha abbracciato la tecnologia 3D senza problemi per il suo ultimo film.. dov’è il problema nell’usare un mezzo, una possibilità in più?
    Se era coerente, ai tempi poteva girare 1997 fuga da New York in bianco e nero, no?

  • # 18
    D
     scrive: 

    “dov’è il problema nell’usare un mezzo, una possibilità in più”

    Che bisogna sapersi misurare nel farlo. In un film dell’orrore la possibilità di ridurre tutto ad uno splatter con coltelli ed ascie che volano contro lo spettatore è veramente molto alta e per quanto possa sembrare strano pure lì esiste una trama, un messaggio.

  • # 19
    samuele
     scrive: 

    dipende dal film, stiamo assistendo agli stessi preconcetti nati quando il cinema è passato da b/n a colori. Semplicemente si evolverà il modo di utilizzare il mezzo da parte dei registi. Capolavori in b/n diverrebbero degli obbrobri a colori, proprio perchè non sono stati pensati per il cinema a colori. Ma un film scadente, senza trama e anima rimarrà tale anche se lo si proietta in 3d, 4d o con qualsiasi altro mezzo futuro.

    Personalmente spero che continiuino a uscire bellissimi film in 2d

  • # 20
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Commento di goldorak (che non ha potuto postare per problemi tecnici):

    Raffaele Fanizzi ha scritto :

    “L’impressione che, personalmente, mi sono fatto è che i grandi produttori cinematografici, di pannelli LCD, di console, ecc… abbiano osservato l’entusiastica risposta che il pubblico ha dato a produzioni che definirei pilota come Avatar e che, fiutato l’affare, di conseguenza abbiano rivisto i loro piani d’investimento in quest’ottica.

    Il risultato è un’implementazione della visione stereoscopica che è in continua evoluzione da tutti i punti di vista, tanto che qualcuno potrebbe domandarsi se gli attuali prodotti commercializzati non siano poco più che delle sperimentazioni a largo spettro.”

    ————————————-

    Perfettamente d’accordo. Siamo in piena fase di transizione con tecnologia e soluzione rattoppate che nel giro di qualche anno saranno dismesse per il vero 3d. Solo allora avra’ senso. Avra’ senso quando i broadcaster incominceranno a trasmettere in 3d, avra’ senso quando le persone non avranno bisogno degli occhialini per guardare la trasmissione 3d. Avra’ senso quando i film al cinema saranno fatti per il 3d, e non come adesso dove si pesca a mani pieni nei film 2d per poi fare una conversione al 3d patetica.
    Ora come ora il 3d e’ la parole d’ordine dell’industria (dei videogames, dei film, dei costruttori di lcd …) per sfilare in maniera TRUFFALDINA soldi ai consumatori. Meglio il 2d aspettando il vero 3d.

    Che il 3d sia il futuro del video non credo si possa mettere in discussione. Che il 3d che vediamo oggi sia la soluzione definitiva e’ quanto meno ridicolo. In questo senso Carpenter ha ragione al 1000%. Meglio un film fatto in 2d come cristo comanda, che un film
    2d convertito malamente in 3d.

    Finisco il discorso tirando in ballo la classica pellicola, quella tanto vituperata a confronto delle riprese in digitale. Beh la pellicola cari miei amanti del 2k o 4k ha una risoluzione di gran lunga superiore anche al 4k. Biancaneve e i sette Nani, o Fantasia, o Pinocchio, o Bambi scanerizzati a 8k o anche dippiu’ distruggono qualsiasi film moderno filmato in 2 o 4k.
    Non e’ perche’ il supporto e’ analogico che fa automaticamente schifo eh.

  • # 21
    bacco
     scrive: 

    @TheKaneB un appunto Coraline è di Henry Selick (regista anche di The Nightmare Before Christmas): http://www.imdb.it/title/tt0327597/ ;) per il resto sono d’accordo con te.

