di  -  martedì 11 marzo 2008

Non si tratta di un titolo ad effetto, Matteo Peracchio e Mattia Sanna hanno da poco completato il tour della Sardegna su una Punto 1.7 TD diesel del ’96, alimentata con olio di frittura. I due giovani hanno percorso il perimetro dell’isola, ma invece di fermarsi presso i normali distributori di benzina si sono riforniti presso friggitorie altre attività ben felici di cedere quello che per loro è uno scarto: l’olio esausto.

eco tour

Quest’olio, opportunamente filtrato è finito nel motore della Punto che, a quanto pare, lo ha bruciato traendone l’energia necessaria per muovere il veicolo senza inquinare. È il sogno o il miraggio, a seconda di quanto si vuole essere ottimisti, del bio-diesel.

Secondo quanto hanno raccontato i due protagonisti dell’eco2tour, alcune multinazionali del petrolio si sarebbero già fatte avanti per protestare la dannosità del bio-diesel nei confronti del motore. I due hanno fatto notare come sia singolare che un simile appunto arrivi da compagnie petrolifere e non dalle case costruttrici delle automobili, che sarebbero più qualificate per dire cosa è dannoso e cosa non lo è per i motori che loro stessi costruiscono.

Io non sono in grado di stabilire se il bio-diesel sia una valida alternativa ai combustibili derivati dal petrolio, e qui su AD si è già parlato in maniera piuttosto critica dei biocombustibili (anche qui), ma così ad occhio e croce sento di poter dire che si sta facendo troppo poco per cercare delle fonti di energia alternative.

Quello che è certo, è che non si potrà continuare ad estrarre petrolio all’infinito: prima o poi una diversa soluzione dovrà essere scoperta ed adottata. Possibile che nessuna di quelle compagnie ambisca ad essere la prima, a battere la concorrenza e beneficiare anche del merito di aver dato un’alternativa eco-compatibile al petrolio?

29 Commenti »

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  • # 1
    Jackari
     scrive: 

    Il fatto che utilizzino un vecchio turbodiesel con precamera è indicativo di quanto salutare sia alimentare il motore con olio di frittura. Sui nuovi motori diesel ad iniezione diretta l’olio sarebbe dannosissimo. Quattroruore ha provato ad alimentare con olio di colza la Punto jtd distruggendo il motore in soli 7 mila km. Auto motor und sport ha rotto il motore della golf in soli 5 mila.
    cmq sarebbe carino andare al ristorante piuttosto che a al distributore a fare il pieno

  • # 2
    unoqualsiasi
     scrive: 

    Confermo quanto detto da Jackari riguardo i test su oli “alternativi” ai classici carburanti (quattroruote aveva utilizzato una miscela al 70% di olio di colza, che immagino sia molto più pulito dell’olio fritto!)… Il fatto che una macchina riesca a funzionare con l’olio da frittura non significa che quel motore dopo 10.000km non sarà bello dorato e croccante!

  • # 3
    Lanfi
     scrive: 

    Chiaramente l’olio di frittura non è il massimo…in un ottica di vero passaggio al biodisel si tratterebbe di un prodotto ben più raffinato (che già adesso viene creato) e che i moderni motori a disel non avrebbero alcun problema a “digerire”. Un po’ come i motori a benzina, che con alcune piccole modifiche possono tranquillamente essere alimentate con miscele ricche di etanolo. Il problema è sempre come ricavare questi biocarburanti…anche perchè per far muovere tutti i veicolo dotati di motore a scoppio che esistono su quesot pianeta…beh…ce ne vorrebbe davvero una grande quantità!

  • # 4
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Sul sito del tour si legge che l’olio esausto viene filtrato prima di essere inserito nel serbatoio, e che per motori diesel piu’ moderni e’ necessario un kit per adattarlo.

    Qui non si tratta di stabilire pero’ se *questa* sia la migliore soluzione al problema delle fonti di energie alternative per la movimentazione dei veicoli a scoppio, ma se si sta facendo abbastanza in tal senso.

    Ovvio che ci siano problemi da risolvere, non ultimo l’odore di fritto rilasciato dal veicolo! Ma la ricerca sta facendo abbastanza, considerato il contesto economico in cui viviamo?

