di  -  giovedì 27 maggio 2010

Nel turbinio di notizie legate alla nascita di WebM, progetto destinato a battagliare con H.264 per lo standard video per l’HTML5, è quasi passato in secondo piano un altro interessantissimo annuncio fatto da Google in questi giorni: la Google TV.

Dopo aver rivoluzionato il mondo della ricerca sul web, insidiato attori del calibro di Apple, Nokia e RIM nel campo dei sistemi operativi mobile e reso open source un codec destinato probabilmente a diventare il futuro della riproduzione video sul web, Google tesse la sua tela fino ad arrivare alla televisione.

Ammetto di sviluppare un certo scetticismo quando assisto ad annunci che promettono di rivoluzionare il modo di fruire i contenuti televisivi, essenzialmente perché penso che, contrariamente ai personal computer, ai notebook, ai netbook e agli smartphone, il pubblico della televisione abbia un’estensione tale, soprattutto in termini di età, da renderlo complessivamente restio a cambiare abitudini.

Del resto non mi sembra che nel corso degli ultimi anni la televisione si sia evoluta molto. Naturalmente non parlo di evoluzioni di carattere tecnico, che nonostante tutto abbiamo vissuto come, ad esempio, l’introduzione del televideo, il passaggio al digitale terrestre, al satellitare, ecc… La mancata evoluzione a mio avviso è lampante nei servizi che offre la televisione: in fin dei conti a parte guardare programmi televisivi (anche se sempre in numero maggiore, variegati e, tra poco, magari in 3D), non è che si faccia molto altro oggi con una TV, sebbene qualcuno abbia provato a convincerci che il digitale terrestre porterà l’interattività.

Per realizzare la sua TV, Google si è affidata a partner del calibro di Intel, Sony e Logitech che sono coinvolti in primo piano nella realizzazione tecnica del prodotto a livello hardware. Particolare rilevanza assume il ruolo di Intel che ha intenzione di aggredire il mercato dei dispositivi di elettronica di consumo con il suo nuovo Atom CE4100, un System On Chip (SOC) che integra un core Atom, un NAND controller e un processore grafico PowerVR SGX 535 grazie al quale è garantito il supporto non solo all’accelerazione 3D (che in questo settore avrà poca rilevanza), ma soprattutto alla decodifica in hardware di flussi video MPEG2, VC1 e H.264.

Grazie alla collaborazione tra Intel e Adobe al progetto OpenScreenProject, inoltre, la Google TV potrà sfruttare tutte le sue risorse hardware per riprodurre in fluidità video sul web attraverso il prossimo Flash Player 10.1, che sarà per l’occasione integrato in Google Chrome.

Google TV utilizzerà come sistema operativo Android e questa integrazione permetterà di andar ben oltre la fusione dei classici contenuti della televisione, con i contenuti video sul web: collegandosi all’Android Market, l’utente finale avrà la possibilità di scaricare ed installare vere e proprie applicazioni sulla propria TV. E’ proprio quest’ultima funzionalità che mi lascia perplesso: riuscite ad immaginarvi persone in età avanzata, che normalmente hanno difficoltà ad approcciarsi anche al più semplice telefono cellulare, che usano la TV per installare ed utilizzare applicazioni?

10 Commenti »

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  • # 1
    cael
     scrive: 

    tenendo presente il successo di “Rai per una notte” direi che ormai anche il pubblico televisivo guarda con favore ad un mezzo diverso e molto più vicino alle sue esigenze per fruire del contenuto televisivo.

  • # 2
    KoD
     scrive: 

    Sicuramente applicazioni “complesse” alla Office, Photoshop & simili non hanno senso su una tv tradizionale, ma non escluderei questo prodotto come una sorta di console “integrata” nella tv, con cui far giocare i nipotini quando vengono a trovare i nonni.
    Insomma, il lato ludico, secondo me, può essere la sua forza.

  • # 3
    Cesare
     scrive: 

    oddio… quello che può essere interessante sono i contenuti di un eventuale Application store per Android.
    Del resto già i modelli della samsung dell’ anno scorso supportano Widget, decodifica in Hardware di H264 e molti altri codec, supporto a flash player e montano una distro linux.
    Ripeto, vista così l’hardware sembra la cosa meno interessante.

