di  -  venerdì 11 giugno 2010

ADblock è un componente aggiuntivo per vari browser, che consente di disattivare la pubblicità visualizzata dai siti web visitati.

Molti utenti lo usano per motivi tecnici – maggior leggerezza specie su configurazioni più lente – perché infastiditi da formati invasivi – overlayer, interstitial etc. – ma anche perché ritengono un loro diritto non riconoscere ai contenuti di cui fruiscono quel minimo vantaggio economico che deriva all’editore dalla visualizzazione di qualche banner web.

In un momento in cui il paid content si avvicina a diventare realtà, perlomeno per alcuni contenuti, la scelta di chi ritiene di aver diritto a non remunerare coloro che continuano ad offrire contenuti gratuiti merita a mio avviso qualche considerazione.

È ben noto il problema del “free rider” la cui esemplificazione più banale è quella del soggetto che non paga il biglietto sull’autobus pur sapendo che l’azienda di trasporti vive dei biglietti venduti.

Il motivo alla base di questo comportamento è semplice: privilegiare il vantaggio individuale (non pagare il biglietto) su quello collettivo (disporre di trasporto pubblico) sapendo che la responsabilità di un eventuale fallimento dell’azienda di trasporti non ricadrà su un singolo individuo che un giorno decide di non pagare il biglietto, ma sulla moltitudine di biglietti non riscossi.

C’è poi una teoria più “di strada” che potremmo sintetizzare con “tanto è tutto un magna magna”: anche se pago, ci saranno n altre persone più furbe e magari più abbienti di me che non lo faranno.

Non credo di aver bisogno di aggiungere altro né mi voglio lanciare in una “morale della favola” il cui senso è già ben chiaro.

Vorrei aggiungere a questo quadro un dato di tendenza a mio avviso piuttosto scoraggiante. In questo documento, in cui Apple descrive le novità del nuovo browser Safari 5, compare questa frase:

Safari Reader removes annoying ads and other visual distractions from online articles.

A parte qualche dubbio sulla capacità di questo sistema di intercettare e formattare correttamente il testo, vorrei capire come pensa Apple che l’advertiser debba reagire all’azzeramento del valore degli spazi pubblicitari che acquista.

O magari fra qualche mese ci chiederanno di consolarci con iAds per Safari Reader?

Per chi avesse voglia di approfondire l’argomento, segnalo un pezzo comparso su ArsTechnica qualche settimana fa: gli amministratori del sito hanno sperimentato per 12 ore il blocco degli utenti provvisti di ADblock.

NB L’autore lavora per Hardware Upgrade

164 Commenti »

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  • # 1
    goldorak
     scrive: 

    Io non amo la pubblicita’ invasiva, ma sono d’accordo sul fatto che si siti web debbano prendere misure contro coloro i quali bloccano attivamente la pubblicita’, soprauttto sotto forma di contenuti Flash. Per questo vorrei che l’esempio di Ars Technica venisse copiato da altri….
    Bloccare attivamente come fa ad blocker e’ peggio che non installare direttamente il plug-in Flash. Ed infatti se uno non ha Flash almeno su Ars Technica, il sito puo’ servire una pubblicita’ alternativa. Mentre se uno blocca attivamente Flash, non solo non guardi la versione Flash, ma il sito non puo’ neanche mandarti una versione alternativa perche’ hai a tutti gli effetti gia’ scaricato la versione Flash.
    Una posizione piu’ coerente per coloro che usufruiscono dei contenuti gratuiti e’ quello di non installare proprio Flash. Si’ e’ un prezzo da pagare, sopratutto se uno e’ drogato di siti che fanno uso smodato di Flash, ma e’ sempre meglio dell’alternativa.
    Il web non e’ mai stato gratuito, prima il costo era sulle spalle delle universita’, poi il costo si e’ spostato sulle realta’ commericiali. Ma in questo secondo caso i soldi devono provenire da qualche parte per continuare a garantire contenuti gratuiti. Altrimenti la strada e’ quella dei paywall.
    Quelli che usano Ad Block fanno parte del problema, e la cosa peggiore e’ che non se ne rendono conto.

  • # 2
    peterG
     scrive: 

    L’etica dell’Ad Blocker:

    Lo scopo della pubblicita’ e’ la vendita: se io gia’ in partenza so che non comperero’ nulla posso sorbirmi 24 h di pubblicita’ ininterrotta e il risulato sara’ comuqnue il non acquisto.

    Personalmente uso Ad blocker e non mi sento di fare un ‘danno’ in quanto ogni volta che voglio acquistare un prodotto consulto e utilizzo i servizi promossi dai miei siti preferiti. [in questo caso tecnologia]

    In questo modo: 1) la pubblicita’ non puo ingannare [basta leggere qualche recensione] e 2) viene valorizzata [vista e clikkata] nel momento in cui io voglio fare un acquisto nel ramo [esempio recente quando ho voluto acquistare una reflex].

    Nessuno spot e’ finora riuscito a farmi sentire il bisogno di comperare qualcosa di cui non avessi necessariamente bisogno/ deciso l’acquisto prima della visione.
    Il problema e’ che i pubblicitari sono convinti del contrario…

    My 2 cents! Cosa ne pensate?

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ peterg

    Personalmente uso Ad blocker e non mi sento di fare un ‘danno’ in quanto ogni volta che voglio acquistare un prodotto consulto e utilizzo i servizi promossi dai miei siti preferiti. [in questo caso tecnologia]

    Sì ma se blocchi la pubblicità di quei siti, anche se non te ne frega niente, quei siti non erogano le impressions che i clienti pagano, ergo non prendono soldi. Cosa intendi per “utilizzare i servizi promossi”?

  • # 4
    nemo
     scrive: 

    Mi sfuggono alcune cose:

    Quale differenza c’è per un sito tra:

    1 un utente vede la pubblicità ma non clicca mai sugli ads

    2 un utente che usa ad block e quindi non vede gli ads

    Ovvero in altri termini:

    Chi paga per far comparire il suo ads sulla pagina del sito paga per il numero di click che vengono fatti oppure per il fatto che semplicemente il suo ads viene mostrato?
    Ed in questo ultimo caso come si riesce a sapere se un utente ha visionato la pagina senza visulaizzare gli ads tramite uso di ad block?

  • # 5
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ nemo
    Ci sono alcuni modi per remunerare la pubblicità.
    1) CPM: l’advertiser paga in base al numero di visualizzazioni del banner (come sulle affissioni, paga le “eyeballs”), sperando ovviamente che la gente ci clicchi su;
    2) CPC: l’advertiser paga solo i click;
    3) CPA: l’advertiser paga solo le azioni che vengono dopo il click del banner (principalmente acquisto).

    Chiaramente CPC e CPA sono modalità sgradite ai contenitori di successo, dal momento che li costringono a “regalare” le “eyeballs” e a non conoscere in partenza l’incasso di una pubblicità.

    Capisci bene che se blocchi l’erogazione di banner penalizzi la voce “CPM”, che ha un peso importante nell’economia di molti grandi siti.

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    Consideriamo però anche che tutta la pubblicità in una pagina web occupa banda al caricamento e buona parte dell’Italia ha una connessione che di adsl ha ben poco, oppure naviga con netbook e chiavetta (ergo traffico a volume). Io stesso (20 mega alice, ma me ne arrivano 13 effittivi), per caricare l’homepage di un famoso blog “molto geek”, impiego 13 secondi e la navigazione là è un disastro, consultazione difficilissima visto che per leggere un post bisogna saltare 4 banner molto fastidiosi. E infatti lì uso ABP e NoScript.
    Basterebbe tornare ad una certa moderazione e non infrangere una sorta di “patto non scritto” tra editore web e lettore. Siti come hardwareupgrade o “la componentistica interna di tommaso” hanno sì pubblicità, ma non è assolutamente fastidiosa, e anzi devo dire che nel secondo si “intona” decisamente bene col layout restante del sito.

    @goldorak: mi hai dato una buona idea. Tanto io i giochini in flash non li uso e i video non li guardo direttamente da youtube, me li scarico e poi li guardo con un player esterno perché vanno più fluidi, quindi potrei anche disinstallare flash (così mi metto anche al riparo da un sacco di falle).

  • # 7
    Paganetor
     scrive: 

    personalmente non uso software che blocano la pubblicità, ma trovo che alcune pubblicità siano realmente troppo invasive: non mi lasciano cliccare i link perchè prima devi aspettare che termini una certa sequenza, o risultano molto pesanti, o ancora “impallano” il browser.
    Trovo che la pubblicità contestuale sia utile (se sto guardando la news di un cellulare, può farmi comodo sapere che una certa catena di negozi sta facendo una svendita di telefoni), ma non accetto che mi si impedisca di usare il browser perchè prima devo sorbirmi una animazione o addirittura che questa pesi tanto da saturarmi la banda (non tutti hanno la fibra ottica…).
    Se mi si permette un parallelo, ogni tanto capita di ricevere a casa telefonate di operatori che propongono questo o quel contratto telefonico: non essendo interessato, comunico un cortese “no” e la cosa finisce lì. Se l’operatore insiste, vuole sapere quanto pago adesso, cerca di convincermi del fatto che sto facendo una fesseria a non cambiare gestore, allora divento un po’ meno cortese e riattacco. La stessa cosa può avvenire con il browser e una pagina che non vuole saperne di farsi leggere: clicco sulla X in alto a destra o, se non me la lasciano raggiungere, Alt+F4 e passa la paura.
    Certo, simili pubblicità non rappresentano un bel modo per attrarre e mantenere il pubblico, quindi gli stessi editori (perchè qui si sta parlando di siti con dei contenuti) dovrebbero scegliere con attenzione le pubblicità e il modo in cui queste vanno a impattare sulla fruibilità del sito stesso…

  • # 8
    cla
     scrive: 

    @peterG
    Per quanto tu possa essere credibile nel dire che comunque non farai alcun acquisto, comunque togli al sito che stai guardando la sua fonte di guadagno.
    Che tu acquisiti o meno, le impression e i relativi introiti vengono perduti.

    Se tutti usassero adBlock, non ci sarebbero siti a contenuto gratuito ma sarebbe tutto a pagamento… Come si concilia questo con l’etica dell’AdBlock?
    Se l’adBlock avesse un’etica dovrebbe rifondere il mancato guadagno al sito che sta guardando e da cui riceve un servizio, attraverso altri mezzi (es: donazione monetaria).
    Invece l’adBlocker ottiene il servizio, ma chi gli fornisce il servizio non ottiene nulla.
    Se l’adBlocker avesse un’etica, non guardarebbe un sito che guadagna attraserso la pubblicita’, ma dovrebbe segliere un servizio alternativo a pagamento.

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco
    Hai ragione ma sai cosa capita? Che più persone usano ADblock, meno banner si visualizzano, più si crea nei clienti la tendenza a volere formati invasivi.
    L’editore si trova così a dover mediare fra la volontà di non disturbare il pubblico (quello che i banner li visualizza e non li blocca) e la necessità di non rinunciare ai guadagni che lo mantengono in vita.

  • # 10
    peterG
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio

    Non conoscevo il meccanismo di raccolta! grazie per le informazioni!

    Per “sistemi promossi” intendo ad esempio shopping.hwupgrade.it [Io sono approdato a questo blog tramite quel sito].
    Se voi avete qualche partner in questo senso la prossima volta mi assicurero’ di passare anche per il loro sito: basta un link in testa o fondopagina e ogni click varra’ almeno una ricerca tra i loro prodotti.

    E’ una strada percorribile?
    Non voglio polemizzare mi interessa davvero capire se esiste una soluzione al problema!

  • # 11
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio, ma siamo seri in un mondo dove 3/4 degli utenti non si sono mai posti il problema di provare un browser differente da explorer (o da safari), che percentuale di navigatori credi che usi adblock ?

    D’altra parte è il solito discorso valido (con i debiti paragoni) per la pirateria, i cd /dvd costano cari perché la gente “ruba” o la gente “ruba” perché i cd costano cari ?

    Qui la pubblicità online è sempre più aggressiva perché la gente usa adblock, o adblock diventa indispensabile perché la pubblicità online è sempre più invadente ?

    Personalmente non ho quasi mai usato questi meccanismi, perché considero la pubblicità comunque una forma di informazione, però quando trovo pubblicità come quella della sony apparsa stamattina su HU, mezza idea di ricorrere ad adblock mi viene.

    Se si smettesse la solita rincorsa a chi è più furbo e si usasse un po’ di buon senso non ci sarebbe nessuna necessità di usare gli adblock.

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ peterG
    Come accennavo, ogni campagna che non sia banner CPM non dà in linea di massima la certezza dell’incasso, mentre costi e stipendi sono fissi e certi a fine mese. Non bloccare i banner (e chiaramente segnalare quando se ne trovano di sgradevoli e invasivi) è la cosa migliore che un lettore possa fare per un sito.

  • # 13
    Mauro
     scrive: 

    Io sono favorevole alla pubblicità, non invasiva però!
    Navigo da anni, ma ADblock è installato solo da un paio di mesi.
    Perchè?
    Semplice: un banner con un fastidiosissimo effetto blinking (Hai Vinto! Veramente! Clicca qui!) di un noto sito tecnologico riusciva persino a deconcentrarmi durante la lettura, l’occhi continuava a caderci sopra, quindi l’ho zappato!
    Trovo anche invasivi popup che bloccano la visione del testo sottostante sino alla loro chiusura.
    Bene la pubblicità, ma più discreta.

  • # 14
    Mauro
     scrive: 

    Scusate, completo il mio pensiero.
    Penso sia responsabilità dell’editore approvare quale pubblicità pubblicare e non “basta che l’inserzionista paghi per lo spazio”.
    Quindi se l’editore perde incassi dovuti a pubblicità non viste forse dovrebbe chiedersi anche il perchè, fare un po’ di selezione: ripeto, ho bloccato solo quel tipo di banner (blink di una fantomatica vincita) non gli altri, se la pubblicità non fosse stata così “sgradevole” non ci avrei manco pensato a bloccarla.
    Inoltre concordo con chi sostiene che la pratica del blocco non sia così conosciuta e diffusa da causare perdite misurabili.

  • # 15
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Vale anche la pena fare una riflessione sulla qualità della pubblicità. Piazzare un banner su una paginetta ed aspettare che qualcuno ci clicchi per sbaglio secondo me è controproducente. Mi rendo conto che è la via più facile ma ci sono altri modi. Mi viene da pensare ad un blog come il nostro che ha delle categorie abbastanza marcate. Secondo me sarebbe cosa buona e giusta mettersi in contatto con realtà legate alla categoria per fornire in maniera non automatica informazioni legate in maniera stretta ai contenuti prodotti. Ovviamente mantenendo ben chiara la distinzione tra contenuti e pubblicità e non cadendo nella tentazione di scrivere solo in funzione di chi offre di più.
    Secondo me una scelta del genere farebbe la felicità di inserzionisti editori e lettori.

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    A proposito di danni.
    Prendiamo un sito di 4000000 di utenti unici/mese. Diciamo che l’1% degli utenti totali usi ADblock/Safari Reader. Diciamo che su quel sito si visitino 5 pagine per utente unico. Diciamo che in ogni pagina ci sono 3 banner.

    L’1% di 4.000.000 fa 40.000 unici, moltiplicati per 5 pagine fa 200.000 pageviews, moltiplicati per 3 banner fa 600.000 impressions. A 4€ CPM, 600.000 impressions fanno 2400 €, lo stipendio lordo di un giornalista. A 2€ CPM fanno quello di uno stagista. A 1€ CPM fanno la benzina che serve per andare e tornare da 10 conferenze/eventi stampa.

  • # 17
    innominato5090i
     scrive: 

    Sono in linea di massima d’accordo con il tuo aricolo, anche se poi praticamente mi ritrovo a bloccare tutti gli Ads in flash con la comoda estensione “Click to flash” perché, come ben sai, le prestazioni sotto Mac os di questo plugin sono veramente scarse e fanno aumentare in modo marcato il carico del processore, la temperatura e quindi la velocità delle ventole, tutto a discapito dell’autonomia ( e infatti sul mio MBA, da quando lo uso, l’autonomia è aumentata di circa 20-30 minuti, visto che navigo molto su internet!)
    Un appunto infine sulla funzione “reader” presente in safari 5, che dimostri di non conoscere a fondo: la suddetta funzione è infatti attivabile solo dopo che la pagina web è stata completamente caricata, mostrando di fatto tutti gli eventuali ads. quindi li rimuove solo in fase di lettura, non arrecando danno allal sito.

  • # 18
    Nessuno
     scrive: 

    Ma, io ho una idea completamente differente di Web.
    Seppur concordo al 100% con l’articolo di Ars Technica dove si chiede di fare uno sforzo volontario a guarda la pubblicità per poter permettere il proseguimento del servizio che ci piace, rimane il fatto che l’utente ha la piena libertà di decidere cosa vedere nel proprio browser, per qualsiasi motivo (dalla banda risparmiata, ai tempi di caricamento, al meno carico di lavoro per la CPU o semplicemente perché certi contenuti non ci piacciono).
    Sembra che il problema sia conosciuto solo da quando esiste AdBlock come plugin per alcuni browser, quelli più diffusi. Prima, la modalità con cui l’utente poteva usufruire del Web non era messa in discussione anche se alcuni broswer permettevano addirittura di eliminare tutte le immagini o anche scegliere in maniera puntuale quale contenuto eliminare (Opera docet).

    Ciò che mi sembra che non si sia capito, sopratutto chi fa del banner il proprio modello di business, è che il Web non è la TV, proprio come spiegato nell’articolo di Ars Technica. Con il Web l’utente non è un mero individuo con 2 occhi (e altrettanti neuroni) che guarda passivamente il mezzo da cui trae informazione/giovamento, ma è libero di decidere cosa e sopratutto COME godere dei contenuti che sono liberamente a disposizione nella rete.
    Sembra che si dia per scontato che l’utente abbia un browser grafico, che usi flash, che abbia l’audio attivo e tante altre cose (tipo abbia un monitor con la risoluzione più diffusa 10 anni fa etc… etc…).
    Allora i produttori di contenuti credono di poter determinare come le risorse debbano essere godute dall’utente così come si fa con la TV (risoluzione standard, sicuramente a colori, volume medio per cui il volume della pubblicità può anche essere più alto tanto per non infastidire un po’ di più di quel che già fa…). E come nel caso dell’introduzione del telecomando che permette di saltare la serie (sempre più lunga e ripetitiva) di pubblicità al solo tocco di un tasto, oggi ci si impaurisce davanti alla possibilità di poter eliminare parte dei contenuti non voluti tramite la spunta di un selettore.