  • # 5
    Jackari
     scrive: 

    Preciso il mio intervento: volevo solo dire che le compagne petrolifere, in questo caso, avevano ben ragione a criticare l’uso di quel carburante. Credo che per l’utilizzo sui motori diesel moderni non basti un semplice kit (basti pensare che l’introduzione dei nuovi motori diesel ha causato grossissimi problemi sul fronte dei vecchi gasoli non sempre ben raffinati e troppo ricchi di zolfo che spaccavano le pompe di iniezione ed i problemi avuti anche con la troppa acqua non sempre adeguatamente filtrata nel motore: problemi che si manifestano non a 5000 magari ma tra i 30 e 50 mila km , nel pieno della vita della vettura). I motori vanno progettati o perlomeno rivisti per funzionare con un determinato combustile. i motori benzina che funzionano ad etanolo sono progettati ad hoc e non funzionano alternativamente con l’uno o con l’altro. i motori a benzina fatti funzionare a metano possono avere grossi problemi se non appositamente progettati (p.es. la Multipla bipower venduta dalla casa quale vettura a doppia alimentazione benzina/metano, funzionando con quest’ultimo usurava il rivestimento delle valvole). prima di investire in una tecnologia c’è bisogno quindi che la medesima sia effettivamente conveniente. gli oli vegetali non sembrano esserlo e ci sono numerosi studi su questo.
    La ricerca verso le nuove fonti di combustile è avviata comunque già da tempo ed alcune case dicono di avere pronta l’auto ad idrogeno già da un pò (una su tutte la BMW). Il problemi sono dati dagli ostacoli politici in primis (vedi le grandi compagnie petrolifere), dalla necessità comunque di produrre l’idrogeno, dalla necessità di investire nelle infrastrutture (questo sembrerebbe il meno, ma chi investe senza avere un ritorno economico?? in altre parole il problema sta nello stabilire chi produrrà e chi distribuirà il nuovo carburante), da ultimo nella difficoltà cui andrebbero incontro tutte le altri grandi case produttrici che non hanno progetti in tal senso.
    Altre, la Toyota, la Honda, producono delle ottime ibride elettriche.
    La ricerca è quindi ben avviata e le soluzioni tecnologiche ci sono e sembrano anche ad un buono stadio di avanzamento. Ci vorrà del tempo però per la conversione delle attività produttive, e su questo punto bisognerà sicuramente fare di più.

  • # 6
    Nip
     scrive: 

    “lo ha bruciato traendone l’energia necessaria per muovere il veicolo senza inquinare”

    quest’affermazione è del tutto priva di fondamento.
    Forse avrà inquinato un po’ meno, o magari avrà prodotto sostanze inquinanti diverse da quelle prodotte dal funzionamento a gasolio…

  • # 7
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @Nip – Potrebbe tutt’al più essere una affermazione inesatta, non priva di fondamento, se non fosse che:
    a. sul sito linkato di parla di “emissione zero – CO2 free”
    b. nella frase immediatamente successiva definisco questo “un sogno o un miraggio a seconda di quanto si vuole essere ottimisti”.

    Andiamo su, un po’ di elasticita’, nessuno ha affermato che e’ stato risolto il problema dell’inquinamento atmosferico o che da domani viaggeremo tutti su auto alimentate ad olio.

  • # 8
    Nip
     scrive: 

    @Markingegno – Chiedo scusa se il mio commento un po’ brusco, ma purtroppo ultimamente sono molto suscettibile quando si parla di quest’argomento.
    A 500 metri da casa mia stanno costruendo una centrale elettrica ad oli vegetali che brucerà circa 35.000 tonnellate all’anno di olio di palma, e ovviamente non ne sono contento, ed assieme a molti altri ho cercato di protestare.
    Solo che spesso sento commentare : “ma di che si lamentano, è combustibile vegetale, quindi non inquina…”

  • # 9
    matteo peracchio
     scrive: 

    ciao sono quello dell eco tour.
    dico poche cose
    – chi inventa il motore lo inventa a olio e dice che sara il carburante del futuro..e viene amazzato il giorno dopo…
    -io ho fatto 180.000 km con la mia auto (magari in inverno ci matto un po di gasolio pero)
    -ultima cosa e dal 1900 quando diesel invento il motore che ci prendono per il culo…………

  • # 10
    Skyzoo73
     scrive: 

    Volevo solo dire che secondo me le istituzioni che dovrebbero spingere sulla ricerca per trovare alternative economiche e ecocompatibili non stanno facendo un bel niente. Anzi vi dirò che secondo me a partire da tutte i vari articoli citati delle riviste d’auto sono pilotati e vogliono far passare il messaggio che non resta che accontentarsi del petrolio perche altro non c’è.
    SVEGLIAAA!! SVEGLIAA!