  • # 22
    Stargazer
     scrive: 

    Anche leggendo questo titolo vien da pensarlo che è un business
    http://www.amazon.com/Televisions-Video/b/ref=short_url3d?ie=UTF8&node=2248313011

    3D 101–Educate Yourself About 3D Technology

    Ogni business ha un suo perché, tipo le vuvuzelas cinesi ;-)

  • # 23
    mede
     scrive: 

    @ n0v0 commento 13
    scusa ma non capisco il tuo punto: “chiediamoci una cosa: un film è finzione. Perché devo renderlo simile alla realtà?”… scusa ma seguendo questo principio allora non avrebbero dovuto implementare nè l’audio nè il colore, addirittura non ha senso trarre un film da un romanzo, perchè apparirebbe più simile alla realtà…
    per me il problema non è affatto questo. il problema è che il 3D va usato con una certa maestria perchè sia davvero un valore aggiunto e secondo me ha davvero senso solo in una piccolissima percentuale di film, mentre ormai se ne forza l’utilizzo a causa dell’infrastruttura già realizzata, perchè funziona come marketing, ecc. ma sono abbastanza convinto che molte persone si stuferanno in fretta del 3D e quando non sarà più una novità non presenterà più un grande incentivo a spendere di più per vedere il film. sarà solo un costo in più per chi lo realizza. ci vuole un genio che ne sfrutta le potenzialità visive, se ce ne sono…

    voglio dire, in un horror, puoi sfruttare il fatto che una lente nasconde l’immagine per creare delle illusioni suggestive, o comunque usare il 3D in maniera più integrata ai fini narrativi. ma ci vuole inventiva e maestria. dell’effettaccio bombato a cavolo di cane non importa più a nessuno dopo la prima volta…

  • # 24
    lucusta
     scrive: 

    avro’ visto “La Cosa” una 30ina di volte, e sempre con lo stesso risultato: piantare le unghie sui braccioli della poltrona!!
    …in 3D credo che dovrei mettermi un defibrillatore accanto…

    per ora il 3D e’ come la locomotiva a vapore che ti viene incontro (http://www.youtube.com/watch?v=2cUEANKv964):
    nel 1895 gli spettatori fuggivano dalla sala di proiezione, oggi tutti rimangono increduli per una figura in 3D, ma se gli fai vedere la locomotiva che gli viene incontro, si guardano basiti…

    e’ il contenuto, non il modo in cui lo s’impacchetta.agents anzac

  • # 25
    sk
     scrive: 

    qualche giorno fa ho visto un documentario su una missione dell’ hubble, riconvertito in 3d e su schermo IMAX. ora non so se avete presento l’imax, lo schermo è grande quanto un campo da tennis! e il 3d in questo caso, bhe… all’inizio intervistano gli astronauti mentre si vestono, e hai proprio l’impressione di essere la insieme a loro! per altri versi e in altri schermi il 3d è sprecato. ma in questo caso, se capitate da qualche parte dove lo proiettano in IMAX.. andate!

    ps
    qualcuno ha scritto che è di tim burton. errore! ;)

  • # 26
    sk
     scrive: 

    intendevo errato coraline=tim burton

  • # 27
    goldorak
     scrive: 

    @ sk : non ho dubbi che vedere proiettato un film su schermo IMAX piatto sia da infarto ^_^, ma il non plus ultra e’ e rimane quello della geode in francia.
    Uno schermo sferico da 1000 m^2 che letteralmente avvolge lo spettatore, con un sistema audio surround 12.4 da 24 kW di potenza.
    Questo e’ cinema, e rigorosamente 2d.

    Nessun home theater, o esperienza pseudo 3d ti puo’ dare la sensazione di essere al centro dell’azione come i film proiettati alla geode.