  • # 4
    Arunax
     scrive: 

    Secondo me l’idea è ottima; credo che il target di un simile oggetto non sia la totalità del pubblico televisivo ma quella fascia di utenti che passano molto tempo sul web su siti come Youtube, Hulu e simili. Per questo non mi sembra che il problema delle persone di età avanzata sia proibitivo; quelli che riescono a usare Youtube su un PC non dovrebbero avere difficoltà a farlo con un telecomando (strumento che è loro sicuramente più congeniale), gli altri probabilmente non sono troppo interessati a questo genere di contenuti.

    Penso che a determinare il successo di questo prodotto sarà soprattutto la convinzione con cui i produttori di TV lo integreranno nei loro apparecchi, alla fascia di prezzo dello “scatolotto separato” per i TV più vecchi (deve costare meno di un PC di fascia bassa, altrimenti che senso ha?), e ovviamente deve funzionare bene e non avere le idiosincrasie tipiche di un PC. Penso che a queste condizioni, se adeguatamente “spinto” dal punto di vista pubblicitario, potrebbe avere successo.

  • # 5
    Andrea2001
     scrive: 

    Tutto molto bello… ma i contenuti? se mi vedo un film o un documentari in TV voglio che sia in HD di qualità. Non voglio certo la qualità youtube e neanche quella DVD.

  • # 6
    Dallino
     scrive: 

    Non è che poi andando avanti mi tocca installare antivirus e antispyware sul televisore ??

  • # 7
    Pietro
     scrive: 

    Nel 2001 sono andato a vivere da solo e i primi tempi avevo una TV usata tanto per vedere qualcosa. Poi si è rotta e cominciai a pensare ad un TV nuovo, magari più grande, ma avevo poco spazio. Allora ho cominciato a pensare ad un sintoTV per Pc e divenne una passione, e alla mia ragazza sembravo “strano” che vedevo la tv sul computer, poi dal “marocchino” vidi Windows MCE2005 e lo comprai ma siccome l’idea mi è piaciuta tanto che acquistai una licenza, aveva una guida TV da invidia!
    Il telecomando a quel punto era d’obbligo e ho preso quello Microsoft USB.
    Poi comprai un sinto TV digitale e la qualità cambiò radicalmente.
    Poi andai a convivere e il pc a quel punto non lo avrei messo in camera, ma in soggiorno, bruttissimo! Allora case nuovo, a che c’ero, ampli, diffusori e VPR…
    Scusate se ho rotto le p@@lle, ma era per dire… il rovescio della medaglia è “amo.. sta cominciando CSI cambi canale?” scusa amore, ma si è rotto l’hard disk e sto reinstallando tutto… stasera niente TV (poteva essere scheda video/audio o qualsiasi problema di configurazione)…
    Le cose più sono complesse è più è probabile che dia problemi magari proprio durante i mondiali!!! Ah! Una BSOD durante la partita dell’Italia nel 2006 chi se lo scorda!

  • # 8
    lucusta
     scrive: 

    pietro, mi hai fatto sorridere, grazie ;)

    piu’ o meno posso raccontare una storia simile (sinto nel PC dalla meta’ degli anni’90 in quanto troppi PC nello studio, e poi era comodo vedere la TV nel riquadrino mentre lavoravo), ed ho imparato una sola verita’ negli anni: meglio tanti PC poco potenti per fare diverse cose che uno solo allo stato d’arte per far tutto; si evitano problematiche e soprattutto perdite di tempo nel sistemare le cose.
    nella mia piccola esperienza sui PC ad uso multimediale posso dire che ancora oggi c’e’ una marcata mancanza di sinergie e applicazioni, anzi, di una vera architettura complessa e flessibile per fare questa attivita’, e ci voleva la pesantezza di google per ottenere almeno un barlume d’idea…
    l’architettura migliore, per ora, e’ quella microsoft, che comunque soffre di una complessita’ atavica ed e’ alquanto limitata (BDA/mediacenter); un’architettura che indica linee guida, ma che e’ troppo “aperta” ed in certi casi permissiva (basta un codec mal configurato per far cadere tutta la catena SW e ottenere problematiche fin troppo complesse da risolvere), e fino ad ora mancava uno standard de facto.
    ora, con googleTV e soprattutto con VP8 aperto, le cose andranno sicuramente meglio (bisognera’ aspettare solo un po’).