    Ci stanno prendendo per il culo tutti!! Politici pagati dalle multinazionali e giornalisti strapagati (coi nostri soldi oltre tutto vedi finanziamenti) TUTTI appassionatamente “coesi” a insabbiare ogni alternativa possibile.

    Se questi ragazzi sono riusciti a fare tutti quei km con una qualsiasi Punto pensate se veramente i NS ricercatori si mettessero a lavorarci senza paura delle conseguenze (vedi essere uccisi o rovinati )sicuramente farebbero un motore adatto al tipo di nuovo carburante (es l’olio, solo esempio.) ma siamo in un mondo dove a comandare sono i petrolieri non il buon senso, SI FANNO LA MAGGIOR PARTE DELLE GUERRE per accaparrarsi i combustibili fossili ed è ora che ci diamo tutti una SVEGLIATA e facciamo capire a sti petrolieri che il mondo è stufo, io sono stufo e tutti quanti sono stufi di vivere COME VOGLIONO loro e sottostare solo alla loro voglia di denaro.

    Il tempo del petrolio è già finito da un pezzo!!

    E’ ora di dire basta ed aprire gli occhi al futuro con nuove tecnologie VERAMENTE ecocopatibili.

    P.S.
    carburanti biologici per il trasporto, solare su ogni casa per farci acqua calda ed elettricità ci sono già ora basta incentivarli. Politici sani datevi una mossa.

  • # 11
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Concordo con Matteo che il motore diesel avora dal 1900 e che da allora non ha avuto praticamente nessuna evoluzion, soprattutto per quanto riguarda cosa bruciarci dentro.
    Il processo di raffinazione è stravecchio, il diesel che andiamo a bruciare potrebbe essere lavorato molto diversamente e sfruttato molto meglio.
    Il problema è che effettivamente nessuno fà niente.

    Le citate auto ibride vanno a BENZINA e RECUPERANO un pò di energia elettrica che andrebbe persa. Penchè non le fanno a GPL o a Metano?
    Perchè non mettono impinti di metano (aggiornabili in futuro con altri gas…) in autostrada?
    Perchè non ci permettono di fare il pieno di metano a casa ma ci permettono di avere una caldaia e i fornelli?

    Perchè non abbiamo il nucleare in casa?

    Come si fà a pretendere di non avere più tir a zonzo OVUNQUE in italia se si blocca la TAV?

    Perchè TUTTI gli italiani sono concordi che sono problemi attuali, ma che nel momento che ci si offre la possibilità di risolverlo allora la minoranza conta più della maggioranza?

    Ragazzi, a me pare che l’unico problema che abbiamo si chiami: ESSERE ITALIANI.

    Ciao

  • # 12
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Vorrei fare una precisazione sull’inquinamento dei prodotti vegetali.
    La quantità di co2 ed altre emissioni inqunanti, è pari a quella assorbita dal vegetale nell’arco della sua vita.

  • # 13
    Nip
     scrive: 

    @Andrea Demartini- Da dove ti viene questa idea?
    Può essere vero per quanto riguarda il CO2 (che provoca l’effetto serra ma non fa venire il cancro ai polmoni).
    Ma per quanto riguarda le altre emissioni inquinanti molto più dannose per la salute, come gli ossidi di azoto e il particolato?
    Non mi risulta che le piante siano in grado di metabolizzare le nanoparticelle e i nox.