    Spaventarsi per la “nuova moda” del AdBlocker può anche essere legittimo per un editore che ha fatto dell’imposizione della pubblicità il suo modello di business, ma d’altra parte è un modello davvero debole nel Web (ancora di più che nella TV dopo l’arrivo del telecomando e dei sistemi di registrazione che la bypassano in automatico) ma ripensare al modo ccon cui è possibile fare business attraverso uno strumento come il Web senza andare a limitare le libertà personali è secondo il mio parere fondamentale.

  • # 19
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ innominato5090i

    Un appunto infine sulla funzione “reader” presente in safari 5, che dimostri di non conoscere a fondo: la suddetta funzione è infatti attivabile solo dopo che la pagina web è stata completamente caricata, mostrando di fatto tutti gli eventuali ads. quindi li rimuove solo in fase di lettura, non arrecando danno allal sito.

    In verità la funzione reader condensa articoli multipagina in un solo testo. Se io un pezzo lo divido in 6 pagine, e in ogni pagina visualizzo 3 banner, normalmente vedrei 6×3 18 banner, con reader solo 3. In più li vedo per pochi secondi vs il tempo che normalmente ci vuole a leggere una pagina. Ergo ci perdo in quantità e qualità delle visualizzazioni. Per inciso, prima di parlare l’ho provata quella funzione. Tu?

  • # 20
    zephyr83
     scrive: 

    ma cn adblock in fondo la pubblicità nn viene “scaricata” la stesso? La pubblicità nn va in base al numero di visitatori del sito? Gli inserzionisti nn tendono a mettere certe pubblicità sui siti più visitati? come si fa a capire se uno blocca una pubblicità o no?

  • # 21
    Ilruz
     scrive: 

    Quoto PeterG.

    Aggiungo che buona parte delle recensioni presenti sul web sono *truffe*, alcuni non hanno nemmeno avuto un sample dell’oggetto recensito, ma solo una presentazione gia’ pronta – ho visto dei tristissimi copy & paste su siti multipli … google spesso mostra la stessa anteprima su sei/sette siti. Ripeto, e’ triste.

    Se un sito blocchera’ in qualche maniera adblock, si trovera’ un workaround; me ne vengono in mente svariati, uno fra tutti quello di caricare lo stesso l’oggetto … ma non mostrarlo. Non mi sento affatto uno scroccone, e il paragone con l’autobus non regge affatto, cosi’ come non regge il paragone con l’advertise tradizionale, che ha una legislazione (blanda, ma c’e’), mentre l’AD sul web e’ veramente selvaggio, ognuno mette quel che vuole, quanto ne vuole, e l’unico controllo sono gli utenti che scappano.

    Ora siamo al paradosso: un grosso fornitore di dispositivi “di tendenza” ha deciso che la pubblicita’ sul loro hardware la deve vendere solo lei. Cacchio. Fino a ieri il cattivo era l’utente rubacentesimi, ora il cattivo e’ sopra di te, e continua a sorriderti mentre affila i canini: mia nonna diceva che il primo successo del diavolo e’ farti credere che non esiste.

    Ho un blackberry da svariati anni, e il mio prossimo telefono sara’ probabilmente un android, non fosse altro per la liberta’ che mi lascia.

  • # 22
    Raskal
     scrive: 

    L’autore sviluppa un ragionamento molto articolato e condivisibile su alcuni punti, ma commette l’errore di partire da una considerazione erratta che di fatto invalida tutto il resto dell’articolo:

    Un’inserzionista paga un sito solamente per inserire una pubblicità, non paga per obbligare un osservatore a guardarla.

    L’abilità, come in TV, a convincere lo spettatore a rimanere ad osservare la pubblicità (o clickarla) stà solo a chi gestisce il sito.

    Come se Mesdiaset si lamentasse se i suoi spettatori cambiano canale durante la pubblicità, e li accusasse di essere alla stregua di ladri perchè usufruiscono gratuitamente dei suoi contenuti senza guardare la pubblicità che precede o segue gli spettacoli.
    Fortunatamete Mediaset ha un buon ufficio marketing pagato per pensare come tenere incollati alla TV gli spettatori anche durante la pubblicità di un prodotto.
    (e i recorder che eliminano automaticamente la pubblicità sono in commercio da 10 anni)

    Illudersi che per fare soldi basti pensare un modo per OBBLIGARE gli utenti a vedere una pubblicità (o a visitare un sito partner) è solo sintomo di incompetenza nel settore pubblicitario.

    Tradotto significa che attraverso articoli, reputazione, SCELTA DEGLI ANNUNCI DA PUBBLICARE, ecc., è il sito web a dovermi convincere che i suoi “consigli per gli acquisti” sono consigli che possono interessarmi.
    Ad esempio ci sono siti che trattano di news musicali in cui gli annunci riguardano SOLO vendita di strumentazione, software per musica o concerti di musica; non hanno i banner “scopri il tuo nome elfico” o “lui ti ama?”.

    Pensare di fare soldi facili nel 2010 semplicemente inserendo SPAM pubblicitario di qualunque tipo è ridicolo.

  • # 23
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    @zepyr83
    Adblock blocca direttamente le chiamate agli ad server. Sapere quanti hanno attivato adblock è abbastanza semplice. Basta loggare le richieste all’ad server e confrontarle con le pagine visualizzate. Se hai 3 pubblicità per pagina e nessuno usa ad-block (o tecniche analoghe) il rapporto tra pagine visitate e pubblicità erogate sarà di 1/3. Se il rapporto fosse di 1/2 sai che una persona su 3 ha ad-block attivato. :D

  • # 24
    Giogio
     scrive: 

    Ho provato il reader.
    In realtà apre il sito normalmente, quindi il CPM funziona.
    Se nel sito c’è un articolo, nella barra dell’indirizzo compare un pulsante reader.
    Se lo schiacci l’articolo balza in primo piano senza tutto il contorno della pagine ed in effetti diventa di più facile lettura.
    Mi sembra che sia una cosa ben diversa da un blocco della pubblicità, visto che la pagina viene comunque aperta, che durante la lettura viene mantenuta aperta sotto e quindi il tempo di visione non viene variato (non viene considerato un bounce).
    Dov’è il problema?

  • # 25
    zephyr83
     scrive: 

    @Emanuele Rampichini

    Grazie mille per la spiegazione, ero convinto che la pubblicità venisse ugualmente scaricata!

  • # 26
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ giogio
    Il problema è riassunto nel mio commento # 19

  • # 27
    The Solutor
     scrive: 

    “…lo stipendio lordo di un giornalista.”

    Sai cosa credo, che tutti faremmo bene, a presentare come questioni di principio quelle che sono anche questioni di interesse in qualche modo “personale”.

    Di norma non si ha il necessario distacco per trattarle ed anche, e anche quando lo si ha è difficile convincere chi sta dall’altra parte della propria imparzialità.

    Morale: evita di fare i conti come se fossi un salumiere, ed al posto di preoccuparti dell’1% di quelli che potrebbero cliccare, pensa a quanti 1% di utenti si possano avere o non avere offrendo un prodotto di qualità o non offrendolo.

    Ci sarà sempre chi non paga il biglietto dell’autobus, ma se l’autobus è comodo, puntuale e concorrenziale al posto di portare 10 passeggeri per volta ne porti 60, ed anche se le persone che non pagheranno il biglietto saranno 6 al posto di 1 avrai incassato comunque 54 biglietti al posto di 9.

    Non so se mi sono capito…;-)

  • # 28
    The Solutor
     scrive: 

    Ovviamente mi è partito un “non” davanti a presentare…

  • # 29
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor
    Io non sono sopra le parti: lavoro per un editore online. Ma non lo sono ancora prima perché come persona sono convinto che il tutto gratis sia un rischio per l’industria dei contenuti e anche per i lettori.

    Ho aggiunto una disclosure alla fine del pezzo per ribadirlo. E comunque prima di fare insinuazioni, buona educazione vorrebbe che argomentassi la presunta parzialità delle mie argomentazioni e dei miei calcoli.

    Dopodiché gli utenti che ritengono un prodotto non di qualità, solitamente non lo acquistano. E con i conti da salumiere si arriva a fine mese, almeno chi non ha rendite esentasse.

  • # 30
    innominato5090
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    posto che mi ero dimenticato che reader condensa le pagine (o meglio, me lo sono ricordato circa una mezz’oretta dopo che avevo commentato) lo trovo comunque un buon compromesso fra la visualizzazione delle pubblicità e la fruizione dei contenuti. come fatto notare sopra, alcuni ads sono veramente noiosi e distraggono parecchio. posto che li ho caricati, \pagando\ (passami il termine, per favore :D) per i contenuti che sto leggendo e dato per scontato che non cliccherei mai su questi banner) non penso che sia un dramma se mi leggo l’articolo in Santa pace! se il gestore del sito nota una caduta ne guadagni dovuti alle pubblicità (cosa di cui dubito, conoscendo la quota di mercato di safari) può sempre considerare di mettere gli articoli in pagina singola, con banner dopo 5-10 paragrafi, che reader rimuoverà dopo aver cliccato sul pulsante apposito ;)
    ps: da iOS il campo di testo per i commenti non si ridimensiona… mi tocca fare copia-incolla nell’app note per scrivere il post :( ce la fate a sistemare la cosa? grazie 

  • # 31
    Magilvia
     scrive: 

    Mi dispiace ma io uso adblock, poer due motivi.
    Primo: se i contenuti possono essere fruiti in 3 modi, gratis, con pubblicità o a pagamento, il sistema pubblicitario è proprio quello che non sopporto. Quando i siti cominceranno a proporre la scelta “versione pubblicitaria” o “versione a pagamento” mi orienterò su quest’ultima.
    Secondo: le pubblicità sui siti sono quasi sempre invadenti e odiose: interrompono la lettura, impallano il browser, rallentano i caricamenti, impediscono i click, coprono il testo o addirittura mimano i link del siti per essere cliccati al posto dei link voluti. Mi dispiace ma a queste condizioni preferisco piuttosto rinunciare ai contenuti.

    La pubblicità che per prima mi ha convinto a passare ad adblock è l’intellitext, visto che io muovo molto il mouse mentre navigo incappavo continuamente in ste finestre lente e rimpiballe.

  • # 32
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio

    Le tue posizioni, di parte, lo sono.

    Non credo ci sia da dibattere su questo.

    Al limite si discute delle motivazioni, e quello che ti ho detto è che partendo dalla tua status lavorativo, è difficile convincere chi ti legge che la tua opinione sia basata su un senso di giustizia superiore piuttosto che sulla busta paga.

    NON ho detto che io lo pensi, ho detto che ti esponi.

    Spiegami cosa c’è di poco educato in tutto ciò.

    Venendo alla fine appunto perché chi non ritiene un prodotto di qualità non compra, che l’attenzione dovrebbe essere puntata su coloro che non usufruiscono di un determinato sito.

    Al posto di preoccuparsi di una minoranza ridicola che non clicca, perché non preoccuparsi di come fare a conquistare quelli che non vengono proprio ? Onestamente mi sembrerebbero energie spese meglio.

  • # 33
    Marcello
     scrive: 

    Ma l’avete almeno provato Safari 5?
    La modalita’ reader la devi attivare manualmente per singolo articolo eh…e prima carica la pagina con i banner cmq…quindi l’articolo e’ totalmente privo di senso…

  • # 34
    Fernando
     scrive: 

    Inviterei a riflettere su quanto scritto da Raksal; le sue argomentazioni mi paiono molto interessanti e convincenti.

  • # 35
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor

    Alessio

    Le tue posizioni, di parte, lo sono.

    Non credo ci sia da dibattere su questo.

    È proprio nel merito delle posizioni che non vuoi entrare. Cosa dovrei rispondere a questa affermazione se non “augh”?

    BTW chi ti dice che non ci si occupi costantemente di attrarre pubblico (alla cui opinione ci sottoponiamo con la faccia e il nome&cognome) e tentare di soddisfarlo col lavoro quotidiano?

  • # 36
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marcello
    Vedasi sempre commento # 19.

  • # 37
    Andrea R
     scrive: 

    Io blocco la pubblicità perchè spero che tutti quelli che sono su internet per farci un profitto chiudano baracca e rimangano sono quelli che vogliono dire qualcosa.

    Inoltre anche se mi foderassero il computer con la pubblicità non cliccherei nulla e meno che mai comprerei nulla.

    La pubblicità è una scocciatura che spreca posti di lavoro per rompere le scatole. Chi lavora nella pubblicità sarebbe molto più utile alla società se andasse a produrre qualcosa.
    Il problema non è chi usa adblock. Il problema è nel sistema economico che abbiamo.

  • # 38
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Raskal

    Fortunatamete Mediaset ha un buon ufficio marketing pagato per pensare come tenere incollati alla TV gli spettatori anche durante la pubblicità di un prodotto.

    Anche per i siti web esiste il modo per imporre la pubblicità all’attenzione del pubblico:

    1) bloccare gli accessi di utenti che usano ADblock;
    2) mischiare la pubblicità con i contenuti.

    Non sono certo che usando una delle due opzioni si farebbero più felici gli utenti. Per questo la larga maggioranza dei siti continuano senza utilizzarle, sperando nella cooperazione del pubblico.

  • # 39
    Giogio
     scrive: 

    @Alessio
    Sorry non avevo visto il commento 19.
    Hai ragione sul numero di pagine ma sei sicuro?
    Non ho provato ma quegli articoli che chiedono di cliccare su 2 per andare a pagina 2 non penso siano visibili tutti assieme sul reader.
    Quelli che richiedono un scroll invece si, ma per quanto riguarda il CPM non cambia nulla, la pagina è data come scaricata ed il tempo di visione è alto.
    Cambia per la possibilità di guardare la pubblicità e magari cliccarla.
    Però nella mia esperienza personale quando leggo un articolo ignoro comunque abbastanza i banner, forse basterà concentrare i banner all’inizio, quelli saranno visti di sicuro prima di attivare il reader.
    Il problema mi sembra più di adblock e similia che del reader apple.

  • # 40
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ giogio
    Sono abbastanza sicuro di quello che ho scritto. Vai su HWU, clicca sul primo articolo che vedi, premi command-shift-r.

  • # 41
    Giogio
     scrive: 

    @Alessio
    Hai ragione, non l’avevo provato, scarica tutto da solo.
    E’ talmente comodo che adesso capisco l’articolo, come faranno gli editori a combattere il fenomeno?
    Perchè se adblock e similia sono fenomeni di nicchia visto che richiedono un minimo di capacità informatica (e di capacità di capire cosa si sta facendo) questo reader non richiede niente ed è veramente comodo, rischia di diventare un bel problema, soprattutto se gli altri browser lo copieranno come probabile.
    Voi che avete intenzione di fare, bloccarlo?
    Pensare che l’utente non ne approfitti è utopistico, come si dice l’occasione fa l’uomo ladro e qui non si deve nemmemo rubare.

  • # 42
    Marco
     scrive: 

    Personalmente,
    blocco la pubblicità con ADBlock. Sarai disposto ad avere contenuti a pagamento, piuttosto che visualizzare la pubblicità.
    Una soluzione potrebbe essere questa: o abiliti la visione di banner, oppure vai alla sezione “a pagamento” senza pubblicità
    Ciao!

  • # 43
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio, allora non ci capiamo proprio.

    Essere di parte è una condizione, è uno status quo.

    E non c’è nulla di negativo nell’esserlo.

    Sei in una posizione e non ci puoi far nulla, non c’è ne merito ne demerito.

    Lo siamo tutti.

    Poi c’è chi ha la maturità/l’onesta per astrarsi dalla posizione in cui si trova e chi non c’è l’ha, ma indipendentemente da quest’ultima se l’oste ti dice che il vino è buono ci sarà sempre qualcuno che penserà che lo faccia di default.

    Se te lo dice un ferroviere sarà ben più difficile che la gente lo pensi

    Più chiaro di così non lo so spiegare, mi spiace.

  • # 44
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor

    Poi c’è chi ha la maturità/l’onesta per astrarsi dalla posizione in cui si trova e chi non c’è l’ha, ma indipendentemente da quest’ultima se l’oste ti dice che il vino è buono ci sarà sempre qualcuno che penserà che lo faccia di default.

    Guarda, ci capiamo eccome. La tua obiezione al commento 27 infatti non è legata al mio stato professionale, ma alla presunzione che influenzi le posizioni che esprimo, rendendole poco attendibili.

    Ci sarebbe tuttavia un solo modo per stabilire se sono attendibili o meno: valutarle nel merito, astraendole dalla persona che le ha dette, per poi trarre conclusioni sulla buona o cattiva fede di chi scrive. Ma è proprio questo che non ti vedo fare.

  • # 45
    avve
     scrive: 

    io non capisco sta gente che usa adblock per visitare i siti i cui unici introiti sono quelli pubblicitari.
    I gestori di questi siti sono così generosi a offrirci il loro contenuto gratuitamente in cambio di qualche spot qui e là e quindi ritengo che usare adblock sia come non pagare il biglietto sul treno, come scritto nell’articolo.
    per chi dice di non comprar niente quindi tanto vale bloccare la pubblicità, beh ovvio che se non vede pubblicità non comprerà mai niente, quindi è anche responsabilità sua se l’economia va male e la folla inferocita brucia le persone nelle banche.
    qua bisogna comprare! bisogna far girare l’economia!
    e se viene qualche banner flash che copre il testo e con musica rompicoglioni, tu ci devi cliccare! d’altra parte è inutile lamentarsi che non si riesce a leggere il contenuto: è fornito gratuitamente! pensa se non ci fosse nessuno a produrlo!