    per chi si lamentava della qualita’ dello streaming di YT, posso solo dire che non ha esplorato bene il tutto; YT offre contenuti fullHD di tutto rispetto (e’, per ora, carente solo nell’aspetto audio), e la maggior limitazione e’ l’uso di flash, troppo pesante e poco flessibile (lo stesso video scaricato in .flv ma fatto girare su un player adatto puo’ occupare 1/6 delle risorse rispetto al plugin macromedia, pur essendo questo compatibile, in beta 10.1, con l’accellerazione HW H264), ma visto che si sta’ affaccinado uno standard aperto qual’e’ HTML5, che soppiantera’ almeno nelle funzioni base (video/audio) flash, non mi preoccuperei piu’ di tanto… gia’ con 2Mbps si riesce ad ottenere una performance ed un lag time piu’ che soddisfacente, e i 2Mbps sono la banda minima di una ADSL.

    la mossa di google e’ fondamentale: ha anticipato tutti creando uno standard de facto, visto che e’ aperto.

    l’unica considerazione e’ l’uso di quello specifico HW intel: lo percepisco leggermente troppo sottodimensionato per contenuti piu’ pesanti (visione 3D), e per l’assenza di decodifica HW di VP8 (cosa alquanto strana), il che fa’ supporre che le googleTV avranno chippetti TI su schedina dedicata per questo coder (magari sony e toshiba ci piazzeranno una schedina con un minicell)…

    posso dire che gia’ oggi la piattaforma web puo’ competere con la normale TV per l’intrattenimento; bassta mettersi su YT e prendere una selezione di video, ed ogni tanto sorbirsi lo spot di pubblicita di 10 secondi massimo (gia’ solo per questo supera la TV nel confronto diretto), ed avere la possibilita’ di guidare il proprio palinsesto senza nessuna problematica, essendo essenzialmente “on demand” (ed e’ questa la sua arma vincente).

    speriamo solo che i vecchi editori non riescano a metterci le mani sopra; con la loro arretratezza imprenditoriale cercherebbero di spremere da subito questo nuovo tipo di media, come fanno con i vecchi, rendendolo sterile come i vecchi; se mettono pubblicita’ e costi accessori, la webTV non paertira’ mai.

  • # 9
    Ilruz
     scrive: 

    La domande che mi pongo sono':

    a) Riusciranno le infrastrutture attuali ad adeguarsi in tempo, per evitare il collasso dovuto a milioni di utenti che accedono a contenuti multimediali? o magari cavalcheranno la tigre, e creeranno percorsi preferenziali “veloci”?

    b) Il digital divide e’ una realta’ di fatto: questi televisori evoluti lo accentueranno, o saranno la leva per l’aumentod i banda?

    c) Il controllo dei contenuti? se accedo a youporn dal mio PC, devo solo cliccare su un disclaimer: ma il giorno che qualsiasi televisore potra accederci (vedi punto a) … la normativa attuale e’ adeguata?

  • # 10
    lucusta
     scrive: 

    a) basta limitare lo spam e gia’ le infrastrutture sarebbero piu’ che adeguate…
    e’ una provocazione, piu’ che una risposta, lo so’, ma nella realta’ e’ essenzialmente questo il problema: il cattivo uso delle infrastrutture.
    con l’attuale normativa internazionale aumentare la banda significa solo dare piu’ spazio al pattume della rete, e questa e’ in parte anche la risposta al punto c).