  • # 14
    brummmmm
     scrive: 

    non so quanto possano essere attendibili i test di un giornale assolu è tamente commaerciale
    che fanno riferimentro a rotture fauntomattiche setnza dimostrarne l’esisitenza comunque l’olio di frittura sara sempre piu puro del gasolio che ci rifilano i benzinai che aggiungono l’olio esauto dei cambi olio contenete tanti di quei residui carboniosi da farci un paio di barattoli di pasta abbrasiva e sopratutto non contengono e non producono gli zolfi che si trasformano in acido solforico bucano marmitte e i cristalli allargano i fori degli inniettori e si mangiano le cammicie in presenza di condense e sicuramente se usiamo l’olio le tenute speculari delle pompe e degli iniettori ringrazieranno le valvole faranno la ola alla combustione senza depositi di crbonio sui i seggi . i metalli pesanti provenienti dai minerali boh l’importante è non respirarli
    ps l’olio vegetale puo essere usato puro
    solo d’inverno è consigliabile mischiarlo con un po di gasolio

  • # 15
    matteo
     scrive: 

    so quello dell eco tour ho una notizia spaventosa, sono riusciti a far sparire il nostro sito http://www.eco2tour.com senza spiegazioni, ora faro una denuncia alla polizia postale.. sono riusciti a nascondere anche questo…questa e l italia….

  • # 16
    matteo
     scrive: 

    l anno rimesso

  • # 17
    Peppe
     scrive: 

    Premesso che sono assolutamente a favore dell’uso dell’olio esausto a mo’ di carburante, cosa ci dicono le leggi italiane riguardo questo cambio di destinazione d’uso? Io avevo sentito che era vietato risultando truffa ai danni dello stato per l’uso non alimentare dell’olio…..io non ci voglio credere, qualcuno sa qualcosa?

  • # 18
    danijel
     scrive: 

    ALT! STOP! Sono il proprietario della MAC DONALD e devo dire la mia!…..Sono anni, che vado in giro a gratis, con tutto quella schi**zza di olio che uso per friggere!
    Io, la macchina dei miei figli, i miei dipendenti, TUTTI NOI, andiamo a ecodiesel da sempre!
    Non avete mai sentito una “leggera” puzza di fritto, intorno ai nostri locali? Mbè, sono le nostre macchine!
    MACCHINE, AUTOMOBILI DIESEL!…. e poi venitemi a dire che MAC è un MOSTRO!

    P.S.
    l’olio che usiamo da sempre per i nostri amburgher, ci è stato consigliato, anzi, INDOTTO; DALLE CASE FARMACEUTICHE!…vedi: OBESITA’,FEGATO, TRANSAMINASI, EPATITE, A; B, C, D. ecc. ecc.
    ‘Ops, anche TUTTI i nostri ZIPPO, sono stati MODIFICATI, per usare l’olio di colza!

    bye! bye!

  • # 19
    Fabio Amoretti
     scrive: 

    L’INTERVENTO
    Il mondo senza cibo
    un disastro evitabile
    di ROMANO PRODI

    Dopo aver tanto parlato della crisi energetica e della crisi finanziaria ci siamo finalmente resi conto di un dramma ancora più grande e di conseguenze immediate per l’umanità: la crisi alimentare.

    Miliardi di persone soprattutto in Africa, in Asia e in America centro-meridionale, sono colpiti da un progressivo e insostenibile rincaro di tutti i prodotti agricoli, dal grano alla soia, dal riso al mais, dal
    latte alla carne. Ogni giorno scoppiano rivolte e si ha notizie di repressioni.

    Alcuni governi, come quello egiziano, sono costretti a impiegare nel sussidio del pane la gran parte delle risorse generate dalla buona crescita economica e in altri casi, come nel Corno d’Africa, nei paesi subsahariani e a Haiti non resta che la fame e la sempre più vicina prospettiva di una tragica carestia.

    Alla base di questi aumenti di prezzi vi sono certo anche realtà positive, come il miglioramento della dieta in Cina, in India e in molti altri paesi.
    Per nutrirsi con la carne si impiega infatti una superficie di terreno di almeno cinque volte superiore di quanto richiesto da una nutrizione a base di cereali.

    Vi sono altre realtà rispetto alle quali ben poco si può fare, come l’aumento dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti necessari a produrre o trasportare i prodotti alimentari.

    Ma vi è una decisione politica che sta aggravando in modo precipitoso la situazione ed è la progressiva sottrazione di suolo alla produzione di cibo
    per utilizzarlo a produrre biocarburanti. Sulla carta questo risponde al nobile scopo di attenuare la nostra dipendenza dalla benzina e dal gasolio nei trasporti e così facendo, ridurre l’impatto ambientale in termini di anidride carbonica. Purtroppo le cose non stanno così.