  • # 46
    RickTheSnake
     scrive: 

    condivido pienamente il punto di vista di Magilvia.anch’io utilizzo adblocker, l’ho disattivato su Ars dopo aver letto il loro post riguardo gli ads in cui promettevano all’utenza di fare scelta consapevole riguardo l’invasività e la pesantezza della pubblicità, e in effetti anche dopo aver disattivato adblock la pagina carica con velocità pressochè identica e soprattutto gli ads, benchè presenti, evitano di disturbarmi nella lettura. ma quando vedo robe come quella che capitò tempo fa su un noto portale di videogiochi italiano, dove una pubblicità in flash per assassin’s creed 2 muoveva dinamicamente le righe di testo dell’intero sito rendendole illeggibili e portava il pc al limite del freeze tentando di mostrare immagini in movimento del protagonista, non rimangono molte soluzioni :)
    inoltre, non tutti hanno un’adsl flat, e per chi naviga con chiavetta 3G gli ads sono mb inutili che costano molto, molto salati.

    di conseguenza, se alcuni siti hanno problemi con l’adblocking, che si prendano anche loro l’onere di rivolgersi agli utenti garantendo la fruibilità dei contenuti, al che non avrò problemi a metterli in whitelist. per poi ribloccarli istantaneamente, beninteso, se mi capita anche una sola finestra flash sparata in faccia o robe talmente pesanti da rendere pressochè impossibile lo scrolling (capitato anche questo, e non su un netbook).

  • # 47
    Raskal
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio
    -Anche per i siti web esiste il modo per imporre la pubblicità all’attenzione del pubblico-

    Il vocabolo “ANCHE” è inappropriato dato che Mediaset non ha affatto nessun modo per IMPORRE la pubblicità, infatti nel resto del mio post (non citato) mi esprimo chiaramente a proposito.

  • # 48
    The Solutor
     scrive: 

    Ho espresso il mio parere sul merito all’inizio, non vedo perché io debba ripetermi.

    Ritengo che il tuo lavoro esista, che HW upgrade esista, grazie al fatto che la gratuità di internet ha creato un mercato enorme mercato in cui basta raccogliere le briciole per essere più che felici.

    E ritengo che facendo un buon lavoro, di briciole se ne raccolgano delle belle borsate.

    Per cui sono sempre stato convinto che sia più proficuo occuparsi della qualità che occuparsi di di spremere il più possibile la audience che si ha.

    Personalmente ritengo di avere spesso contribuito a fare le fortune dei siti con cui ho collaborato, e l’ho fatto quasi sempre senza averne un corrispettivo diretto, ma non averne avuto un corrispettivo diretto non vuol dire non averne avuto un corrispettivo, il rientro c’è stato eccome.

    E non vedo perché questo approccio non possa funzionare salendo di ordine di grandezza.

  • # 49
    Nicola
     scrive: 

    io sono dell’idea che il rispetto deve essere reciproco. Io utente mi impegno a non bloccare le pubblicità sui siti che visito, ma tu editore devi fare in modo che le pubblicità proposte non siano troppo d’intralcio alla fruizione dei contenuti. E’ lo stesso motivo che mi ha portato non guardare più la TV, oltre ai contenuti scadenti, dovevo sorbirmi vagonate di annunci. Non essendo interessato, mi sono allontanato. Se domani gli editori Web mi chiederanno di pagare per fruire dei contenuti, se li riterrò validi pagherò, come pago i trasporti, i pedaggi, le tasse e quant altro.

  • # 50
    Roberto
     scrive: 

    A me risulta che FaceBook faccia dei bei introiti grazie alla pubblicità. E sapete perché? Perché le loro pubblicità sono contestualizzata, NON invasiva e soprattutto leggerissime (poche righe di testo e una piccola immagine)… Se i web designer avessero rispettato queste poche regole, il fenomeno “AdBlock” NON sarebbe MAI nato.
    Io su FaceBook difatti non blocco mai niente…

    Ma non esiste che un banner flash mi mandi la CPU al 100% e mi faccia crashare il browser, non esiste proprio…

  • # 51
    Scorpion
     scrive: 

    Lamentarsi degli ADblock significa lamentarsi dell’indipendenza dell’utente.
    Come diceva giustamente qualcuno, banner e quant’altro sono modelli pubblicitari obsoleti applicati al web che mal sono digeriti da un utenza che, per accedere ad internet, deve essere prima o poi critica.
    Pensare che ci sia veramente qualcuno disposto a sorbirsi la pubblicità televisiva su un monitor significa non capire di che mezzo si sta parlando.

    Se le aziende vogliono profittare attivamente del web ne devono anche diventare contributori attivi e rispettati per ragioni ooggettive e non per i bellissimi banner e le relative musichette.
    Idem con patate per i blog che, se autorevoli e seguiti, possono tranquillamente fare affidamento sulla maturità della propria utenza che non esiterà a cliccare sui banner presenti in pagina per proseguire la fruizione del proprio sito preferito.

  • # 52
    manublade
     scrive: 

    Uso internet dal 1995, ho installato firefox nel 2004 ho inizato a cercare un programma per eliminare la pubblicità subito dopo.
    La pubblicità scocciante (qualche semplice banner non da fastidio) c’era anche prima di adblock, la scusa del “la metto più in vista perchè qualcuno la toglie” non regge.

    Usano tutti adblock? no. Conosco molte persone (quasi tutte quelle normali, non gli smanettoni che girano su siti come questo) che quando ho proposto adblock hanno detto no, che va bene internet così com’è.

    Ci fosse stata pubblicità meno invadente forse non avrei mai installato adblock, ma non torno indietro per come stanno le cose adesso.

    Il marketing pubblicitario si rovina da solo e poi da la colpa a chi non compra magari ricattando gli editori, non a loro che hanno creato cose orribili solo per fare sempre più soldi.

  • # 53
    mad_hhatter
     scrive: 

    in linea di principio concordo con l’autore dell’articolo: in uno scenario con pubblicità tutti ci guadagnamo tutti (utente finale, editore, sponsor). Lo scenario “tutto gratis” è ovviamente insostenibile, mentre quello “solo a pagamento” è ovviamente piuttosto penalizzante per l’utente finale.

    Detto questo, nonostante la funzionalità reader di safari 5 sia abbastanza carina, non la sto usando: nei siti che frequento gli articoli sono ben distinti dalla pubblicità e un articolo su più pagine non mi disturba affatto.

    Il grosso problema sono i banner flash che mi ammazzano la batteria del macbook e mi rallentano in maniera impressionante firefox su linux: questa è l’unico motivo per cui sono costretto, sul mac, a bloccare ogni contenuto flash, ma non dipende dal fatto che siano pubblicità! Se i banner fossero gestiti senza l’uso del flash non mi sognerei nemmeno di perder tempo a bloccarli! Visto che parte dl problema espresso dall’articolo è che viene penalizzato il meccanismo CPM, un modo molto più efficace di gestire i banner potrebbe essere quello di usare delle immagini o gif animate o video in html5. In alternativa, gli sponsor potrebbero investire nella realizzazione di un plugin flash più efficiente. E qui si inserisce tutta la questione della pubblicità in relazione al mobile browsing!!!

    Insomma, con un marketing più intelligente e soluzioni tecniche più efficienti forse non ci sarebbe bisogno di bloccare i banner

  • # 54
    Fernando
     scrive: 

    Io la penso esattamente come Nicola: se e quando gli editori mi metteranno di fronte alla scelta tra sopportare la pubblicità (bloccandomi altrimenti l’ingresso) e pagare per contenuti senza pubblicità, deciderò se il livello dei contenuti varrà i miei soldi.
    Fino a quel momento, continuerò a bloccare la pubblicità fastidiosa; non tutta la pubblicità online lo è, ma quella flash rientra quasi sempre in questa categoria, se non altro per l’invasività tecnica.

  • # 55
    Mirko
     scrive: 

    Vi farei notare che AdBlock per Chrome scarica comunque gli ads e li nasconde in seguito. (fonte: FAQ di AdBlock per Chrome)
    Questo comportamento come incide sui guadagni del sito?

  • # 56
    Roberto
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio (Autore del post) scrive:

    “A proposito di danni…”

    Mi vuoi dire che un sito del genere, che secondo i tuoi conti di 4€ CPM meno il fantomatico 1% si prende circa 237.600.000 €, risente dei 2400€ andati perduti tramite AD Block?

    Ultimamente le pubblicità stanno diventando davvero troppo invadenti, sono certo che se i siti la smetteranno di genuflettersi davanti agli inserzionisti accettando qualsiasi boiata venga in mente ai loro creativi il fenomeno si ridurrà significativamente…

  • # 57
    alex del viero
     scrive: 

    Io non odio le pubblicita, pero devono essere discrete, interne alla pagina al massimo con un paio di immagini che cambiano tipo gif animata.
    Odio invece la pubblicita invasiva in flash e’ assurdo che il lettore debba essere disturbato da finestre che si aprono , layer sovrapposti, filmatini idioti , omini che ti spuntano sa sollo la pagine ed etc.
    Questo tipo di pubblicita oltre ad infastidire spesso occupa il processore in modo considerevole, diminuedo la reattivita del sistema e facendo consumare di piu’.

    Credo che si potrebbe rinunciare alla pubblicita’ flash senza per questo avere svantaggi economici.

  • # 58
    elevul
     scrive: 

    Dipende dall’invasività della pubblicità.
    Normalmente, se c’è un banner, problemi non ce ne sono.
    Ma se, come ha fatto hwupgrade, si esagera e mezza pagina diventa piena di ads che distraggono l’utente dalla lettura, allora diventa obbligatorio bloccarli, pena l’impossibilità di leggere.

  • # 59
    manublade
     scrive: 

    Ho appena fatto una prova, riaprire HW upgrade disattivando adblock e noscript.
    Risultato? non sarei più un lettore di questo sito, impossibile leggere con lucine colorate che si muovono e sapendo di essere semprei il fortunato vincitore di qualcosa!

  • # 60
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Porto un esempio diretto ricavato al volo…

    Questa è una pubblicità sensata che nessuno si sognerebbe di togliere:

    http://img31.imageshack.us/img31/175/pubblicitok.png

    Questa oltre ad essere insensata e distraente è anche al limite del raggiro:

    http://img683.imageshack.us/img683/9015/pubblicitbad.png

    Sicuramente questo genere di pubblicità viene mostrata indipendentemente dall’editore (sono sicuro che non ci sia malafede) ma è proprio questo il problema. Molti per colpa di queste piccole cose tagliano la testa al toro ed eliminano tutto.
    Quel genere di pubblicità può attirare il click di uno sprovveduto ma allo stesso tempo può far ricorrere al bloccaggio diverse altre persone che mai si sarebbero sognate di farlo.

    Naturalmente questa è solo una mia opinione.

  • # 61
    Giulio85
     scrive: 

    Se uno usa gli adblock c’è un motivo: la quantità (e la qualità) degli ads è diventata inaccettabile.

    Poi ci sono cose come IntelliTXT che ti fanno passare la voglia di leggere (anche se è disattivabile ogni tanto riappare, penso per un problema di cookie).

  • # 62
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ roberto
    Mi sa che hai aggiunto tre zeri al totale.
    Per il resto il ragionamento è semplice: se hai l’1% di ADblock perdi l’1% del fatturato pubblicitario. Se ne hai il 5% perdi il 5%. Sono perdite di fatturato che in tempi di crisi non è facile compensare.

    Poi vale il discorso del free rider: “vuoi che i 6 millesimi di € che tolgo mandino a puttane l’azienda?”. Ma, come dice mio padre, “cento niente ammazzarono l’asino”.

  • # 63
    The Solutor
     scrive: 

    Emanuele

    Sono i cokie che fanno la differenza.

    Dipende dalle abitudini “navigatorie” che si hanno.

    Se vai a fari un giro su eprice o bow (per dirne due), e vai a guardarti un po di netbook, vedrai pubblicità di portatili per settimane.

    Se passi la vita sui siti porno ti capiterà in continuazione che qualche Katy ti vuole assolutamente conoscere, e così via.

    Ma aldilà di questo, nella stessa categoria merceologica c’è pubblicità e pubblicità, le più odiose quelle che non hanno il pulsante chiudi.

    Salta fuori una pubblicità che ti impedisce di chiuderla e uno dovrebbe sentirsi in colpa perché uno gli impedisce di aprirsi ?

  • # 64
    Deckard
     scrive: 

    Se registro un film in televisione, poi mando avanti quando c’è la pubblicità. Se guardo in diretta, mica sto sullo stesso canale durante la pubblicità. Quando leggo un quotidiano o una rivista salto a piè pari ciò che non mi interessa. Non credo di esser l’unico e non mi sembra che siano stati chiusi giornali e televisioni per questo motivo.

    Perchè dovrei cambiare comportamento sul web?

    Qualche pubblicità la guarderò comunque perchè gradevole, la maggior parte le salterò a piè pari, qualcuna non verrà filtrata e quindi mi arriverà comunque.
    Perchè quindi dovrei sentirmi in colpa, free rider (scroccone)…

    Dico la verità, a me questi articoli non piacciono molto. La “lotta” fra chi cerca di persuadere e chi vi si vuole sottrarre c’è sempre stata e vi sarà sempre. L’esaltazione del consumatore altruista che si sottopone alla visione volontaria di pubblicità per un malinteso senso del bene comune mi lascia basito. Che ognuno giochi il suo ruolo tanto è sicuro che i contenuti che avranno valore saranno pagati e assieme ad essi vi sarà pure la pubblicità da vedere, esattamente come è successo su tutti i media, senza bisogno di esaltare la figura del consumatore pollo che si lascia spennare volontariamente.

    Ps: Opera ha un suo adblock incorporato da tempo, qual’è la novità di Safari5?

  • # 65
    Maurelio
     scrive: 

    click o non click, acquisto o non acquisto, invasivo o non invasivo…

    amo queste situazioni di competizione selvaggia :D

    i siti di news che vendono spazi, gli spazi che vendono prodotti e servizi, adblocker che vendono quello che vendono pestando i piedi agl’inserzionisti ed inguaiando (mah… sarà vero? quanti usano gli adblocker…) i siti di news e via così tutto sta in tanto precario quanto sano equilibrio

    a volte i siti d’informazione degenerano fornendo articoli unti e spinti da succosi endorsment alle spalle, a volte s’inventano il paid content, a volte s’inventano servizi “premium” ex novo, a volte lanciano campagne di piagnistei a difesa di presunti diritti di cui non si spiega perché debbano godere, a volte sono ancor più creativi stile arstechnica, a volte se ne fa una questione di etica addirittura…

    dio benedica la terra di nessuno :D …il migliore stimolo a diversificarsi, rimboccarsi le maniche e spremersi le meningi

    le considerazioni etiche sono una delle tante carte giocare per tirar acqua al proprio mulino, non giacciono ad un livello superiore rispetto alla competizione

    direi a quei webmasters che si sentono quasi “danneggiati” dalla presenza degli adblocker o di adoperarsi e tirar fuori qualcosa di ancora nuovo dal cilindro o di cambiare mestiere. coi piagnistei non ho mai visto progresso alcuno.
    diritti? quali diritti? ma non copriamoci di ridicolo di grazia… i diritti sono le libertà individuali (e diamine, volendo fare OT colossali, ci sarebbe tanto da parlarne in questi giorni in italia :( ), il resto son chiacchere.

    per apple beh… sono mac user da più di 20 anni, ma conoscendo la mela e le politiche di marketing che hanno, un bel “qui gatta ci cova” ci sta tutto parlando della modalità reader di safari5. vedremo.

    P.S.: i “piagnistei” grazie al cielo non mi sembrano il caso di hardware upgrade e relativo network di siti satellite… ma ahimé sono costume comunque diffuso in tutta la rete, italiana e non

    P.P.S.: chi scrive non usa blocchi vari delle pubblicità, ma evita di frequentare siti con advertising troppo invasivo.

    saluti a tutti

  • # 66
    The Solutor
     scrive: 

    Deckard

    Direi che hai il dono della sintesi, complimenti.

    Quanto a opera, beh, sembra che il suo ruolo sia destinato ad essere guardato solo dagli sviluppatori dei browser concorrenti per copiarne le features qualche mese dopo, ma non dagli utenti.

    Così va il mondo.

  • # 67
    Gas
     scrive: 

    @Alessio:
    —————
    A proposito di danni.
    Prendiamo un sito di 4000000 di utenti unici/mese. Diciamo che l’1% degli utenti totali usi ADblock/Safari Reader.
    […]
    L’1% di 4.000.000 fa 40.000 unici, moltiplicati per 5 pagine fa 200.000 pageviews, moltiplicati per 3 banner fa 600.000 impressions. A 4€ CPM, 600.000 impressions fanno 2400 €, lo stipendio lordo di un giornalista. A 2€ CPM fanno quello di uno stagista. A 1€ CPM fanno la benzina che serve per andare e tornare da 10 conferenze/eventi stampa.
    —————

    Prendo per buona l’ipotesi “peggiore” (1€ CPM): se mi spieghi come vengono spesi tutti gli altri 600.000 (seicentomila!) euro al mese di questo fantomatico sito e mi convinci che sono soldi spesi bene.. disintallo all’istante AD-block.

    -Gas-

  • # 68
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ gas
    Con € 1 CPM si parla di 60.000 €/ mese, non 600.000. Ed è una situazione puramente esemplificativa. Chiedi un po’ in giro, tanto per dirne una, gli eCPM di Google. E guarda quanto costa al mese tirare avanti un’azienda di 5/10 dipendenti.

  • # 69
    Gas
     scrive: 

    @Alessio:
    ops.. il mio prof di matematica si rivolta.. nel letto ;)

  • # 70
    Rubberick
     scrive: 

    Io dico la mia, sono un utente di hwu da alcuni anni, l’ho sempre visitato con banner block disattivati perche’ dovete campare anche voi… pero’ dopo quella cavolata di pubblicita’ full screen prendero’ anche io a montare massive anti ads perche’ abbiamo raggiunto il limite

    passino i banner normali, no problem

    passi il non controllo dei contenuti con continui banner non mirati e inutili del tipo immagine vera o falsa o quest’immagine si muove o meno… del tutto inutile, molto meglio un bel banner hp, intel, amd, ati, xerox o quello che e’ che magari ti propone pure un prodotto utile…

    passi pure la pubblicita’ di sfondo di contorno alla pagina e i text ads rollando il mouse su

    ma le pubblicita’ full screen sono troppo

    ed e’ un motivo perche’ non visito multiplayer, repubblica, tom’s hardware e compagnia bella… e’ uno schifo

    avete perso un altro utente che almeno vedeva e cliccava sui banner…

    a breve avrete bisogno di fare una blacklist degli utenti che non guardano gli ads…

    ah altra cosa… adblock e noscript si cominciano ad usare anche x la sicurezza… i flash oramai con il contenuto non controllato (vedi i famosi banner inutili di cui sopra) sono veicoli di malware e monnezza varia… un altro motivo per non mantenere attivo tutto..