  • # 28
    asd
     scrive: 

    Carpenter ha diretto e scritto solo vaccate abominevoli negli ultimi 15 anni, il suo ultimo film “Fantasmi da Marte” del 2001 è una delle cose più brutte che abbia visto in vita mia. Consiglierei al vecchio John di smetterla di sfornare escrementi fumanti e magari, in un secondo momento, preoccuparsi del mezzo col quale sarà meglio visionare i film nel prossimo futuro. Un film osceno in 2D resterà comunque osceno anche in 3D.

  • # 29
    goldorak
     scrive: 

    Carpenter ha fatto ottimi film di serie B, che rimangono classici piu’ di qualche altro film balsonato. Un Fuga da New York non e’ mica un capolavoro, e’ un film di serie B che pero’ e’ irriverente e poco politically correct da farlo diventare un classico.
    Preferisco vedere Fantasmi da Marte piu’ volte che farmi addormentare con i due sequel cessi di The Matrix ad esempio.

    Il 3d non rende un film automaticamente ottimo. E poi Carpenter ha ragione. Tanto per dire, chi si ricorda durante gli anni 90 tutti i film che faceva leva pesantemente della computer grafica ? Andate a guardare film anche recenti come Le due Torri o La Compania dell’Anello e vi verra’ il mal di testa grazie a tutte le carrellate contorte della macchina da presa virtuale soltanto per mettere in rilievo la scena in computer grafica.
    Soltanto ora, quasi 20 anni dopo l’introduzione mainstream della computer grafica nei film i registi hanno capito come usarla per bene. Lo stesso succedera’ con il 3d, ma ora come ora e’ soltanto un casino.

  • # 30
    Flare
     scrive: 

    Sì, è vero, la computer grafica all’inizio faceva parecchio schifo, anche per i limiti tecnologici, ma ve lo ricordate Last Starfighter (Giochi Stellari, da noi) del 1984? Per me aveva una grafica entusiasmante allora (rispetto al mio Commodore 64… :D) e molti non se n’erano neanche accorti che era CGI:
    http://www.youtube.com/watch?v=fEeGERPVxQU

    Comunque anche i primi esperimenti col colore (Kinemacolor) richiedevano proiettori dedicati, facevano venire il mal di testa… leggetevi la storia del Kinemacolor, anche qua su AD, è molto simile all’attuale faccenda del 3D. Condivido il pensiero che il 3D è ancora immaturo, per ora, ma che sarà il futuro, con l’affinarsi delle tecniche e il progresso tecnologico.

  • # 31
    Fede
     scrive: 

    Il cinema 3D, come l’audio stereofonico e più recentemente l’audio 3D multicanale, sono semplicemente delle tecnologie che servono essenzialmente per proporre contenuti ludici il più possibile vicini al naturale modo degli occhi di rilevare visivamente la realtà fisica, e al naturale modo degli orecchi di udire.
    Del resto è qualcosa di molto analogo ai sedili ergonomici, alle calzature anatomiche, ai letti anatomici ecc. ecc.
    Ovviamente di tutte queste cose se ne potrebbe fare a meno così come abbiamo fatto fino ad ora ma comunque indossare per esempio scarpe non anatomiche per lunghissimo tempo potrebbe creare molti problemi fisici, come li creano i sedili delle automobili quando si abusa nel guidare mentre il cinema 3D e l’audio 3D multicanale non inducono danni fisici al limite potrebbero indurre dei problemi psicologi o determinati attggiamenti e/o stati d’umore o potrebbero indurre semplicemente insoddisfazione per questione di gusti personali ma questi sono aspetti che dipendono non tanto dalle tecnologie 3D audio e video ma dai contenuti offerti attraverso queste tecnologie, quindi a mio avviso non è il cinema/audio 3D che sono una stronzata, sono stronzate certi tipi di film, di spettacolo in generale, e certa musica soprattutto sopratutto quelle produzioni che mirano piuttosto ai guadagni che all’interesse artistico.
    In un certo senso John Howard Carpenter ha ragione perché è da troppo tempo che assistiamo a produzioni cinematografiche prive di contenuti e ricche di effetti speciali e stessa cosa dicasi per le produzioni musicali in questi ultimi tempi, forse si sono dimenticati gli addetti al cinema e alla musica che il cinema e la musica non devono essere semplicemente degli strumenti per suscitare forti emozioni ma devono diffondere cultura, il pensiero umano, certi concetti ecc. ecc. tuttavia lo stesso regista John Howard Carpenter a mio avviso ha sbagliato la mira e ha colpito un bersaglio sbagliato perché ripeto nuovamente che le tecnologie 3D audio/video non hanno assolutamente alcuna relazione con i contenuti di un film o di una canzone.