    I più recenti studi (come quelli dell’Ocse e Royal Society) sostengono invece che con le tecnologie oggi impiegate per produrre biocarburanti, il bilancio energetico è solo marginalmente positivo o addirittura negativo. Il computo preciso dipende dalle specifiche realtà territoriali ma vi è chi autorevolmente sostiene (come le analisi apparse su National Resources Research) che l’energia impiegata per produrre biocarburanti sia negli Stati Uniti del 30% superiore all’energia prodotta.

    Complessivamente un bel disastro sia dal punto di vista energetico che da quello ambientale. Ma il disastro ancora più grande è quello di mettere in conflitto il cibo con il carburante in un periodo già di scarsità. Un conflitto vero, tragico.

    Per descriverlo in modo semplice e fortemente evocativo basta dire che il grano richiesto per riempire il serbatoio di un così detto Sport Utility Vehicle (Suv) con etanolo (240 chilogrammi di mais per 100 litri di etanolo) è sufficiente per nutrire una persona per un anno. E già siamo arrivati ad utilizzare per usi energetici intorno al 20% di tutta la superficie
    coltivata a mais negli Stati Uniti.

    Una superficie più grande della Svizzera è stata sottratta di colpo alla produzione di cibo per effetto delle pressioni delle potenti lobby agricole e di una parte non informata o distratta di quelle ambientalistiche. E nel frattempo, come conseguenza, il prezzo della terra e dei fertilizzanti sale in tutto il mondo facendo a sua volta moltiplicare il prezzo dei prodotti alimentari. E questo fa scoppiare tumulti per la fame a Città del Messico, in Egitto, nel west Bengala, in Senegal, in Mauritania mentre la Fao ci dice che 36 paesi hanno oggi bisogno di urgenti spedizioni di grano e di riso.

    Questo non comporta che la produzione di energie alternative vada del tutto cancellata perché vi sono situazioni in cui essa non è in diretta concorrenza con la produzione agricola, utilizzando terreni non alternativi a produzioni alimentari, aree boschive o biomasse. E soprattutto bisogna incentivare la ricerca sulla “seconda generazione” di biocarburanti, attraverso la selezione di nuove specie, attraverso una maggiore efficienza dei processi e l’utilizzazione di terre marginali (ad es. il bosco ceduo) non alternative all’agricoltura.

    E’ quindi necessario che i governi smettano di sovvenzionare gli agricoltori al fine di produrre meno cibo, obbligando i paesi poveri a svenarsi per
    assicurare il pane quotidiano a coloro che muoiono di fame. E bisogna che questo obiettivo venga tradotto subito in decisioni politiche. La prima di queste decisioni è di intervenire dove sono in corso i drammi maggiori.

    Rendere quindi subito disponibili i 500 milioni di dollari richiesti per l’emergenza del Programma Alimentare Mondiale delle nazioni Unite e il miliardo e mezzo di dollari richiesto dalla Fao. Ma non si può non
    affrontare nel contempo il problema politico fondamentale, in modo da
    invertire l’aspettativa di ulteriori aumenti dei prodotti alimentari prima che i paesi che hanno produzione eccedente proibiscano (come hanno già
    cominciato a fare) l’esportazione di prodotti alimentari trasformando, con questo, l’attuale crisi in tragedia mondiale.

    I due prossimi grandi appuntamenti internazionali, cioè la riunione della Fao a Roma e dei G8 in Giappone, debbono diventare il momento di discussione e di decisione di una nuova politica che fermi i danni dell’attuale politica e che possa redistribuire al mondo le risorse alimentari di cui ha bisogno.

    Non sono decisioni facili, ma bisogna agire perché sia negli Stati Uniti che in Europa la produzione di carburante in concorrenza col cibo si fermi e gli
    incentivi vengano riservati agli studi e alle ricerche necessarie per arrivare alla produzione di biocarburanti di nuova generazione. Non possiamo
    più ammettere che la gente muoia di fame in Africa perché c’è qualcuno negli Stati Uniti che considera i voti degli agricoltori o dei proprietari terrieri più importanti della sopravvivenza di milioni di persone. È vero che la politica di oggi è stata decisa quando si pensava di vivere in un mondo di scarsità energetica e di eccedenza alimentare. Ma oggi le cose non stanno più così.

    È ora quindi di cambiare politica perché i rimedi finora adottati sono peggiori del male che si voleva curare. Queste sono le politiche serie che la globalizzazione ci impone e l’Italia non può certo sottrarsi alle sue responsabilità.