  • # 71
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Rubberick
    Purtroppo molta della pubblicità che passiamo ci arriva da google o dalla concessionaria. Soggetti con i quali non si può fare troppo gli schizzinosi, specie di questi tempi. E comunque campagne come quella a cui ti riferisci non sono la regola mentre l’ADblock una volta installato te lo scordi lì dov’è e tanti saluti…

  • # 72
    Rubberick
     scrive: 

    Si ma e’ proprio il modello di business che va male…

    La quantita’ di utenti, device e roba varia aumenta si ma molto + limitatamente rispetto alla quantita’ di tecnologie disponibili… e’ un po’ la storia di wikipedia..

    Stanno andando a botte di donazioni da quando e’ partita.. in altri tempi un progetto del genere sarebbe fallito, le persone non donano all’infinito.. pero’ anche diminuendo gli ingressi potra’ rimanere su grazie al fatto che hardware e banda costeranno sempre meno!

    Il vostro traffico aumenta, ma si stabilizzera’ fino al punto che bene o male tutta la fetta di pubblico possibile sara’ preso. L’hardware costa meno anche a voi ogni giorno (a parte questi ultimi giorni causa euro)..

    Con un oculata gestione tra spese e ingressi non e’ un problema tenere su baracca dal punto di vista tecnico… e allora? le spese dove sono? viaggi, esclusive e altri progetti che avete in cantiere…

    imho pero’ non potete pensare di finanziarli solo con pubblicita’ iper invasive altrimenti la gente si rompe e dopo qualche gg zero cpm e magicamente nessuna visita registrata dal sistema di gestione contro i log dei server http… strano eh? :D

    io su un mio sito avrei stretto le chiappe e cercato 10mila alternative ma mai una soluz del genere

    le spese crescenti al di fuori dell’infrastruttura le dovete coprire con altro fate un po’ di brainstorming qualcosa lo potrete cacciare sicuramente… del resto siete in posizione dominante su parecchi settori qui in italia..

  • # 73
    mad_hhatter
     scrive: 

    @alessio di domizio

    La scelta di usare determinate fonti di pubblicità è, appunto, una scelta dell’editore, non dell’utente: certe scelte possono risultare controproduncenti, purtroppo è un aspetto di cui bisogna tenere conto

    Inoltre, la massima del free-rider “io da solo non farò perdere così tanto all’azienda”, vale anche a rovescio: un solo sito pieno di banner non farà girare le scatole così tanto agli utenti…

    Io capisco perfettamente le ragioni degli editori, e le trovo assolutamente condivisibili. E’ però necessario considerare tutte le implicazioni di alcune scelte e usare la pubblicità con un minimo di intelligenza e buon senso nel rispetto degli stessi utenti a cui si chiede collaborazione e comprensione.

    Come ho già scritto, la causa del blocco della pubblicità è spesso un problema prettamente tecnico, slegato dalla pubblicità in quanto tale e su questo varrebbe la pena di riflettere

  • # 74
    Arunax
     scrive: 

    @Alessio: la pubblicità a tutto schermo forse non è la norma su HWU (è comunque un’eccezione non rara), ma su altri siti è del tutto inaccettabile. Ad esempio su multiplayer.it oltre a doversi sorbire fior fior di pubblicità invasive di questo genere, mi è spesso capitato di non poter cliccare su una notizia perché coperta da non so quale parte “invisibile” del banner che impediva di selezionare il link! Per fortuna da queste parti il trattamento che riservate agli utenti è migliore…

    … detto questo, anche se odio la pubblicità NON uso AdBlock perché è comunque la principale fonte di sostentamento di siti come questo o HWU. Se la pubblicità è insopportabile, faccio la stessa cosa che faccio in TV: cambio canale, o meglio tab in questo caso :)

  • # 75
    Roberto
     scrive: 

    @ Alessio

    “Mi sa che hai aggiunto tre zeri al totale.”

    No, ho fatto di peggio, non ho diviso per 1000… ricontiamo: se da 4.000.000 togli il famoso 1% che usa adblock (40.000) ti restano sempre 3.960.000 unici “che moltiplicati per 5 pagine fa” 19.800.000 “pageviews, moltiplicati per 3 banner fa” 59.400.000 “impressions.”
    59.400.000 impressions diviso 1000 fa 59400 CPM che, a 4 euro, fanno 237.600 € al mese che, per 12 mesi, fanno la bellezza di 2.851.200 €… ci sono riviste che viaggiano tranquille con 1/5 di quella pubblicità e ripagano i costi di stampa con le vendite in edicola… e le loro pubblicità non sono affatto invasive: non corpono gli articoli, non lampeggiano, non si sovrappongono al testo quando scorri con gli occhi su determinate parole…

    “Poi vale il discorso del free rider: “vuoi che i 6 millesimi di € che tolgo mandino a puttane l’azienda?”. Ma, come dice mio padre, “cento niente ammazzarono l’asino”.”

    Ma quale free rider… il discorso del free rider vale sull’autobus, uso un servizio senza pagare, ma in rete non si paga comunque e il discorso decade, la rimozione delle pubblicità è un segnale ben diverso che l’editore deve saper cogliere… non dirmi che 2400 € su 237.600 € creano problemi di bilancio, qui stiamo ragionando su percentuali e la percentuale che hai evidenziato non è tale da mettere in crisi nessuno. Se poi vuoi dirmi che in realtà chi blocca le pubblicità corrisponde al 30% dei lettori allora è un altro paio di maniche…

  • # 76
    mad_hhatter
     scrive: 

    @Roberto

    credo che il discorso “in rete non si paga comunque” sia proprio il filo conduttore degli articoli di questa rubrica: gli internauti non sono abituati a riflettere sul fatto che dietro i contenuti gratuiti ci sono persone che lavorano e che hanno bisogno di portare a casa lo stiepndio come tutti. Il problema è esattamente lo stesso dgli utenti dell’autobus, solo che il modo in cui gli utenti concepiscono il servizio è un po’ diverso, proprio perché siamo ormai abituati a considerare la rete un servizio dovuto e a non porci il problema di chi produce i contenuti. E questo è sbagliato tanto quanto i metodi invasivi degli sponsor

  • # 77
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Roberto
    4€ CPM era puramente esemplificativo. Così come l’1% di utenti che usano Adblock.
    Se vuoi fare un po’ di conti in tasca a un sito, cerca dati sull’eCPM di google in giro.

  • # 78
    sirus
     scrive: 

    Personalmente ho cominciato ad utilizzare AdBlock solo di recente ed al momento utilizzo le regole di base fornite dall’estensione in accoppiato ad una whitelist che ovviamente aggiorno manualmente.
    Per esempio nella mia whitelist ci sono Hardware Upgrade, TVTech, Appunti Digitali ed ArsTechnica perché solitamente le pubblicità che includono non sono invasive e sono un affezionato lettore.
    Il vantaggio di tecnologie come AdBlock è che mi permettono di scegliere. ;)

  • # 79
    Flare
     scrive: 

    Sono generalmente d’accordo con l’articolo. L’estensione di Safari però potrebbe avere forse qualche utilità per le stampe o per la lettura con dispositivi portatili dallo schermo piccolo.

    Personalmente se una pubblicità non mi interessa, semplicemente la ignoro. Se è in tema col sito e la pagina che leggo, sicuramente è più facile che mi interessi. Personalmente ho dovuto usare le liste degli adblockers solo quando avevo problemi di linea e non dover scaricare la pubblicità faceva la differenza fra poter navigare e non (quindi sono fra quelli che l’hanno fatto per problemi tecnici, come dice l’articolo) e ora blocco al massimo singolarmente una pubblicità se è eccessivamente invasiva o è in altro modo problematica (rarissimo comunque).

    Invece mi tocca usare Flashblock. Farei idealmente come dice goldorak, ma purtroppo ogni tanto ho bisogno di Flash. E speriamo che non si diffonda troppo Silverlight… vedi il sito RAI che non prevede alcun fallback e per rendersi conto quanto fa schifo, basta vedere la differenza con lo streaming su VLC o simili (specialmente su sistemi non Windows e con hardware non recentissimo e non è l’unica cosa del genere, vedi http://www.cultura.rai.it/site/it-IT/faq.html complimenti al servizio pubblico).

  • # 80
    Nat
     scrive: 

    In linea di principio sono daccordo con Alessio Di Domizio, non solo perche’ i siti web, come tutti, hanno bisogno di introiti per sopravvivere ed espandersi, ma anche perche’ sono preoccupato dalle vie alternative con cui potrebbero impormi pubblicita’ ben piu’ fastidiose.
    Tuttavia ritengo che ci debba essere un equilibrio tra pubblicita’ e contenuti, sia per quanto riguarda la quantita’ e la dimensione delle pubblicita’, sia riguardo ai contenuti.
    Come faceva notare Rampichini esiste pubblicita’ e pubblicita’, e il contesto del sito in cui ci si trova prevederebbe annunci come minimo coerenti. Non solo perche’ stonano meno con il sito, ma anche perche’ hanno maggior chance di essere appetibili al target del sito stesso.

    L’equilibrio pero’ non e’ una cosa semplice e onestamente, senza una qualche regolamentazione generale non saprei come risolvere il problema.

  • # 81
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Nat
    Più che con l’avidità degli editori, il problema del sovraffollamento ha a che vedere con la svalutazione degli spazi online, un problema vecchio come Internet, e con la rigidità dei costi di mantenimento di una redazione competente e sul pezzo.

  • # 82
    Sheldon
     scrive: 

    Fino a poco tempo fa non ho mai usato, ne sentito il bisogno di usare, Adblock e compagnia. L’unica cosa che mi concedevo, e permettetemi di dire sacrosanta, era il blocco pop-up di Firefox, perchè non se ne poteva più di quella roba veramente invasiva.

    Poi, sulle varie testate della rete di blog che seguo io (blogo.it), ma anche da molte altre parti, sono cominciate ad apparire delle pubblicità, in flash, di una specie di lotteria o gratta e vinci, di una pesantezza tale, che mi impedivano di fare lo scroll della pagina per continuare a leggere, perchè il mio processore (dual core!) veniva utilizzato al 100% e al massimo della frequenza. Senza contare, oltre alla scomodità, maggior consumo di risorse e minore durata della batteria!

    Vi pare normale? A me personalmente no!

    Per questo ora lo uso, e lo farò finchè non torneranno pubblicità fatte come cristo comanda!

  • # 83
    The Solutor
     scrive: 

    @mad_hhatter

    “Il problema è esattamente lo stesso dgli utenti dell’autobus, solo che il modo in cui gli utenti concepiscono il servizio è un po’ diverso”

    Non è il modo in cui gli utenti percepiscono che è diverso, è il servizio che è diverso.

    Sull’autobus ad ogni passeggero non pagante che si siede corrisponde un passeggero che ha pagato e che non può sedersi, o nel caso di autobus strapieno, ad un passeggero che pagherebbe, ma che non può salire ne fare il biglietto.

    Su internet un utente in più non danneggia direttamente nessuno, il danno è solo indiretto e/o ipotetico.

    Oltretutto l’utente in più non è contabilizzabile come mancato introito perché nessuno può dire con certezza che quell’utente avrebbe comunque usufruito del servizio se fosse stato costretto a pagarlo/a fruire una pubblicità sgradita o quant’altro.

    Non c’è niente da fare, i paragoni tra mondo reale e servizi internet non funzionano o funzionano molto male.

    Un esempio reale che calza meglio (pur continuando a zoppicare) è quello dell’aperitivo “alla milanese”: entri consumi una bevanda o due, le paghi di più di quello che le avresti pagate in un normale bar, ma più o meno, mangi quanto ti pare.

    Se le tartine si pagassero a consumo quanta gente continuerebbe a fruire di questo rito ?

    Alcuni, ovviamente, gli affezionati al rito in se, ma tutti quelli che lo considerano una valida alternativa ad una cena classica, probabilmente se ne andrebbero a casa o andrebbero a spendere i propri soldi al ristorante o in pizzeria

  • # 84
    Furetto
     scrive: 

    Allora, supponiamo che il 90% degli utenti di un sito utilizzi Adblock e il sito rischi di andare in bancarotta.

    Quale sarà la conseguenza? Il sito dovrà diventare a pagamento se non vuole rischiare la chiusura.

    Se la qualità del sito è buona allora tanti saranno disposti a pagare il prezzo di mercato per accedervi e il sito continuerà a funzionare.

    Se non ci sono sufficienti utenti a tenere in vita il sito, allora chiuderà comunque e avrebbe comunque meritato di chiudere anche con la pubblicità gratuita.

    Il problema non è Adblock, è la qualità del sito dalla quale dipende la capacità di generare fatturato, indipendentemente dal fatto che fatturi con pubblicità (invasiva o non invasiva) o con abbonamenti.

    Furetto.

  • # 85
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ furetto
    Interessante che mentre l’editoria di mezzo mondo non riesce a trovare il bandolo della matassa, tu sventoli certezze.

    Se la qualità del sito fosse direttamente proporzionale al numero di utenti paganti, e non invece al numero di altri siti che ti copiano&incollano i contenuti, saremmo passati al paid da un pezzo, non credi?

  • # 86
    Furetto
     scrive: 

    E’ il mercato, bellezza!

    Se non ti piace (perché pensi che la proprietà intellettuale non sia adeguatamente tutelata), o non guadagni abbastanza, fai un altro mestiere.

    Furetto.

  • # 87
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ furetto

    E’ il mercato, bellezza!

    perbacco! Me n’ero dimenticato… Certo che non ti sfugge niente!

  • # 88
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ho usato il blocco dei contenuti di Opera e il file hosts modificato quando avevo il modem 56K, ma allora aveva un senso. Da 5 anni sono passato all’ADSL e col tempo ho tolto di mezzo tutti i blocchi: non aveva senso, visto che amo aprire tutte le pagine che m’interessano (arrivo anche a superare il centinaio) e poi me le leggo con calma.

    Tanto le pagine vengono caricate molto velocemente anche con la pubblicità.

    Certo, ricordo ancora la famigerata tartaruga e le sue folli corse sulle pagine di hwupgrade, ma è durata poco (causa energiche proteste degli utenti).

    Mi ha dato fastidio all’inizio anche l’intellitext, che ho tolto di mezzo. Poi col tempo ho tolto anche questo blocco perché mi muovo abbastanza agevolmente fra le parole, e le rare volte che ci capito sopra e si apre la finestra la chiudo e la cosa finisce lì.

    Condivido le motivazioni dell’articolo, ma preferirei un modesto canone da pagare annualmente per togliere di mezzo la pubblicità. Non mi dà fastidio e posso continuare benissimo anche così, ma vediamola pure come una forma di supporto a chi produce contenuti di qualità.

    Non conosco i numeri di hwupgrade a livello di bilancio annuale e base utenti, ma mi piacerebbe sapere, anche a livello estremamente grossolano, quanto dovrebbero pagare tutti gli utenti per poter mantenere gli stessi “numeri”.

  • # 89
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio, ribaltiamo il problema

    Ipotizza che per un tacito accordo, da un giorno all’altro, tutti i siti diventassero a pagamento, risolvendo alla radice la questione.

    Avremmo una internet migliore, una informazione migliore, un mondo migliore ?

  • # 90
    Nat
     scrive: 

    @Furetto
    Indubbiamente la qualita’ del sito e la sua capacita’ di gestione finanziaria e’ fondamentale.
    Pero’, eliminando i banner pubblicitari si obbliga il sito a far pagare i propri contenuti, oppure ad integrare forzatamente la pubblicita’.
    Entrambi i sistemi non mi sembrano in assoluto migliori. Togliere una possibilita’ di guadagno che non gravi in modo diretto sulle tasche dell’utente mi sembra una pessima idea.

    Francamente non mi entusiasma che i contenuti diventino a “pagamento diretto” come potrebbe avvenire per un giornale.
    Non solo per il discorso economico, ma anche perche’ restringerebbe di molto il circolo delle informazioni e la possibilita’ di disporre di molteplici fonti (almeno per una parte della popolazione).
    Poi sul discorso della sostenibilita’ di un sistema basato solo sull’advertising non mi esprimo, perche’ non ne conoscono le cifre ne, nello specifico, le meccaniche. Mi rendo comunque conto che tutto non si puo’ reggere sull’aria e che da qualche parte i soldi devono arrivare.
    Se e’ quindi possibile un compromesso, tra utenti e pubblicita’ sui siti web, io lo vedo positivamente.

  • # 91
    Roberto
     scrive: 

    @ # 76 mad_hhatter

    “gli internauti non sono abituati a riflettere sul fatto che dietro i contenuti gratuiti ci sono persone che lavorano e che hanno bisogno di portare a casa lo stiepndio come tutti.”

    Scusa, e la TV? Io mica pago il canone a mediaset, eppure la vedo e non è compito mio chiedermi da dove prendano lo stipendio.
    Il discorso dell’autobus è completamente diverso, in quel caso per ottenere il servizio dovrei pagare, ma non lo faccio… in rete, per ottenere il servizio, già non devo pagare quindi perchè prendermi la briga di mettere adblock? Perchè le pubblicità sono troppo invasive, è solo questo il motivo… e che io non lo uso eh… solo che certe pubblicità sono veramente oscene.

  • # 92
    Roberto
     scrive: 

    @ 77 Alessio Di Domizio

    “4€ CPM era puramente esemplificativo. Così come l’1% di utenti che usano Adblock.
    Se vuoi fare un po’ di conti in tasca a un sito, cerca dati sull’eCPM di google in giro.”

    Un conto è google, un altro le campagne dirette… per carità, non le avete sempre, ma spesso vedo inserzioni che non provengono certo da google.
    In ogni caso, visto che parliamo di percentuali, 1% di un certo fatturato incide sempre per 1%, e anche se fosse un 5% non credo che creerebbe così tanti problemi.
    Non prenderla come una demonizzazione di HWUpgrade, i siti dei quotidiani sono decisamente peggio, però se apri la discussione ti devi aspettare che i riferimenti siano a questo sito.

  • # 93
    mad_hhatter
     scrive: 

    @The Solutor
    quel discorso forse è accettabile quando si discute di pirateria, ma non in questo caso: qui il problema è che, come per l’autobus, c’è un servizio e affiché quel servizio continui a esistenere deve essere economiamente sosttenibile. Ne più né meno. Non c’entra niente l’eventuale danno ad altr consumatori, qui si parla di danno a chi eroga il servizio. E in ogni caso, se il servizio diventa non sostenibile, allora s^ che si ha anche un danno ai consumatori. Cosa bisogna aspettare? che il danno sia reale? o ci pensiamo prima?