    b) il digital divide (realta’ esclusivamente italiana) esiste finquando non e’ economicamente remunerativo eliminarlo; se crei i contenuti e la domanda esplode conviene acquisire nuove utenze disposte a pagare…
    ad oggi mettere un DSL in un paesino sperduto che procurerebbe ben pochi abbonati non e’ la principale priorita’ commerciale dei service; diverso il discorso quando si parla della maggioranza delle possibili utenze; c’e’ anche da dire che le nuove tecnologie permettono di migliorare di parecchio l’uso del doppino telefonico, anche di pessima fattura (gia’ da oggi), permettendo link a sufficente velocita’ a distanze ben superiori ai classici 4KM.
    se oggi esiste il digital divide e’ solo perche’ non si vuole investire nella ristrutturazione delle centraline perche’ non si ripagherebbero con gli esigui contratti di abbonamento.
    telecom guadagna sul numero di abbonati, non sull’uso e l’intensita’ d’uso che questi operano sui suoi cavi.

    c)punto critico… normalizzare la rete….
    in effetti la domanda che ti devi fare e’ se e’ la rete che ti permette di accedere a tali servizi o sono questi che ti consentono di farlo, o sei te, o chi per te, che vuole accedere a tali servizi.
    e’ la rete che permette ad un terrorista di comunicare in segreto con il proprio \contatto\ o e’ la legge che non riesce ad evitare questo?
    la rete e’ esclusivamente un mezzo, e per tale bisogna trattarlo; nessuno potrebbe impedire al terrorista di scrivere una lettera cifrata per comunicare, come ai pedofili di scambiarsi materiale con gli altri mezzi di comunicazione…
    purtroppo non e’ colpa di youporn se un bambino schiaccia il disclaimer ed accede al servizio comunque, e’ compito di chi ha la responsabilita’ dell’educazione del bambino evitare che lo faccia, e se non e’ in grado, puo’ sempre rivolgersi a servizi adatti che lo faranno per suo conto, a pagamento (netnanny); anzi, potrebbe anche essere un’impulso per un nuovo ramo commerciale e/o consociativo no profit, se ci pensi.
    la demonizzazione della rete e’ operata esclusivamente da chi ne vuole mantenere il controllo (soprattutto per scopi commerciali), e le leggi, non solo italiane, sono promulgate principalmente per le spinte di lobby economiche.
    La stessa rete com’e’ concepita oggi e’, di per se, un’entita’ economica (gli ISP hanno il controllo dell’infrastruttura, non lo hanno i governi, percio’ la societa’ e quindi tu medesimo)…
    un giorno Marconi confido’ il suo sogno nel quale ogni individuo potesse liberamente comunicare con qualunque altro individuo, con apparecchi semplici, e senza sottostare a nessun controllo o imposizione… Marconi in finale era un sognatore idealista!

    per assurdo:
    pensa a cosa succederebbe nel mondo se domani qualcuno trovasse il modo di rendere i nostri PC indipendenti dalle infrastrutture per la comunicazione tra’ loro; una rete basata su un principio fisico incontrollabile ed inarrestabile (non so’, la creazione di un ponte radio con emanazione di neutrini in un sistema P2P organizzato senza gerarchie… la buto giu’ proprio per assurdo!!); sarebbe lo sconvolgimento della nostra societa’, lo stravolgimento degli equilibri politici mondiali, lo stravolgimento della nostra concezione intellettuale.
    ecco, questa e’ la piu’ grande paura di chi cerca il controllo assoluto e ti nega la tua liberta’ ed individualita’ cercando di normalizzare non un mezzo, ma un concetto.
    bisogna avere paura di chi vuole imbrigliare a tutti i costi la tua liberta’, non di un bottone che permette di vedere in anticipo 2 cose che solo la cultura di un popolo considera scabrose….

    spero che queste poche e spicce considerazioni non caschino nell’oblio dell’indicizzazione di un motore di ricerca, ma facciano suonare l’intelletto di qualcuno, non di chi governa, ma di chi si affida chiecamente ad altri per farlo…
    chissa’, domani magari non potremmo nemmeno piu’ scribbacchiare (o multimediare… neologismo da WEB2.1) di certi argomenti perche’ una legge punira’ pesantemente chi lo fa’, chi lo consente, e chi riceve… he, ma la legge e’ legge!

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