    (13 aprile 2008)

  • # 20
    enrico
     scrive: 

    non sembra vero…io posseggo una misubishi pajero turbo interculer dell’1990,se c’è qualcuno che ha già provato l’olio di fritto su questa macchina,prego di informarmi sui risultati,se ok ,voglio publicizzare la mia macchina ,come mezzo ecologico,e svegliare la coscenza di questi caproni di italiani.anche l’olio di palma funziona?.
    grazie per aver portato avanti un progetto cosi semplice ,ma rivoluzionario.nel mio piccolo porterò avanti la divulgazione di tale opportunità.

  • # 21
    mauri
     scrive: 

    Ciao io invece ho una Megane Scenic RX4 del 2000… se qualcuno ha provato delle alternative al diesel… può gentilmente informarmi sui risultati. Grazie

  • # 22
    alextorello
     scrive: 

    Bene, una delle prime auto diesel se non mi sbaglio era la Ford Modello T a diesel che era Olio di Canapa…
    Le auto moderne sono fatte per andare con oli gevetali, prendete le VW sul libretto di istruzioni si menziona oli vegetali non solo Biodiesel, in germania esistono aziende che ritirano olio esausto dalle friggitorie e attraverso un metodo di decantazione/filtraggio lo rivendono legalmente come diesel naturale per autotrazione, i problemi degli iniettori pompa / common rail ad alta pressione sono legati a 2 modelli particolari di marche che non lo sopportano per la dimensione delle particelle degli oli naturali che con il metodo di prima vengono ridotte e quindi scompare l’inconveniente, le emissioni di oltre ad essere inverioni del 50% per la CO2 per altri additivi chimici sono totalmente assenti, alcune auto potrebbero aver bisogno di un adattamento perche non preriscaldano il gasolio prima di entrare nel motore (olio naturale 115°c contro i 55 del diesel= si incendia prima ma è anche più pericoloso/costoso nella lavorazione) mentre nei climi pfreddi l’olio naturale tiene fino a -24 contro i -6 del diesel con additivi…
    il problema in tialia è 1 solo = ACCISA
    CITO:
    >

    L’alternativa esiste, l’alternativa c’è, l’alternativa è economica ed ecologica…

    Per dirla tutta la canapa è meglio degli oli naturali perche vuole meno terreno per la coltivazione ed è un prodotto più sfruttabile:
    – 1 acro di canapa ricava tanta cellulosa come 4,1 acri di alberi
    – le foglie della canapa costituiscono una schermatura naturale alle onde elettromagnetiche (un cellulare avvolto in un tessuto di canapa è praticamente isolato dalle onde elettromagnetiche ancor meglio che in un contenitore di piombo
    – dalla canapa si possono produrre oltre la carta, tessuti, vernici, schermature per elettromagnetismo, oli combustibili
    – … tanto altro
    Qui mi fermo se no do troppa corda ai sostenitori della mariuhana ultima nota storica per chi non ha voglia/tempo di documentarsi
    canapa = marihuana = nome messicano/spagnolo che dettero negli anni 30 da Dupont e Rockfeller (noto ultramegamiliardariodi dollari/petroliere) perche prevedevano la scomparsa dei terreni coltivati ad albero e della ricchezza derivata dal petrolio
    tanto citare nei primi del 900, gli Stati Uniti creavano un piano che avrebbe previsto che tutta la carta fosse ricavata dalla Canapa per evitare il disboscamento delle foreste e questo lo diceva il Dipartimento dell’Agricoltura, lo stesso che prima ho citato (da 1 acro di canapa si ricava l’equivalente in carta di 4,1 acri di alberi)

    spero di non aver annoiato troppa gente, Beppe Grillo è un comico ma quello che dice non mi fa ridere e pure lui si limita a dire ciò che è alla superfice e portata di chiunque, se solo si volesse approfondire…

  • # 23
    alextorello
     scrive: 

    Esperienze:
    Audi A6 2.5 tdi del 2001 30% misto colza dal 2003,
    VW golf V 2.0 tdi 25% misto colza dal 2004,
    nessun problema di bollino blu…
    Prossime esperienze su Nissan Terrano II 3.0 e/o Land Rover 109 2.3diesel del 1974

  • # 24
    ST
     scrive: 

    Andrea Demartini ha ragione: emette tanta CO2 quanto ne ha assorbita la pianta durante la sua vita. Bruciando in poco tempo, libera in poco tempo la quantità di CO2 che ha assorbito in alcuni anni, non credo che si possa definire neutrale al ciclo della CO2; bruciando il petrolio, si libera in poco tempo il carbonio che si è immagazzinato in tempi lunghissimi: per questo sarebbero meglio i biocombustibili.