    @Roberto
    l’articolo infatti analizza le conseguenze dell’adblocking, a prescindere dalle sue motivazioni. E le considerazioni che propone sono a mio avviso del tutto condivisibili. Le pubblicità possono essere invasive, le tecnologie usate per veicolarle possono portare parecchi fastidi: in ogni caso spesso sono l’unica fonte di sostentamento di un sito. E spesso ce lo dimentichiamo. Tutto qua

  • # 94
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ roberto
    Non ho la possibilità di parlare della mia azienda né è questo l’oggetto del pezzo.

    Detto questo, qualunque percentuale di fatturato per un’azienda può fare la differenza fra il pareggio e la perdita, particolarmente in un momento di crisi in cui le banche già cercano 3 pezzi per un mattone per non darti credito.

    Dopodiché un’azienda che vive di pubblicità ha nell’erogabile (banner per pagina x pageviews) il suo capitale. Qualunque provvedimento che riduca l’erogabile danneggia proporzionalmente l’azienda.

    Non capisco poi questo soffermarsi sul 5% o l’1% del fatturato. Chi accetterebbe di buon grado di vedersi ridurre, a parità di qualifica e risultati, lo stipendio anche di pochi punti percentuali? Io no.

  • # 95
    The Solutor
     scrive: 

    @mad_hatter

    Il tuo ragionamento mi è perfettamente chiaro e non è di principio sbagliato.

    Quello che non stai considerando è che

    A) L’autobus è un servizio spesso indispensabile ed ha un costo direttamente correlabile al numero degli utenti (se devo portare 90 persone mi servono 2 autobus, se ci sono 10 persone che non pagano il biglietto, sto spendendo il doppio a causa loro), anche in un sito la banda costa ma non c’è questa correlazione non è ne l’1% ne il 10% di “scrocconi” che ti aumenta i costi.

    Per cui si sta parlando di mancati introiti *ipotetici*, e c’è una bella differenza con l’esempio dell’autobus

    B) Un sito di informazione non è un servizio indispensabile: l’autobus lo devi prendere, il sito di informazione (almeno fino a quando ci sarà diversità d’offerta) è comunque rimpiazzabile con un click di mouse, per quanto autorevole sia il sito stesso, se viceversa lo si ritiene un servizio indispensabile si pagherà volentieri un abbonamento e quindi l’argomento pubblicità, se entrato dalla porta esce dalla finestra.

    C) Se prendi l’autobus senza biglietto, stai violando la legge oltre ad un rapporto contrattuale che comunque sussiste tra utente ed erogatore del servizio.

    Se cambi canale mentre guardi canale5 o se blocchi i banner, non stai violando una cippa, non stai neanche mancando di parola, visto che nessuno ti ha chiesto di cliccare sui banner ne ti sei mai impegnato a farlo.

    Per cui, sempre premettendo che io i banner me li tengo, non ci vedo nulla di male è la normale rincorsa tra chi offre un servizio e cerca di guadagnare il più possibile e chi ne usufruisce, il mercato libero (una volta tanto) decide gli equilibri, almeno fino a quando non arrivano elementi inquinanti dello stesso, che ben conosciamo e di cui si è gia discusso altrove.

  • # 96
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ the solutor #89
    No, certo che no. E non è certo questo il mio auspicio. Io credo nel modello freemium e credo nel contributo volontario, preferibilmente sotto forma di abbonamento o servizi accessori. Quello in cui non credo è che si possa, su larga scala, smontare la cultura del “tutto gratis” coltivata abilmente in questi anni. Non in poco tempo perlomeno.

    La domanda diventa: quante testate creperanno/marciranno a livello qualitativo, prima che questo processo inizi a portare qualche risultato?

  • # 97
    The Solutor
     scrive: 

    Alessio, la selezione naturale fa parte di qualsiasi settore.

    Cosa dovrebbe cambiare tra sparire in un mondo free perche non si sta alla pari con la concorrenza e sparire in un mondo pay dove il pesce piy grosso ti compra alla prima difficoltà ?

    Se uno fa un sito scarso, soccombe, se fa buono sta a galla, se lo fa ottimo fa i soldi, indipendentemente dal modello di business.

    p800.it/Newsmobile, nonstante la sua gestione amatoriale, ha collezionato 50K e pussa utenti in pochi anni, sono bastati pochi mesi di contenuti di qualità per farlo arrivare ai vostri livelli, sono bastate un po’ di defezioni doc ed un po’ di scelte scellerate ed in altrettanti pochi mesi per farlo sparire nel limbo.

    Azione, reazione. La cosa piu semplice del mondo, o no ?

  • # 98
    Roberto
     scrive: 

    Ecco, proprio ora mi son beccato una pubblicità sony a schermo intero, della durata di 30 secondi… ma chi è quel folle che pensa che un utente possa passare 30 secondi a guardarsi una pubblicità Sony? Ho chiuso e non mi sono letto l’articolo, amen…

  • # 99
    The Solutor
     scrive: 

    Menzionata stamattina nel post #11

  • # 100
    Roberto
     scrive: 

    @ 93 mad_hhatter

    “Le pubblicità possono essere invasive, le tecnologie usate per veicolarle possono portare parecchi fastidi: in ogni caso spesso sono l’unica fonte di sostentamento di un sito. E spesso ce lo dimentichiamo. Tutto qua”

    No, io me lo ricordo bene… però penso anche che ci sia un tacito accordo tra editore e lettore, non si può pretendere che il lettore subisca qualsiasi sistema di adv solo perchè è la fonte di guadagno di una azienda, a tutto c’è un limite.

  • # 101
    Roberto
     scrive: 

    @ 94 Alessio Di Domizio

    “Non capisco poi questo soffermarsi sul 5% o l’1% del fatturato. Chi accetterebbe di buon grado di vedersi ridurre, a parità di qualifica e risultati, lo stipendio anche di pochi punti percentuali? Io no.”

    Se cominciassi a presentarmi in bermuda e ciabatte al mio posto di lavoro, se rispondessi male al mio capo o facessi qualsiasi altra cosa che esula da un corretto rapporto collaborativo, pur non accettando di buon grado la riduzione sotto forma di, per esempio, mancata erogazione di un premio di produttività o di un avanzamento di carriera, non potrei certo oppormi.

    Se mi devo sorbire una pubblicità a tutto schermo il rapporto di collaborazione con il sito viene a mancare, c’è poco da pretendere di avere ragione… è come se Quattroruote si lamentasse perchè i lettori saltano le pubblicità o mediaset si lamentasse perchè cambiamo canale nell’intervallo: non è colpa nostra se la pubblicità sul web viene pagata con sistemi assurdi.

  • # 102
    Roberto
     scrive: 

    Per essere chiari: un banner va bene, un banner molto appariscente comincia ad infastidire, cagate volanti, intellitext che si aprono e non si chiudono mai o paginate intere a tempo non vanno affatto bene. No dico, chi la comprerebbe una rivista che ti obbliga a guardare una pubblicità per 30s prima di passare alla pagina successiva? Chi userebbe una TV che disabilità il telecomando durante la pubblicità?

    Non mettete questo genere di pubblicità e vedrete che la gente che usa adblock sarà sempre meno, ridotta a chi ne ha davvero necessità per questioni di banda (navigazione con chiavetta) o di hardware.

    io la penso così, poi il sito non è mio e mi adeguo semplicemente chiudendo la pagina, ovvero riducendo il tempo sul sito.

  • # 103
    Spider Baby
     scrive: 

    Non ho letto tutti i commenti (veramente tanti) ma vorrei dire la mia.
    Ho usato per tanti anni Firefox, contando non su ADB ma su NoScript per eliminare la pubblicità. Trovavo più semplice in questo modo rendere meno confusi i siti, lasciando però gli spazi pubblicitari meno invasivi come quelli testuali di Google AdSense (cmq si può fare anche con ADB) per non danneggiare economicamente i siti che visitavo.
    Da parecchi mesi sto usando Iron/Chrome, e con la sua lista di blocco automatico è più complicato personalizzare i siti \buoni\, d’altra parte il blocco è immediato senza bisogno di plugins. Vorrei quasi eliminare questa lista e passare a ADB proprio per lasciare alcune pubblicità discrete, quindi sotto questo punto di vista ADB sarebbe un bene per i siti, non un male.

    In un modo o nell’altro non ho comunque alcuna intenzione di sopportare gli enormi banner in flash, alcuni con grafica pesantissima (ne ho fatti tanti per lavoro e so che si possono fare delle belle cose con meno di 10k, invece ne vedo parecchi da 200k e più) che ingombrano tanti siti e pesano sulla banda, e mi spiace per l’amato HWupgrade ma è tra questi: banner pieni di movimenti che distraggono, banner ripetuti sopra e sotto gli articoli, banner che si ingrandiscono a coprire mezza pagina quando per sbaglio passi sopra il cursore…
    Se volete che i lettori accettino di visualizzare le vostre pubblicità, non dovete accettare quelle così invadenti sul vostro sito.
    Per non parlare di intellitxt e affini: per fortuna c’è il modo di eliminare queste mostruosità (anche nel forum!), altrimenti navigherei per altri lidi.

  • # 104
    findus
     scrive: 

    Io credo che tutti gli adblock e i flashblock siano una conseguenza diretta delle pubblicità invasive. Un po come in passato quando si è iniziato a forzare la mano con i pop-up arrivando a dover installare appositi toolbar o plug-in per evitarli.
    Per aggirare i blocchi imposti le toolbar allora si è cercato di creare le stesse pubblicità con flash.
    L’evoluzione della pubblicità ha portato quindi a nuove forme di blocco.
    A mio parere la colpa va attribuita maggiormente ai pubblicitari che non a chi installa i vari ‘blocker’.
    Se la pubblicità fosse meno invasiva forse meno persone sentirebbero la necessità di installare qualcosa per bloccarla.
    Il paragone che regge meglio con la tv secondo me è questo:
    -E’ come se dovessi guardarmi un programma tv con tre o quattro riquadri che appaiono in continuazione dicendomi che ho vinto qualcosa o di acquistare l’ultima cavolata di moda (cosa che se non ricordo male accadeva qualche anno fa anche se in modo più velato).-
    Il discorso del biglietto dell’autobus non è molto appropriato. In quel caso il pagamento è obbligatorio.
    In questo caso non è previsto nessun accordo (questa, ad esempio, è la prima volta che mi pongo il problema).
    Se il sito prevedesse un pagamento obbligatorio, e qualcuno lo forzasse, allora si potrebbero paragonare i due contesti ma, diversamente, non puoi sperare che le persone si pongano problemi di questo tipo.

    Finchè sarà così sempre più persone (io li uso) avranno bisogno di plugin per il blocco delle pubblicità.

  • # 105
    Pashark
     scrive: 

    Basterebbe che controllassero le porcate che pubblicizzano invece di lasciare la libertà che c’è adesso.

  • # 106
    Giuseppe
     scrive: 

    Se guardare e caricare i banner ha un ritorno economico per HWU, lo ha proprio perché implica un corrispondente “costo” per me che accedo al servizio (tempo, banda, ecc). Costo che io non ho nessuna intenzione di pagare. O meglio, non ho intenzione di pagare in questo modo, perché non mi piace l’idea di ricevere un servizio “fintamente gratuito” ma su un sito poco leggibile perché coperto dalla pubblicità.

    Piuttosto, dal momento che riconosco che il vostro servizio vale più di “0 euro”, chiedetemi esplicitamente di pagare un abbonamento. Se il prezzo fosse congruo allora troverei giustissimo pagarlo.

  • # 107
    Diego
     scrive: 

    Ci sono anche altri due aspetti da tenere in considerazione: la sicurezza e la privacy degli utenti: oramai i siti sono diventati un calderone di servizi terzi, non si sa più con chi si sta dialogando. Personalmente, utilizzo solo NoScript (penso che bloccare tutta la pubblicità sia sbagliato), e ne sono felice, perché mi consente di sapere in un attimo cosa proviene da chi prima di caricarlo. Però, anche così, mi capita di vedere su siti che ritengo seri e affidabili avvisi del tipo “Sei stato selezionato”, “Hai vinto”, “Acquista una green card per gli Stati Uniti”, che sono dei veri e propri raggiri. Allora mi arrabbio anche con gli editori che li ospitano e inizio a capire che uno si voglia tutelare con mezzi più forti come ADblock, e ritengo poco valide le giustificazioni di chi dice che sono gestiti in automatico da terzi.
    Altra questione, la privacy: non me ne vogliate, ma ho bloccato tutti i servizi di Google da quando ho scoperto che BigG manteneva la cronologia della mia navigazione web effettuata essendo loggato in Gmail! Manco fosse il mio provider ADSL! Premetto che ho subito provveduto a disabilitare la cosa ed ora esco da Gmail appena posso, ma ora preferisco mettermi al sicuro da qualsiasi sgradita sorpresa.

  • # 108
    mad_hhatter
     scrive: 

    @Roberto #100
    ma guarda che su questo siamo assolutamente d’accordo, tant’è vero che ho scritto che sul mac mi vedo costretto a bloccare QUALSIASI contenuto flash per preservare la batteria. Ma questo blocco non è per fermare la pubblicità, quanto per bloccare una tecnologia che altrimenti, purtroppo, mi ammazzerebbe la macchina. Per il resto, che a tutto ci sia un limite, di nuovo, mi trovi d’accordo e sono il primo a non gradire le pubblicità di 30 secondi che ieri per ben due volte mi sono capitate su HWU e che, per inciso, mi sono rifiutato di guardare.

    Ma credo che siamo tutti d’accordo nel dire che altre forme di pubblicità restino l’unico modo in cui un sito come HWU o AD possano continuare a esistere, ed è un dato di fatto che alcuni strumenti, seppur legittimi, possono comunque portare a conseguenze negative e non diserate. Tutto qua. Si tratta solo di riflettere su entrambe le facce della medaglia, non per forza dare ragione assoluta a una delle due parti in causa.

  • # 109
    mad_hhatter
     scrive: 

    @The Solutor


    A) L’autobus è un servizio spesso indispensabile

    non stiamo parlando di questo, ma della sostenibilità economica di un servizio qualsisi.


    Per cui si sta parlando di mancati introiti *ipotetici*, e c’è una bella differenza con l’esempio dell’autobus

    se un sito guadagna solo con la pubblicità e con la pubblicità scaricata, non clickata, e un lettore non scarica lapubblicità, si ha un mancato introito reale. Punto. Tutti i discorsi sui costi, ecc non mi sembrano pertinenti.

    “B
    ) Un sito di informazione non è un servizio indispensabile: l’autobus lo devi prendere, il sito di informazione (almeno fino a quando ci sarà diversità d’offerta) è comunque rimpiazzabile con un click di mouse, per quanto autorevole sia il sito stesso, se viceversa lo si ritiene un servizio indispensabile si pagherà volentieri

    Al di là che parlare di servizio più o meno indispensabile è un argomentazione soggettiva e opinabile, abbiamo la possibilità di fruire di buoni contenuti gratuiti al solo prezzo di sorbirci della pubblicità che, nella maggior parte dei siti validi, non preclude la possibilità di leggere le cose che ci interessano: vogliamo davvero passare al “tutto a pagamento” per liberarci di semplici banner di contorno? (NB: parlo dei banner di contorno, quelli a sovrimpressione o comunque invasivi non li sopporto neanch’io). A me sembra che con la pubblicità ci guadagnamo tutti… Guardacaso, dove c’è la filosofia del tutto a pagamaneto ci sono grossi problemi di pirateria che portano solo grossi inconvenienti agli utenti onesti e disposti a pagare… vogliamo finire così? Io no.


    C) Se prendi l’autobus senza biglietto, stai violando la legge oltre ad un rapporto contrattuale che comunque sussiste tra utente ed erogatore del servizio.

    Se cambi canale mentre guardi canale5 o se blocchi i banner, non stai violando una cippa, non stai neanche mancando di parola

    C’è di fondo una questione etica o, se preferisci, di buon senso e di intelligenza. La legge non c’entra niente (e poi andiamo, se non ci fosse una legge saremmo legittimati a comportarci come bestie? suvvia): di nuovo, stiamo parlando di sostenibilità economica e di sopravvivenza di un servizio utile.

  • # 110
    Dreadnought
     scrive: 

    Io penso che AdBlock sia un plugin molto intelligente che ha spiazzato tutto il sistema pubblicitario mondiale.

    La sua utilità è chiaramente elevata in quanto fa 4 cose fondamentali:
    – rimette in mano dell’utente la possibilità di decidere su quali siti visualizzare pubblicità e quali no.
    – fa risparmiare tempo di caricamento delle pagine e leva pubblicità invasive che sono chiaramente oltre il semplice buon senso
    – fa risparmiare tanta CPU (e quindi corrente e quindi miei soldi)
    – evita script malevoli e talvolta anche virus nei periodi critici di vulnerabilità di browser o flash.

    E’ chiaro che AdBlock non è il problema, semmai il problema è il sistema pubblicitario mondiale: troppo sbilanciato sulla pubblicità fastidiosa ed invasiva (overlay, banner psichedelici etc) e poco su quella semplice (google).

    I siti che si sentono troppo danneggiati potrebbero mettere un bannerino semplice in cui si chiede di disattivare il plugin sulle proprie pagine.

  • # 111
    The Solutor
     scrive: 

    A) No non sono d’accordo neanche un pochino.

    E’ il discorso di “se mio nono avesse 5 palle sarebbe un flipper”.

    Un mancato introito, Non è una perdita, inutile girarci attorno.

    Altrimenti potremmo dire che il negozio sotto casa, se avesse gli stessi clienti del carrefour, fatturerebbe 1000 volte tanto…

    Non ce li ha.

    Non puoi sapere se la gente che usa adblock, se non lo usasse, fruirebbe ugualmente del servizio, quindi non puoi considerarli una perdita.

    B) Nessuno sta contestando la pubblicità, ho semplicemente contestato il paragone con l’autobus, è un paragone che non funziona, tutto li.

    C) L’etica esiste, il buon senso pure, ma non sono doti della maggioranza.

    Le puoi auspicare, ma non puoi aspettarti che vengano usati largamente se non imponi delle regole.