  • # 32
    TheKaneB
     scrive: 

    Scusate per la svista Coraline != Tim Burton… ignoranza mia :)

  • # 33
    FdC
     scrive: 

    IMAX-3D: leggerissimi occhiali a lenti polarizzate, doppio proiettore, immenso schermo che riempie tutto il campo visivo, pellicola più grande del 70mm.

    XpanD: pesanti occhiali a otturatore lcd, singolo proiettore a doppio frame-rate (luminosità più che dimezzata), schermo normale, pellicola normale.

    Chi ha visto almeno una volta una proiezione in IMAX-3D, non potrà che disprezzare la “pochezza” resa dai normali cinema trasformati in 3D.
    Esperienza oltretutto fastidiosa per causa del peso degli occhiali XpanD.
    Attendo (?) fiducioso (?) le nuove tecnologie 3D low-cost che verranno.

  • # 34
    TheKaneB
     scrive: 

    @FdC: i film che ho visto al cinema in 3D erano tutti con occhiali a lenti polarizzate. Sarà colpa della mia scarsa vista, ma ho provato un senso di nausea in tutti i casi, seguito da vertigini. Ho provato sia togliendo gli occhiali da vista che lasciandoli sotto le lenti polarizzate, con effetti più o meno uguali.
    Con le lenti a otturatore (provate su uno schermo LCD) la situazione è ancora peggiore. L’affaticamento della vista mi arriva dopo pochi minuti, non riuscirei a vedere nemmeno un cortometraggio per intero, figuriamoci un film da 2 ore…

    Probabilmente è più fortunato chi ha una buona vista, possibilmente con entrambi gli occhi allo stesso livello (io ho il sinistro più debole del destro)…

  • # 35
    Flare
     scrive: 

    Per me la cosa più fastidiosa è che quando sposti lo sguardo dal centro dell’immagine ad altre parti della scena, l’occhio cerca automaticamente di accomodare la messa a fuoco, ma non può…

  • # 36
    wolfy
     scrive: 

    PEr l’utente che si chiedeva come facevano a portare un film degli anni ’30 in blueray, la risposta che ti hanno dato è sbagliata, nessuna lente per correggere distorsioni e roba varia, è molto più semplice di quello che si pensi, la pellicola a differenza dei sensori ha una capacità di risoluzione maggiore, che trasformata in mpixel potrebbe attestarsi intorno ai 25(Megapixel), quindi, vengono usati scanner per pellicole ad altissima risoluzione(non i nostri casalinghi) che scansionano ogni fotogramma in alta risoluzione, e poi ricreano il tutto dando la giusta velocità in fotogrammi al secondo, quindi vedrai biancaneve anche in imax, ovviamente rimarrà con formato 4:3, ma ad altissima risoluzione, stessa cosa succede con film come M- il mostor di dusseldorf, a qualcuno piace caldo e tanti altri girati tanti anni fa.

  • # 37
    TheKaneB
     scrive: 

    @wolfy: grazie per il chiarimento

  • # 38
    Tony
     scrive: 

    Secondo me se il 3D prende piede nell’industria del porno, allora non c’è storia… come già dimostrato in passato, quello che adotta il porno, poi diventa standard anche per il resto.

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