    @Nip
    Gli ossidi di azoto e il particolato si formano comunque, sono prodotti della combustione, non serve che le piante metabolizzino NOx e particolato; pensa che anche usando idrogeno in motori alternativi (a combustione interna come quelli a benzina) si producono ossidi di azoto: questo perchè si producono a causa delle elevate temperature raggiunte all’interno del motore a partire da azoto e ossigeno presente nell’aria, miscelata con il combustibile per poter avere la combustione.
    Il particolato ha origine dalla incompleta combustione del combusibile; sinceramente al momento non ricordo come se la cavano i biocarburanti.
    Comunque le sostanze inquinanti prodotte dai biocarburanti dipende dalla loro composizione chimica; gli oli da cui si produce il biodiesel “commerciale” prima subiscono trattamenti chimici perchè diventino idonei a essere bruciati nel motore, non si può pretendere di prendere olio è metterlo nel serbatoio di una macchina altrimenti il motore (e quello che gli sta intorno: iniettori…) ci saluta.
    In generale il biocarburanti hanno una minor produzione di alcuni inquinanti rispetto ai combustibili fossili, ma producono anche altri inquinati in maggior quantità (non ricordo quali, forse O3?).
    Il generale dal punto di vista della produzione di inquinanti sembrano essere un po’ meglio dei combustibili fossili, ma non bisogna limitarsi a guardare questo. Bisogna considerare anche:
    – il bilancio energetico produzione(coltivazione+lavorazione) + trasporto, non sempre il bilancio è positivo, bisogna fare in modo che lo sia;
    – la superficie necessaria per la coltivazione di colza/girasole/barbabietola/…: non sottrarre le terre alla coltivazione per uso alimentare (–>post di Fabio Amoretti, comunque i professori/ricercatori/… lo dicevano da anni, senza dover aspettare il politico)

  • # 25
    La carovana alimentata ad olio vegetale - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] altro esempio di come percorrere lunghe distanze (ricordate il post di Markingegno? Il tour della Sardegna con un’auto alimentata ad olio di frittura), senza l’uso dei classici […]

  • # 26
    ILMOTO
     scrive: 

    Salve, lavoro in una piccola azienda che produce gruppi elettrogeni, mi hanno chiesto dei gruppetti da 18 Kw alimentati a olio di palma, qualcuno saprebbe dirmi in che tipologia di problemi va in contro il motore utilizzando qesto carburante???
    Va additivato con qualcosa? Teniamo presente che i motori che verranno utilizzati sono dei motori con pompa meccanica ad iniezione diretta.
    Grazie

  • # 27
    clax
     scrive: 

    ma sekondo voi auto disel e fata per andare ha olio di semi?col tempo corrode tutto anke le guarnizioni poi leggete 4 ruote auto vengono fatti i test poi vi svelo un segretto provate a correre a velocita massima per soli 2 minuti e aprite il cofano vedrete fummo bianco secondo voi e normale?a me e no 4 ruote uguale poi ce da dire ke il consumo e anke un po piu alto quindi ce quakosina ke e stata studiata dal governo mika e scemo alla fine meglio disel

  • # 28
    massimo
     scrive: 

    Per poter usare olio di semi/di colza/di oliva/di frittura come combustibile è necessario separare il glicerolo, che non brucia bene come l’olio. Fatto questo, il motore a olio va che è un bijou ;-)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_del_biodiesel

  • # 29
    gianluca
     scrive: 

    sono possessore di una vecchia Magnum prodotta dalla Rayton Fissore. La mia vettura monta un motore VM 2400cc a gasolio con pompa rotativa Bosch. Io uso olio fritto nel mio motore già da alcuni anni e posso dire che non ho avuto nessun problema. Faccio presente però che non lo uso puro ma nella percentuale del 30% mischiato con gasolio. Posso dire che non ho più grandi fumate nere anzi,il motore fa meno rumore e il consumo alle stesse velocità è abbastanza diminuito.

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