    Peraltro, particolare non trascurabile, la cosa dovrebbe valere nei due sensi.

    Il popup aggressivo, inchiudibile, fraudolento, che ha di etico?

    Quindi o il buon senso si applica vicendevolmente o si fa a chi è più furbo, al momento mi pare che si sia scelta la seconda via, da ambo i lati.

  • # 112
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Dreadnought
    A proposito di pubblicità discreta, ti interesserà sapere che la pubblicità “quante palline ci sono” e in generale ciarpame come “disfunzioni erettili” e altre cose border line del genere, arrivano via Google (o doubleclick, che è sempre google).

  • # 113
    Augusto
     scrive: 

    Tutto questo non ha senso, e una cavolata pazzesca.
    Adblock blocca i banner pubblicitari all’ingrasso del browser sul PC che riceve non alla fonte, chi paga la pubblicità tipo banca pincopallino alla testata tipo asr technica il quale viene inserita nelle pagine dove ci sono i vari articoli non può sapere se nel tuo pc la blocchi o nò…Almeno che tu non assimili l’articolo al banner….
    Se a mè da fastidio che faccio me la guardo lo stesso?????Potrò scegliere nò, o mi tolgono anche la scelta….SE tolgo Adblock e chido gli occhi per non guardare i banner che mi fanno un test interattivo se guardi la loro pubblicità o no??? Mi bloccano il segnale??? E la stessa cosa se mediaset togliesse il segnale TV a chi blocca l’audio durante la pubblicità su canale 5 o italia 1…..Ormai ci siamo in mezzo da un pezzo, ci hanno trasformanto in prodotti mediatici dopo anni e anni di pubblicità, anche in rai, dalla moda, alle auto,a quello che bevi che mangi, ecc..ecc.
    E non venite a far i moralisti del biglietto dell’autobus.
    SE mi bloccano i contenuti perche blocco i banner cambio fonte…
    Ciao

  • # 114
    Biso
     scrive: 

    Se la gente blocca la pubblicità non ci si può fare niente.

    Se da domani viene bloccato chi usa Ad Blocker, in un mese nascerà la ADBlocker Unstoppable e altri 1000 programmi open/free che bloccheranno la pubblicità senza farsi scoprire.

    Quello che c’è da capire è che contro internet e chi la usa non ci vinci, i banner sono visualizzati sul client, non puoi impedire di nasconderli, fosse anche con un script greasemonkey. Apple l’ha capito e propone delle architetture così chiuse da impedire che anche il client nasconda le pubblicità (sue).

    Su internet le realtà commerciali possono solo adeguarsi al modello economico che essa propone, possono forzarlo, incalanarlo, plasmarlo, ma cambiarlo no.

    Se un editore non rientra nei costi per questi motivi, fa bene a chiudere l’impresa e a dedicarsi a nuovi mercati, sarebbe come ostinarsi a produrre carrozze e lamentarsi che nessuno più le usa perchè una auto costa meno di 2 cavalli.

    L’era della informazione su internet è un stanca, ora la fa da leone il servizio, Fb, twitter, flickr…etc… cosa verrà in un domani non so.

    Così come sono molto tired, i banner in flash e tutto quanto è animato e produce problemi di fruizione, trovo gli annunci testuali molto più intelligenti, difficili da bloccare e più facilmente contestualizzabili.

  • # 115
    nemo
     scrive: 

    dopo aver letto i commenti e le risposte
    mi sa tanto che questo è un articolo “esplorativo”
    per vedere quanti utenti in realtà sarebbero disponibili
    a pagare un abbonamento ad hwupgrade.

    Forse è meglio fare schiettamente un bel sondaggio:
    “quanto sareste disposti a pagare per un abbonamento mensile
    ad hwupgrade (ovviamente senza pubblicità a quel punto)?”

  • # 116
    goldorak
     scrive: 

    @ Biso ha scritto : “Su internet le realtà commerciali possono solo adeguarsi al modello economico che essa propone, possono forzarlo, incalanarlo, plasmarlo, ma cambiarlo no.”

    Quale e’ il modello economico da seguire su internet ? Ricorda sempre che ce’ qualcuno che deve pagare per i contenuti. Sono molto rari i siti e/o forum gestiti da privati che investono di tasca propria i loro soldi per portare avanti la baracca per pura passione. Ma in quanto hobby da un giorno all’altro possono decidere di chiudere barracca e burattini. E nessuno puo’ dirgli niente.
    Ma questo non puo’ essere il modello per le realta’ commerciali. Nessuno spende a fondo perduto per una attivita’ economica.
    Quindi come si sostengono siti come hwupgrade, ars technica, anandtech, the tech report etc… ? Non sono piu’ siti amatoriali come ai tempi del loro esordio.
    E molto ipocrita dire ah beh io non voglio pagare, che i siti si sostengano con la pubblicita’. Ma poi decido comunque di bloccarla. A me pare un controsenso pazzesco. E bada bene che non e’ il sito che deve adeguiarsi al lettore, ma il lettore al sito. Se il lettore non ritiene piu’ il sito di suo gradimento non ha che l’imbarazzo della scelta. Invece vuole la botte piena e la moglie ubriaca e questo a lungo andare non e’ sostenibile.

  • # 117
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ nemo
    Se l’editore avesse questa intenzione avrebbe diecimila modi più diretti per sondare le intenzioni del suo pubblico. Fermo restando che, se già fra “pagherei” e “non pagherei” c’è di mezzo il mare, fra “pagherei” e “pago” c’è di mezzo un oceano.

    @ goldorak
    Nella mia opinione personale rispetto alla faccenda del paid, io faccio questa domanda: se un lettore X per mantenere un sito Y non è disposto a sostenere il fastidio di un banner flash (al netto di formati invasivi e di problemi tecnici su configurazioni lente), quali sono le possibilità che decida di pagare un abbonamento per accedere a un contenuto? Quali sono viceversa le probabilità che, munito di ADblock, non cerchi quello stesso contenuto sui tanti rimasticatori-copiaincollatori presenti sulla rete?

    È un po’ come tentare di fermare l’acqua in un colabrodo, ed è per questo che alcuni grandi gruppi, più o meno goffamente, stanno cercando di bloccare tutte le “falle” (aggregatori, motori di ricerca etc.).

    Inutile dire che questa situazione non mi piace e di certo aliena le simpatie del pubblico. Ma se quello stesso pubblico non si sforza di domandarsi quali siano i costi associati alla produzione di contenuti di qualità, quali sono le alternative?

  • # 118
    goldorak
     scrive: 

    Alessio di Domizio ha scritto : “Nella mia opinione personale rispetto alla faccenda del paid, io faccio questa domanda: se un lettore X per mantenere un sito Y non è disposto a sostenere il fastidio di un banner flash (al netto di formati invasivi e di problemi tecnici su configurazioni lente), quali sono le possibilità che decida di pagare un abbonamento per accedere a un contenuto? Quali sono viceversa le probabilità che, munito di ADblock, non cerchi quello stesso contenuto sui tanti rimasticatori-copiaincollatori presenti sulla rete?”

    La possibilita’ che un lettore che scrocca i contenuti gratuiti si decida a pagarli e’ zero. Su questo ci metto la mano sul fuoco.

    Io non supporto quelli che sostengono Adblock dicendo “ma siamo una minoranza sul web quindi il nostro impatto e’ trascurabile”. Sono palle, come ben dimostra ogni mese il sito ars technica. Che pubblica la percentuale di utenti di quel sito che usano Firefox, Chrome e Safari. Percentuale che e’ largamente oltre il 50%, sebbene IE detenga ancora il primato globale. Me le percentuali a livello di ogni sito web e’ diversa. E naturale che su siti tecnici come hwupgrade, ars technica, techreport, anantech etc… la piu’ alta percentuali di navigatori usi Firefox. E quindi se tutte queste persone usano Adblock capisci come facciano un danno non indifferente al sito dal punto di vista economico.

    Io lo ridico, non amo la pubblicita’ ma poiche’ non pago di tasca mia per i contenuti che leggo su hardware upgrade e altri siti simili la supporto. Punto, non mi pare un ragionamento cosi’ bizzantino.

    Ora veniamo al punto di come poter monetizzare in parte i siti tecnologici. Ovviamente non si puo’ passare dal tutto gratuito al tutto pagante. Non avrebbe successo anche perche’ il web e’ pieno di siti gratuiti. Quello che invece e’ possibile fare, e’ crearsi una propria identita’ e fare cose che altri siti non fanno. Ars Technica per esempio fa delle bellissime recensioni tecniche etc… Alcune le rende disponibili in formato pdf, formattat correttamente senza pubblicita’ ma accessibili soltanto ai subscribers. E ce gente che paga. Ma paga perche’ il contenuto e’ di qualita’. Anche nel mondo editoriale linux ce’ qualcosa del genere. Il sito lwn.net fa degli articoli molto tecnici, e li’ rende disponibili ai subscribers per un periodo limitato di tempo. Dopodiche’ vengono resi disponibili a tutti gratuitamente. E anche cosi’ ce’ gente che paga. Anche qui perche’ i contenuti sono di qualita’. Quindi un modello ibrido e’ possibile. Non tutto gratuito, e non tutto a pagamento. Ma affinche’ una cosa del genere sia sostenibile i siti web devono combattare la piaga di Adblock. Gli utenti bloccano la pubblicita’ per scroccare i contenuti gratuiti ? Bene, allora il sito web ha tutto il diritto di bloccare i contenuti a questi scrocconi. Che avranno due scelte : o amano il sito cosi’ tanto che supporteranno a malincuore la pubblicita’, oppure se ne andranno. Alla fine il sito avra’ una idea chiara del suo target e potra’ impostare nel modo migliore la fase “paywall”. Ma occorre scremare gli scrocconi.

  • # 119
    Biso
     scrive: 

    “Quale e’ il modello economico da seguire su internet ? Ricorda sempre che ce’ qualcuno che deve pagare per i contenuti.”

    Il modello da seguire non so quale sia, sicuramente non è quello di imporre pagamenti, lucchetti, banner, o altro, ogni costrizione verso la rete viene sistematicamente distrutta entro poco e la cosa più devastante è che queste soluzioni sono a disposizione di tutti e molti le usano, nonostante la mancanza di basi informatiche.

    Ma poi, è obbligatorio che ci siano contenuti di qualità? Che ci siano grandi gruppi editoriali che somministrano l’informazione?

    Magari nei prossimi 5 anni si avrà un crollo dell’editoria normale a favore di una generica informazione offerta da ignoti, gratuitamente per passione. Poi passata la sbornia del tutto gratis senza banner si torna alla ricerca dell’informazione a pagamento e certificata.

    Ad esempio io non pagherei per accedere a hwupgrade.it per quanto riguarda le news o le prove, ma pagherei per accedere il forum. Quello è pieno di guide, tutorial, prove, novità, dettagli. E’ una contenitore pieno di informazioni uniche, fresche, incredibilmente mirate, spesso verificate.

    Se devo leggere la presentazione di un prodotto Nvidia, che sia hwupgrade, engadget o pincopallo, siamo sempre lì. Che valore aggiunto c’è??

    Il modello di expert-exchange.com mi sembra futuribile, unire l’informazione, pulita, chiara, precisa, dettagliata, dritta al sodo, con la socialità e il modello community. A confronto un sito web di news è un dinosauro.

    Ciao!

  • # 120
    Giovanni
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio
    Le alternative mi paiono queste: cercare di sensibilizzare il fruitore del sito/servizio ad un utilizzo, fra virgolette, più “etico”. Ma questo presuppone, da parte di chi il servizio lo propone, un uguale atteggiamento, che è quello già piu volte sottolineato da chi critica l’invasività e l’inopportunità di certi banner o ads.
    IMHO.

    Con me ha funzionato: ho disabilitato ABP per HWUpgrade, ma non la parte di NoScript che riguarda i siti terzi: mi sembra un buon compromesso.

  • # 121
    goldorak
     scrive: 

    Biso ha scritto : “Il modello da seguire non so quale sia, sicuramente non è quello di imporre pagamenti, lucchetti, banner, o altro, ogni costrizione verso la rete viene sistematicamente distrutta entro poco e la cosa più devastante è che queste soluzioni sono a disposizione di tutti e molti le usano, nonostante la mancanza di basi informatiche.”

    Facile dire il modello non e’ questo, ma non so quale sia.
    Sa tanto di scusante per continuare a scroccare i contenuti gratuiti. Dici che sbaglio nella mia valutazione ? ^_^

  • # 122
    The Solutor
     scrive: 

    Aldilà dello specifico a me piacerebbe proprio capire, se tutti si comportassero, come i fornitori di contenuti auspicano, pagando per internet, pagando ogni singolo mp3, film, sistema operativo, videogioco, contenuto, notizia e quant’altro, quanto sarebbe grande (o piccolo) il mercato.

    In un mondo dove buona parte della gente fa fatica a raccogliere 1000 euro al mese, mi piacerebbe proprio vedere quanto sarebbe il fatturato delle multinazionali (e non) del sw, dei media, e di conseguenza anche dell’HW.

    Diciamocelo se buona parte dei contenuti e dei servizi non fossero in un modo o nell’altro gratuiti, probabilmente l’informatica sarebbe ancora quella dei computer che ti tirano fuori lo scontrino come in spazio 1999.

  • # 123
    goldorak
     scrive: 

    @ The Solutor : sbaglio o i contenuti sulla maggior parte dei siti web sono GRATUITI ? Si chiede solo che l’utente non blocchi la pubblicita’. Che richiesta odiosa vero ? Che sforzo immane da parte del lettore. Che cattivi che sono, ci obbligano a usufruire di contenuti gratuiti ma poi ci innondano di pubblicita’.
    Che obrobbio, meglio mettere tutto sotto chiave e a pagamento. Molto meglio per gli utenti dico bene ?

  • # 124
    Biso
     scrive: 

    goldrak: non sono un analista, riscontro insieme a voi che questo sistema di introiti non funziona e che cozzare contro l’utenza internet è come perdere a tavolino. Lascio ad esperti più addentro alla materia la possibilità di inventare qualcosa di nuovo.

  • # 125
    The Solutor
     scrive: 

    Goldrack

    Quale pezzo della frase “aldilà dello specifico non ti è risultata chiara ?”

  • # 126
    Paolo
     scrive: 

    Sia santificato Adblock Plus.

  • # 127
    ginojap
     scrive: 

    Allora mettiamola a questo modo se mi permettete.
    Viviamo in un mondo reso complicato da un’economia basata sulla vendita di prodotti ed il loro consumo. Nei paesi piu’ avanzati una grande quantita’ di soldi gira anche sulla vendita di servizi. Questo sistema di cose puo’ piacere o no ma ne siamo tutti parte come tanti piccoli ingranaggi di una grande macchina. “Sabotare” la pubblicita’ e’ un po’ come distruggere qualcuno di questi ingranaggi ed alla lunga cio’ si riperquote sulle tasche anche di chi crede di esserne estraneo. Non voglio farla lunga con le miei soliti racconti sul paese nel quale vivo, il Giappone, ma qui pare che tutti siano perfettamente consapevoli di questo concetto. I clienti giapponesi sono considerati i piu’ esigenti al mondo in assoluto, soprattutto per cio’ che riguarda i servizi, tant’e’ vero che quando sono in vacanza all’estero, raramente rimangono soddisfatti dei trattamenti ricevuti, e l’unico motivo per cui hanno sopportato le inefficienze occidentali e’ solo il fatto che non solo cambiare aria fa bene, ma che spesso trovano divertente, quasi come raccontare una barzelletta, parlare delle disavventure capitate in paesi meno organizzati.
    Anche la pubblicita’ e’ naturalmente considerata un servizio, e viene presa molto seriamente anche dagli stessi clienti. Da noi in Italia, si pensa che il concetto di “solidarieta'” consista nell’aiutare i piu’ sfortunati a prescindere dalla loro volonta’ di migliorare le cose. In Giappone invece solidarieta’ significa in primis aiutare chi si rimbocca le maniche. Non a caso appena apre’ un’attivita’ nuova, oppure esce un prodotto nuovo, si precipitano tutti a fare almeno un acquisto per saggiare il nuovo arrivato. Questa loro “missione” viene descritta usando un’espressione che in italiano potrebbe essere tradotta con “andiamo a fare il tifo per il nuovo arrivato”. Questo a loro avviso e’ un modo per mantenere i posti di lavoro ed aiutare soprattutto chi si fa il mazzo dalla mattina alla sera. La pubblicita’ in pratica e’ considerata come “un piccolo sacrificio” per sapere chi ha bisogno di “aiuto”.

  • # 128
    goldorak
     scrive: 

    @ Biso : avere una soluzione imperfetta e’ meglio che non averne alcuna. Per cui IO preferisco un web aperto, largamente finanziato dalla pubblicita’.

    @ The Solutor : la frase l’ho capita. Ma e’ strano come invece di concentrarsi sul problema posto dall’articolo tutti partano per la tangente invocando modelli di business ignoti.

    Il modello di business adoperato oggi dalla maggior parte del web e’ quello in cui la pubblicita’ gioca un ruolo fondamentale. Ergo di due l’una. O si accetta la cosa e si continua a godere per lo piu’ di un web aperto (ed e’ la soluzione che preferisco perche’ il sacrifico che devo fare IO e’ molto ma molto piccolo), oppure ci si avvicina al modello di Murdoch dove tutti i siti piu’ importanti (non importa se giornalistici tradizionali, realta’ web etc…) mettono TUTTO dietro un paywall. A quel punto scordatevi di avere articoli di approfondimento etc… visibili, tutt’al piu’ potremo leggere da qualche blogger “oggi sono andato al CES ed ho visto questo questo e questo.”. Roba superficiale. Tutto il resto sara’ dietro un muro. Come questo possa essere un vantaggio per l’utente stento a capirlo.

  • # 129
    The Solutor
     scrive: 

    @goldrak

    Ho esposto quello che avevo da dire sul caso specifico nei miei primi messaggi.

    Dopodiché ho postato qualche riflessione più generale che ritengo comunque più che in topic.

    E peraltro non ho invocato nessun modello di business ignoto, mi sta bene internet così com’è e visto che il web moderno esiste già da qualche annetto, direi che più noto di così non si può, cionondimeno non mi sento di colpevolizzare chi usa adblock, capisco benissimo che non faccia piacere agli editori, quanto capisco chi fa frullare le meningi per navigare più tranquillo.

    Ci sono due soggetti con interessi opposti come accade in ogni altra categoria merceologica.

    Quando ti si riempiva lo schermo di normali popup e tutti i browser hanno iniziato a bloccarli non mi pare che nessuno si sia strappato i capelli, i pubblicitari si sono quindi fatti più furbi ed a questo è corrisposta una reazione conseguente.

    Mi pare il processo più normale di questa terra.

  • # 130
    The Solutor
     scrive: 

    Dimenticavo, nonostante il caro presidente, anche le TV private che campano di pubblicità hanno delle regole cui sottostare, dove sono ste regole sul web ?

  • # 131
    Flare
     scrive: 

    @findus: hai ragione e i popup avevano una loro utilità, finché l’abuso ne ha prodotto il blocco in toto. La pubblicità esagerata, invadente e ingannevole, ha avuto un effetto, che sta portando ad un risultato simile. Sicuramente le colpe non sono tutte dei lettori. Se tutti fossimo onesti, di buon senso ed equilibrati, non avremmo bisogno di adblock, flashblock, noscript… gli editori potrebbero godersi gli introiti di una misurata pubblicità e gli utenti starebbero meglio anche loro; non ci sarebbe bisogno dei filtri antispam e il rischio che una mail importante finisca per sbaglio nel filtro quando te ne arrivano centinaia al giorno e non puoi controllare tutto; ecc ecc… I problemi noi umani ce li creiamo da soli con le nostre avidità e “furbizie”.

  • # 132
    Alessio T
     scrive: 

    togliete i contenuti flash e i pop-up e io toiglierò tutti i blocchi. Per fare un banner basta una gif, il risutlato è lo stesso, minor tempo di caricamento della pagina, minor uso risorse di sistema, maggiore compatibilità, nessuna noia per l’utente.

  • # 133
    Adriano
     scrive: 

    “il computer è mio e lo gestisco io”

    metterò tutti i blocker/filtri che ritengo opportuno. Se un giorno un sito mi rifiuterà l’accesso perchè ho un certo plugin installato, pazienza cercherò un altro sito.

    Nota: si possono filtrare gli ads a livello di proxy (squid) e molte aziende lo fanno….

  • # 134
    accrocchio
     scrive: 

    I vari AdBlock non sono una novita, esistono da anni, quindi perche ora sono diventati un problema?
    E’ aumentato a dismisura il loro utilizzo? Se si, gli editori potrebbero anche chiedersi il motivo, invece che lagnarsi e basta.

    Piazzare delle schermate a piena pagina (Sony su hwupgrade), banner psichedelici che millantano chissa quali vincite, gatti pigmei o palline che girano all’impazzata producono un solo risultato: che le palle iniziano a girare all’utente finche non ne puo’ piu e installa l’AdBlock.

    Troppo facile poi dire che sono le pubblicita che vengono passate da Google o chi per esso. Pretendi che uno non blocchi la pubblicita pero non fai nessuno sforzo per non fargli arrivare addosso tutta la fuffa che ti propinano.
    A me pare che il problema non sia la pubblicita’ di per se, ma il tipo e le modalita con cui ti viene servita.

    Btw non uso adblockers ma articoli come questo mi fanno venire voglia di installarli.

  • # 135
    capra
     scrive: 

    confermo, io attivo e disattivo adblock (lo so che è macchinoso) quando non riesco a concentrarmi su quello che leggo!
    ci sono siti in cui è diventato impossibile navigare, mi dispiace per i proprietari del sito, ma è anche nel loro interesse fare in modo che l’utente sia colpito positivamente dalle pubblicità, piuttosto che infastidito!!

    ps.
    reader di safari 5 funziona abbastanza bene, anche se non mi piace come è formattato, non si può viaualizzare a schermo intero!

  • # 136
    Mirko
     scrive: 

    Io uso con molta soddisfazione sia AdBlock che http://www.tidyread.com/, che al pari del prodotto proposto da Apple, estrae il testo “vero” dalla pagina e nasconde tutto il resto. Se tutta Internet fosse basata su questa “filosofia”, sarebbe ancora possibile navigare con un modem 56k per leggere quei 2 o 3 kB di testo di un articolo di giornale invece che intasare fibre ottiche da 100 Mb per tonnellate di roba inutile!

    Se un sito ha molte visite secondo me può campare bene anche con i redazionali… da qualche parte avevo letto che oltre il 60% dei click sui banner arriva da “nuovi” utenti di internet. L’utente più “anziano” o “esperto”, alla fine non ci fa più caso o trova il modo per evitarli.

    In fondo, quando non uso Internet per lavorare, se devo sorbirmi la pubblicità sia su Web che sulla TV, allora è meglio quest’ultima, almeno mi riposo di più!

  • # 137
    Mirko
     scrive: 

    Aggiungo anche il pietoso trucchetto di alcuni siti, anche grossi come quello di Repubblica, che a volte attivano un refresh automatico delle pagine ogni 30 o 60 secondi solo per… fare cosa? Consumare banda? Rompere le scatole? Aumentare il numero di pagine visualizzate per utente?

  • # 138
    Nessuno
     scrive: 

    Nessuno però ha fatto la riflessione su chi paga la pubblicità…
    aziende come Mediaset o i vari siti web che qui vengono nominati fanno degli introiti della pubblicità il loro fondamento. Ma la pubblicità non è un albero da cui grondano euro in maniera naturale. E’ una risorsa che proviene comunque dalle tasche di qualcuno, indovinate chi?

    Io sarei dispostissimo a pagare per i contenuti che mi interessano nell’istante in cui smettessi di pagare in maniera indiretta tutti i costi che la pubblicità sostiene, di servizi buoni o meno buoni che esistono. Con il pagamento diretto è la qualità del servizio a fare la differenza.

  • # 139
    Nessuno
     scrive: 

    @Mirko
    esiste anche il pietoso trucchetto di dividere un articolo di 50 righe in più pagine con enormi immagini che occupano spazio solo per obbligare l’utenza a cliccare continuamente su “next” o “pagina successiva” in modo da caricare ogni volta nuovi banner.
    Che è la cosa che trovo meno rispettosa per l’utente, pagante o meno.
    E’ un risvolto dell’uso dei banner come strumenti di finanziamento, quando invece con altri mezzi gli articoli potrebbero essere fatti in maniera diversa e maggiormente fruibili.

  • # 140
    Mirko
     scrive: 

    Ultima cosa, relativa alla pubblicità… soprattutto in questo momento di crisi, vedere tutti questi banner luccicanti e pensare a quanti danni sta creando questo consumismo sfrenato…
    mi fa inserire in automatico le aziende che fanno pubblicità nella lista nera di quelle da evitare!

  • # 141
    Giuseppe
     scrive: 

    Scusate, io non ho la pretesa di saperne molto, ma leggendo qua e la, ho letto una cosa e sono andato a verificarla subito: qualcuno ( manublade…)ha dichiarato che aprendo il sito Hardware Hupgrade senza l’adbloker attivato, era impossibile navigare a causa delle troppe pubblicità, banner, lucine e quant’altro…ebbene, io adesso, mentre scrivo a voi, ho la posta aperta ( e stanno arrivando mail, pubblicità e allegati in continuazione ), internet avviato sul sito di harware hupgrade appunto, ed infine il blog qui….ho attivato il task manager e…508 mb di ram impegnata, CPU DA 0 ( ZERO ) AD UN MASSIMO DI 38/40% IMPEGNATA con il coincidere del cambio paginetta di un banner in flash….a voi..

  • # 142
    Giuseppe
     scrive: 

    ….dimenticavo, a parte tutto il discorso etico, morale, filosofico, economico, ambienatalista e di ogni altra qualsivoglia natura sia possibile fare, ma soprattutto che sia giusto, onesto e corretto fare, adeguandolo ai giorni nostri ovviamente, mi sentirei di chiedere una sola cosa a coloro che VIVONO SERIAMENTE di pubblicità, davvero una piccola preghiera: non impediscano la corretta visione della pagina, non disturbino con la FORZA inutile e controproducente il relax della navigazione…sia chiaro, questo è il MIO pensiero, totalmente personale ed anche se comune a molti altri ci tengo a dirlo, anche perchè a me non da fastidio la pubblicità, piuttosto mi da fastidio il non potermi gestire personalmente le MIE COSE!!!! Odio dover utilizzare un oggetto qualsiasi, secondo regole imposte da altri, quando invece sia palese la possibilità di usarlo in maniera più libera e personale pur senza infrangere nessun diritto. Questo secondo me è un sistema tutto italiano antico come antichi sono i nostri storici malanni! Qui per furbizia alcuni ( pochi spero ) elementi vedono ancora la possibilità di ” sfruttarci ” a loro incontrastabile piacere. Ma ci provino a togliere la componente free da internet, assisteremmo forse ad un ritorno massiccio di braccia alla terra!! E si, miei cari amici, perchè forse questi ” creativi “, non sanno che ad ogni braccio di ferro è sempre seguito un bagno di sangue e un cambio della classe dirigente al governo, magari dopo lunghi e tristi anni di storia buia e siccome nel frattempo anche loro dovranno mangiare, non ci impiegheranno molto a re-imparare a prodursi almeno il cibo che consumano. Non intendo sconfinare nella leziosità morale e se l’ho già fatto me ne scuso, ma come molti altri, comincio ad averne la testa piena.

  • # 143
    fede
     scrive: 

    Usate fool dns!!! blocca solo ciò che va a ledere la privacy dell’ utente (oltre ad altre skifezze) e di conseguenza un buon 90% delle pubblicità, perchè tentano di raccogliere informazioni che non dovrebbero… (perchè mai un AD deve cercare di profilarmi o peggio?!? che si limiti a mostrare la pubblicità!)
    Così quelle che saranno visualizzate saprete essere innocue e si premieranno i siti che non usano ad furbetti… (su tom’s hardware qualcosa si continua a vedere su hwupgrade sparisce tutta…)

    ulteriore vantaggio: un prgramma/plugin in meno da installare sul pc, quindi ancora meno consumo di risorse

    ps: non sono assolutamente collegato a foolldns ne percepisco soldi, ma è un servizio talmente ben fatto e gratuito che sono contento di fargli un pò di pubblicità…

  • # 144
    Adriano
     scrive: 

    Modello attuale:
    l’editore vende spazio banner ad un intermediario e viene pagato
    l’itermediario vende gli spazi agli inserzionisti
    gli insezionisti aumentano leggermente il prezzo dei propi prodotti per coprire i costi publicitari
    gli utenti alla fine pagano la publicità

    Difetti:
    l’editore deve sotostare alle condizioni dell’ intermediario. è LUI che lo paga !
    quindi un ipotetico sito di successo che recensisce chessò cellulari potrebbe vedersi chiedre di addolcire una recesione di un prodotto per non veersi togliere la pubblicità…..
    Con l’aumento del costo del prodotto finito io pago l’ editore _E_ l’intermediario

    Modello auspicabile:
    l’editore mi offre un’ anteprima gratis ma chidede di pagare un minimo per l’articolo completo.
    Non pago più l’intermediario e l’editore deve solo soddisfare i suoi lettori con recensioni obbietive.

  • # 145
    The Solutor
     scrive: 

    Ho il timore che il tuo “modello auspicabile”, pur paretendo da un pesupposto condivisibilissimo assomigli un po troppo al modello sky.

    Morale, qualità molto simile a quella delle tv free in era pre-ay, pubblicità spesso presente comunque, televisioni free “autorizzate” a trasmettere paccottiglia.

    Chi paga ottiene quello che prima otteneva “gratis”, chi non pò permetterselo, o non vuol pagare, ottiene la sbobba.

  • # 146
    Wolf01
     scrive: 

    Non ho letto tutti i commenti perchè sono troppi, ma la soluzione non sarebbe quella di “simulare” la visione del banner da parte di AdBlock?
    Cioè, il sito pensa che io abbia visto il banner anche se effettivamente non l’ho visto, che ne so, iniziando magari la connessione alla risorsa (banner flash, gif, o jpg che sia) e droppandola subito.
    Praticamente la richiesta al banner arriverebbe, non si avrebbe però il consumo di banda.

  • # 147
    MMX[NGG]
     scrive: 

    Problema discusso più volte e in svariati luoghi e spesso si finisce per leggere le stesse conclusioni. Da un lato gli editori che si difendono sostenendo che è l’unico sistema per andare avanti restando sopra le parti (in pratica senza trasformare alcuni articoli in pubblicità nascosta), dall’altro gli utenti che nella rete far west fanno quello che gli pare. L’alternativa come spesso accade sta nel mezzo e sul buon senso da ambo i lati. Gli utenti devono sicuramente essere un pelo più tolleranti e riflettere sul fatto che non si vive di pane e acqua, dall’altro gli editori non possono cannibalizzare il proprio spazio riempendo fino all’inverosimile le pagine di pubblicità. Personalmente ho ADblock installato e cerco di usarlo solo in casi estremi. A priori scarto i siti zeppi di pubblicità, per loro non spreco neanche il tempo di utilizzare il blocco dei contenuti. Quest’ultimo lo attivo qualora alcune delle pubblicità influiscano negativamente nella navigazione o nell’utilizzo del pc. Un paio di esempi su tutti : sopporto hwupgrade perchè è si pieno di pubblicità ma in fin dei conti è ancora tollerabile in termini di risorse e di layout invece ho soppresso quasi completamente la pubblicità su eurosport perchè mi portava sistematicamente la cpu al 100% (intollerabile). Bloccano l’accesso a chi ha ADblock o simili ? Bhe…la rete offre un’infinità di possibilità, questa non è la TV quindi la domanda sorge spontanea…meglio avere un certo numero di persone che ti impedisce un guadagno e puntare su chi, magari inesperto, comunque ti permette di raccimolare qualcosa o usare l’accetta e sperare comunque si sopravvivere alla concorrenza della rete ?

    P.S.

    Ma davvero c’è chi acquista qualcosa basandosi sulla pubblicità ? Io non ho mai, e dico mai, comprato qualcosa grazie alla pubblicità…sarò mica strano ?

  • # 148
    Ilruz
     scrive: 

    Ho letto il mare dei commenti, e mi sono fatto l’idea che e’ ora di sparire, come lacrime nella pioggia – qui non sono beneaccetto, sono un “free rider”: un modo gentile per dire che sono uno che ruba qualcosa.

    “Why Ad Blocking is devastating to the sites you love” e’ un articolo interessante di circa tre mesi fa; leggere qualcosa di simile qui tre mesi dopo mi fa pensare che forse ho perso del tempo: se devo forzosamente lasciare qualche ad, la lascio altrove.

    Cento niente uccisero il somaro – forse i cento niente arrivarono tutti insieme, perche’ un niente al giorno … non fa niente, in un organismo sano. Cento sigarette non ammazzano nessuno, se non te le fumi tutte insieme.

    Con affetto.
    G.

  • # 149
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ MMX
    Ma infatti un uso “consapevole” di adblock sarebbe perlomeno accettabile se poi non fosse che il plugin lo installi e te ne dimentichi…

  • # 150
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ ilruz
    Non era certo intenzione di questo pezzo quella di accusare qualcuno.
    Dopodiché cento niente potranno anche non ammazzare l’asino – figurati, AD campa grazie ad HWU, non grazie alla pubblicità di google – ma se dietro ogni “niente” c’è una scelta consapevole, è sensato domandarsi il perché di quella scelta. Non nel generale, ma nello specifico.
    Insomma, se non ti va di disattivare adblock nessuno te lo impone e ciononostante continueremo a campare. Se non ti va di visitare più questo sito… pure.

  • # 151
    Lorenzo
     scrive: 

    La “colpa” della diffusione di software come adblock non è degli utenti ma è di chi gestisce i siti, che spesso propongono pubblicità troppo invasive (es: oscurano tutta la pagina per mostrarti una pubblicità in primo piano che prende tutto lo schermo, con un minuscolo pulsante per chiudere e proseguire).
    Finché la pubblicità si limitava al banner o al rettangolo al lato dell’articolo personalmente non sentivo la necessità di oscurarla.
    Mi costringono a guardare una pubblicità a pieno schermo che si apre da sola coprendo il resto della pagina e che mi fa perdere tempo a cercare il tasto chiudi? Benissimo, mi installo adblock e non vedo più né questa pubblicità, né quelle più “discrete”.
    Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

  • # 152
    marcuz
     scrive: 

    Mi sembra che ci siano differenze significative tra diversi media, in relazione al contenuto pubblicitario, almeno fino al passato recente, che mi porterebbero a considerare il modello pubblicitario di internet poco difendibile.

    Televisione, editoria cartacea, pubblicità stradale:

    Un Marchio sottopone al Pubblico un Prodotto; la diffusione della campagna pubblicitaria rende percepibile per mezzo della reiterazione l’esistenza del prodotto ed eventualmente ne crea il bisogno nel Pubblico; all’eventuale acquisto, la soddisfazione o la mancata soddisfazione del bisogno variano la percezione di solidità del Marchio stesso.

    Mentre non è possibile richiedere al consumatore, o obbligarlo a seguire un’intera pubblicità, per porre in essere la presenza di un Marchio/Prodotto nel suo immaginario, la pubblicità si sforza di colpirlo il più spesso possibile e in modi differenti.

    La veicolazione del messaggio pubblicitario, pertanto, avviene come se tra emittente del messaggio e consumatore, esistesse un AdBlocker (costituito da discernimento, e mancanza di coercizione alla fruizione di un contenuto) fallace nei confronti del contenuto che appare irrisorio (ad es, la visione registrata ma non analizzata di un Marchio su un cartellone stradale).

    Il pubblicitario è consapevole di questi meccanismi che per esso risultano come mancanza di empatia, e deve cercare di aggirarli con espedienti tecnici con lo scopo di coinvolgere i sentimenti del consumatore.

    Il Marchio che compra i passaggi pubblicitari su questi media paga il numero di essi o lo spazio, ma, attenzione, NON una somma proporzionata al numero di acquisti che immediatamente colpiti dalla singola pubblicità i consumatori di conseguenza vadano a fare.

    Beninteso, fino a un certo punto è possibile, a mezzo di studi che gli stessi Marchi commissionano, quanto una campagna pubblicitaria è più o meno efficace, ma tale efficacia ricade sul particolare contenitore solo in capacità di una successiva campagna o accordo di concessione, non in misura del successo di tale campagna.
    Inoltre tali indagini presentano, a quanto ne so, lacune, come è inevitabile che sia toccando, la pubblicità, aree della sensibilità umana che non sono in larga parte logiche.
    Un Marchio, in altre parole, ha un budget annuo da spendere in pubblicità sulla base del fatturato dell’anno precedente o su altri calcoli che riguardano gli investimenti; su tale budget è impossibile prevedere quanta parte darà frutto e quanta no, men che meno calcolare su esso il rimborso al contenitore pubblicitario.

    Negli anni, credo che questo modello abbia avuto successo per due motivi: primo, il fatto che la pubblicità, in questo modo, buchi la soglia di disattenzione del consumatore senza rendersi cospicua.

    Secondo, i Marchi e i Prodotti pubblicizzati, per mezzo di un controllo sulla qualità della pubblicità effettuato da diversi enti, non ultimo, anzi… mi sbaglio… certamente ultimo quello dell’Unione Consumatori, o chi per essa, hanno cumulato solidità e credibilità che si è capitalizzata e permette ad un qualunque Marchio che ne possieda di perdurare nella sensibilità di un consumatore con una definizione e uno spazio maggiori a uno sconosciuto.

    Passiamo a Internet, in poche righe:
    – Marchi spesso sconosciuti, lontani, sia nell’immaginario che geograficamente;
    – scarso (nullo?) controllo sulla qualità pubblicitaria; nell’infimo come nel famoso sito internet passano gli stessi contenuti pubblicitari differenziati solo da una molto imperfetta corrispondenza identificata nei cookies;
    – larga veicolazione di spyware o malware a mezzo di non controllato contenuto pubblicitario;
    – pretesa dei Concessionari di remunerare (mi chiedo se essi stessi siano remunerati dai Marchi in tal modo) sulla certificata visione pubblicitaria e non sulla veicolazione;
    – pretesa di una ancor più irrealistica remunerazione sulla base di un effettivo acquisto: tanto per intenderci, è come se un Marchio pagasse la tassa pubblicitaria e di affissione per un cartellone cittadino al Comune che lo ospita, solo sulla base del numero di consumatori che avessero lasciato la somma, lì in una scatoletta sul cartellone, per comprare il Prodotto pubblicizzato e lo avessero ritirato ai piedi dello stesso.

    Ora; di certo questo modello – piuttosto inevitabile su Internet, in quanto nuovo mezzo di comunicazione – negli anni recenti ha, nel bene e nel male, funzionato, tanto da avere un giro d’affari enorme.

    E’ possibile anche che vada a cambiare nei prossimi anni, come l’autore di questo articolo faceva notare; resta indubbio che abbia permesso l’esistenza di un largo numero di posti di lavoro non solo nell'”editoria gratuita con pubblicità” quale questa rivista.

    Ma da qui a dire che non solo esso sia corretto o giusto in quanto permette tali posti di lavoro oppure la veicolazione di contenuti editoriali (a prescindere dalla non valutata o invalutabile qualità degli stessi) lo trovo un rivolgimento logico;

    Casomai dovrebbero essere quelli a giustificare la presenza di pubblicità di qualità sul contenitore.

  • # 153
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 152

    – pretesa dei Concessionari di remunerare (mi chiedo se essi stessi siano remunerati dai Marchi in tal modo) sulla certificata visione pubblicitaria e non sulla veicolazione;
    – pretesa di una ancor più irrealistica remunerazione sulla base di un effettivo acquisto: tanto per intenderci, è come se un Marchio pagasse la tassa pubblicitaria e di affissione per un cartellone cittadino al Comune che lo ospita, solo sulla base del numero di consumatori che avessero lasciato la somma, lì in una scatoletta sul cartellone, per comprare il Prodotto pubblicizzato e lo avessero ritirato ai piedi dello stesso.

    Queste condizioni l’editore non le determina ma le subisce perché in Internet tutto è monitorabile (anche quello che non viene erogato causa adblock). Non ci sono GRP da inventare di sana pianta, o dati statistici tanto al chilo tipo auditel da “interpretare”. Tutto si conta. Per quel che riguarda il CPC o CPA, un editore che guadagni abbastanza col CPM si può permettere di rifiutarlo, un piccolo editore no. La stessa pubblicità di google (che l’editore non controlla, e da lì arriva il grosso della “monnezza”) viene remunerata in base ai click, non alle esposizioni.

    Ma da qui a dire che non solo esso sia corretto o giusto in quanto permette tali posti di lavoro oppure la veicolazione di contenuti editoriali (a prescindere dalla non valutata o invalutabile qualità degli stessi) lo trovo un rivolgimento logico;

    Sta di fatto che questo è l’unico modello che fino ad oggi ha tenuto in piedi il baraccone. Male quanto vogliamo, producendo effetti disastrosi per i piccoli editori, ma tant’è. Non capisco quindi quale sia il rivolgimento logico. Se la pubblicità paga gli stipendi, senza pubblicità non ci sono posti di lavoro.
    A meno che qualcuno non abbia la fantasia per inventare, e la forza per imporre, un modello diverso. E ricordiamo sempre che se fra “non pago” e “pagherei” c’è un mare, fra “pagherei” e “pago” c’è un abisso. Tanto più quando google – e in conseguenza buona parte dell’utenza – non assegna alcuna priorità ai produttori di contenuti originali, rispetto a coloro che li traducono/copiano&incollano.

  • # 154
    marcuz
     scrive: 

    Alessio, non credo che ciò di cui si parla qui sia: è giusto o meno utilizzare gli AdBlockers.
    Se la pensi diversamente, salta pure alle ultime righe del mio messaggio.

    Diversamente, vorrei rispondere al tuo precedente.

    Per la prima parte della tua risposta: infatti, come dicevo esiste una sostanziale differenza tra internet e il resto del mondo, anche per quanto riguarda la pubblicità come in altri aspetti che in questo discorso non sono rilevanti.
    Appunto esponendo tale difformità, e considerando che, in proporzione rispetto al resto del mondo pubblicitario, quello di internet è più recente e più veloce, notavo sia meno regolato, meno elegante.
    Noto anche che la personalizzazione pubblicitaria che esso rende possibile si voglia portare all’esterno; resta che, ribadisco, i due mondi sono diversi e in quanto tali, da un supposto punto di vista etico, il modello pubblicitario di internet, al momento, si deve reggere da solo, non può giustificarsi con il modello precedente.

    Non sto dicendo uno è giusto l’altro sbagliato, solo che sono diversi, e che – ma pensa! – neppure il più nuovo è privo di storture.

    Anzi, si potrebbe dire che quello online non sia di fatto un modello pubblicitario, ma uno espositivo, privo in larga parte di aspetti comunicativi, per tanto, più irritante.

    Ma poi scusa. Ho letto, tra i commenti qui sopra, frasi come: “Io non comprerei/cliccherei su alcun link pubblicitario neppure se non ci fossero AdBlockers!”

    E allora mi chiedo: chi li utilizza? Perché è evidente che essi siano cliccati, anche su questo sito.

    Se un utente di un portale di argomento tecnologico è più tecnologicamente sagace di un utente medio, come spesso si dichiara, dovrei pensare che o utilizzi più spesso i vari AdBlockers, oppure che, come l’utente di cui sopra, sia più rivolto all’informazione in se stessa che ai suoi aspetti accessori: quindi che, ad esempio, se desidera informazioni su un nuovo oggetto tecnologico nella possibilità di un acquisto, si rivolga a un motore di ricerca, anche quello dello stesso portale, per accedere ai fatti e non ai contenuti pubblicitari.
    Quali siano poi i numeri, non è affar mio, né è rilevante ed ovviamente non giudico l’azione di chi sia aperto a contenuti invece di tale tipo; tuttavia trovo nuovamente di certo ironico che un portale di qualunque genere e che si occupi, strutturalmente, di fatti riguardo un dato argomento, sia supportato da pubblicità che contraddice gli stessi.
    Perché la pubblicità, quanto meno, non si occupa di fatti, ma di sentimenti.
    E ripeto: sono ben consapevole che il vizio sia del modello pubblicitario, non dell’editore.

    Per la seconda parte. Non sono d’accordo che:
    “Se la pubblicità paga gli stipendi, senza pubblicità non ci sono posti di lavoro.” renda giusto tutto.

    Grossolanamente, lo stipendio viene giustificato da un lavoro, il quale ha un valore per un consumatore che lo remunera. Nell’editoria sana, la qualità del contenuto editoriale rende appetibile il contenitore per veicolare anche proficuamente pubblicità, la quale contribuisce a pagare gli stipendi, ma, – lo ammetto: in un mondo perfetto – non dovrebbe modificare in alcun modo il resto del contenuto.

    Che poi sia in gran parte dell’editoria cartacea che su quella on-line, avvenga come dici tu, è un fatto, ma grazie al cielo, qualunque modello non è stabile in eterno: chi ti dice che sulla distanza i vari AdBlockers non siano che piccoli ingranaggi che contribuiscano a un cambiamento nel modello che tu stesso critichi?

    E poi per quale ragione

    Se invece tu dicessi: “Voi che leggete questo sito (e quindi lo apprezzate), usate un certo tipo di comportamento piuttosto che un altro, per salvaguardare – tra gli altri – il mio posto di lavoro!” lo troverei molto più sensato.

  • # 155
    marcuz
     scrive: 

    chiedo scusa, l'”E poi per quale ragione” nel messaggio precedente è un refuso.

  • # 156
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 154
    In questo mondo, non in altri, la pubblicità remunera l’editoria online. Ergo qualunque sistema che diminuisca la potenzialità di erogabile di un sito, danneggia le economie di un editore.

    Il modello va ripensato e sono io il primo a dirlo. Ma se domani, fatta la transizione al paid, ci accorgessimo che meno dell’1% dei visitatori è disposto a pagare un abbonamento annuale, ugualmente vedremmo gli editori con l’acqua alla gola.

    Dopodiché, in riferimento al presunto potenziale di adblock di “cambiare il sistema”, l’unico effetto pratico che può ottenere, sulle economie dei siti più deboli (per fortuna non questo che campa sulla buona volontà degli autori e sulle economie di HWU), è quello di diminuire gli introiti pubblicitari, fino al punto da indurre a una mimetizzazione della pubblicità nei contenuti.

    Se una macchina inquina troppo non è mettendoci meno benzina che risolvi il problema. Mettendoci meno benzina rimani a piedi.

  • # 157
    mede
     scrive: 

    sorry Alessio, problema reale ma trattato malissimo. è vero che ci sono i furbi, quelli a cui non frega nulla e che vogliono solo fregare e avere gratis tutto e si lamentano pure se la qualità non è di loro gradimento. ma ritenere che chiunque usi adblock appartenga a questa specie mi sembra una forzatura. soprattutto ritengo che si poteva scavare un po’ più a fondo, il problema che è ben più complesso da come viene posto a mio avviso e riguarda il modo in cui i dati vengono proposti e al controllo che devo averne io. altrimenti per semplificare ancora di più mi metto davanti alla TV e siamo a posto oppure pago il giornale e mi leggo la pubblicità. ma internet e il browser sono un’altra cosa a mio avviso.

    ricordiamoci (per esempio) che la banda la pago io e non mi piace ce sia intasata da 100 filmati flash e altra robaccia che spesso e volentieri devastano le pagine web e vengono ricaricati a ogni aggiornamento o cambio di pagina. pensaci è come pagare sky e beccarsi la pubblicità sui canali che paghi, non proprio la stessa cosa, ma perchè devo pagare il veicolo che serve ad altri per portarmi tanta pubblicità??? allora lo stato tassi la pubblicità e mi regali la banda. allora si che dovrebbe essere illecito. d’altronde adblock e noscript sono anche un modo (blando) per proteggersi dalle infezioni, la navigazione risulta spesso più veloce, questo significa che è appesantita da contenuti che rompono. allora se mi trovano il modo per pubblicizzare in maniera intelligente e non troppo invasiva possiamo ragionare. altrimenti tengo il telecomando in mano e cambio canale. così non funziona da entrambe le parti.

    d’altronde adblock finchè rimane una cosa da geek sarà tollerato ma ovviamente mi aspetto che prima o poi sarà preso di mira pesantemente.

    io non transigo, se decido che non voglio visualizzare contenuti da un sito il browser deve obbedire al mio comando. se mi viene imposta una cosa del genere significa che il servizio è offerto dall’ “impostore”. lol (colui che impone)

  • # 158
    mede
     scrive: 

    comunque secondo me stiamo parlando di aria fritta. nessuno si pone il problema etico di fare zapping quando c’è la pubblicità in TV. eppure il discorso delle percentuali di perdita che mi fai per un sito con 4milioni di contatti al mese si applicano pure per la TV, sai quanti spettatori perdi quando parte la pubblicità? come funziona? semplice, si terrà conto anche di questo e si calibra il compenso di conseguenza.

    è chiaro che qui il problema è che volendo il 100% degli avventori potrebbe decidere di oscurare i contenuti e diventare invisibile e “inacciuffabile”. ritengo anch’io che sarebbe più opportuno un sistema che blocca solo la pubblicità invadente e non quella che viaggia su un canale standard. ma ci vorrebbe uno standard a priori che non è facile raggiungere. a mio aviso gli adblock user essendo mediamente avveduti in gran parte potrebbero capire la necessità e scegliere un internet a basso profilo di pubblicità, piuttosto che zero non sostenibile

    secondo me google odia firefox e ha proposto chrome proprio perchè adblock potenzialmente è un disastro per loro. ma fa riflettere il fatto che firefox sia un browser su misura dell’utente per l’utente e non per il sistema. e secondo me ne parlano il meno possibile perchè rischiano di pubblicizzarlo parlandone al momento. per google è comunque una grossa perdita virtualmente, e dico virtualmente perchè mi suona un po’ come le vendite perse a causa della pirateria: scaricato 1milione di volte = 1milione di vendite in meno.

    la pubblicità web oggi come oggi è una giungla, si basa al 90% su errori di cliccaggio, con link traditori e altre oscenità. perchè non pensano a porre idee nuove invece di cercare un modo per non visualizzarla e poi un modo per evitare di non visualizzarla? battaglia infinita che potenzialmente trasformerà il web in televisione perdendo ogni significato.

  • # 159
    gericho
     scrive: 

    Quoto in pieno il numero #37 e sinceramente ODIO il modo in cui il redattore compara il bloccare la pubblicità sul MIO browser col rubare un passaggio in autobus , è un commento ingiusto e fuorviante, e si capisce da chi viene scritto, da gente che pensa solo al DIO denaro invece che alla parità di diritti. Avrete vita non facile cari sfruttatori della ignoranza e diversità, Internet è nato per soppiantare il vecchio sistema e infondere utopisticamente sapienza a tutti, fatevene una ragione perché fra un po’ di anni non potrete più comperarvi una stramaledetta porsche con stupide pubblicità da 4 soldi che sporcano inutilmente le pagine del nostro (non vostro) internet.

  • # 160
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ 159
    Il tempo speso dal nostro server per elaborare e conservare il tuo ottimo commento è pagato da un banner, e dunque ne giustifica l’esistenza. Come vedi scegliere un altro sito su cui depositare le tue perle di saggezza aiuterebbe la tua causa più della nostra.

  • # 161
    Roberto Rossi
     scrive: 

    Spero che nessuno dei visitatori di questa pagina abbia creduto alle “opinabili” tesi proposte da questo articolo.

    Personalmente consiglio a tutti l’installazione di Adblock o di software simili.

    L’uso di strumenti come Adblock sta diventando indispensabile, inoltre è un ottimo sistema per migliorare internet e per insegnare qualcosa ai web master e a chi si occupa di pubblicità.

    Purtroppo nelle poche righe di un commento mi è difficile spiegare compiutamente i perché del mio consiglio.

    Posso solo lasciarvi l’indirizzo del mio articolo riguardante la pubblicità sul web :

    http://www.redchar.net/?x=entry:entry130127-084825

  • # 162
    Passante
     scrive: 

    Mentre cercavo informazioni proprio sull’impatto di adblock sugli introiti pubblicitari sono capitato su questo sito. Io uso adblock, salto le pubblicità in tv, mentre invece guardo tranquillamente la pubblicità sui giornali, sulle riviste, sui volantini dei supermercati, addirittura a volte la cerco perfino su internet, quando sono interessato a un acquisto.
    Perchè questo? Perchè un conto è usare la pubblicità “correttamente”, ovvero mettere a disposizione delle informazioni sui prodotti, certamente con lo scopo di convincere all’acquisto, ma senza interferire con la lettura o con quello che l’utente sta facendo. Un altro è volere a tutti i costi imporre la visione della pubblicità. Mi dispiace, ma questo non lo accetto e sono anche dell’idea che i siti che ospitano questo tipo di pubblicità, non lo fanno per ripagarsi di un servizio che offrono, ma semplicemente creano, o più spesso copiano, contenuti altrui anche di bassa lega, con il solo scopo di mostrare banner pubblicitari. Il proverbio “chi è causa del suo mal pianga sè stesso” è quanto mai appropriato.
    PS: pensare di bloccare chi usa adblock o simili è quanto mai arrogante. Qualcuno pensa seriamente che l’utente, sconvolto dal non vedere il sito xx, disattiverà adblock? Semplicemente andrà da un’altra parte, con tanti saluti.

  • # 163
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @passante
    Potrebbe essere che il problema siano gli editori affamati di profitto, potrebbe essere che il problema siano i lettori che pensano che una volta pagato il canone all’ISP tutto gli sia dovuto. Io credo che il problema sia a metà – e che l’attitudine di una parte condizioni sempre la controparte.
    Quel che è certo, la tua posizione è parte del problema ed è anche (certo, non solo) per una moltitudine di utenti non disposti a riconoscere nulla a nessuno “tanto vado da un’altra parte” che internet si è ridotta a un gioco al ribasso, un mondezzaio di roba scopiazzata, tracciata, google e facebook-centrico.
    Grazie da parte di tutti gli altri.

  • # 164
    arnaldo
     scrive: 

    Io non avrei problemi a vedere qualche pubblicità, se questa fosse QUALCHE pubblicità, mentre ormai internet è diventata una giungla di finestre che mostrano di tutto tranne ciò che ti interessa.Navigare in pace visionando ciò che è di mio interesse è diventato davvero un problema.Ecco perche utilizzo adblok. quando tutto sarà regolamentato in modo che loro possano utilizzare le pubblicità e io non debba fare la maratona per vedere un sito, allora probabilmente non ci sarà più la necessità di utilizzare queste estensioni

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