di  -  lunedì 3 marzo 2008

Pasona02Vivete in città ma siete fortemente interessati a diventare contadini da coltura intensiva? Nessun problema, ci pensano, come al solito, i giapponesi…

All’interno di un grande grattacielo di Tokyo, ex banca, nel pieno centro della finanza giapponese, qualche cosa di strano è accaduto: sono state create delle vaste aree coltivabili. Possibile?

Il progetto, chiamato Pasona O2, è sostanzialmente una vera e propria distesa di campi agricoli sotterranei in centro città.

La scenario è pazzesco, come si vede dalla foto qui sotto, l’impressione che si ha è quella di uno spazio verde, solare, sano, con l’unica differenza che siamo estremamente distanti dalle naturali condizioni climatiche e topografiche. Ci sono pomodori, peperoni, insalate, fragole (tutto rigorosamente fuori stagione) e molti altri tipi di frutta e verdura; fiori, piante, spezie, il tutto in un’area che copre la bellezza di circa 1 km quadrato.

Inoltre, visto che siamo in Giappone, non poteva mancare una bella terrazza trasformata in risaia.

Pasona O2

Tutto è estremamente sterile e hi-tech. Un software controlla luci e temperature, la luce è generata artificialmente, a seconda delle diverse colture, con LED, lampade alogene e lampade ai vapori di sodio (HPS).

Ma cos’è esattamente Pasona O2?

Un pericoloso laboratorio dove sperimentare mutazioni genetiche OGM su alimenti? No, tutt’altro, Pasona non ha tante pretese, non vuole essere nè pericoloso nè essere visto come l’unico metodo di sopravvivenza in una prossima società postatomica; si tratta, semplicemente ed almeno per ora, di un progetto didattico/professionale rivolto ai giovani disoccupati intenzionati, in futuro, ad intraprendere una carriera da coltivatori.

Ecco come sono distribuite le coltivazioni:

floor map pasona

Stanza 1: fiori, qui vengono usate luci LED. Stanza 2: verdure, qui vengono usate lampade alogene. Stanza 3: risaia, qui vengono usate lampade ai vapori di sodio. Stanza 4: frutta e verdura. Stanza 5: ortaggi. Stanza 6: piante del 21esimo secolo (?).

15 Commenti »

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  • # 1
    Mistya
     scrive: 

    Un brivido mi sale lungo la schiena quando leggo “piante del 21° secolo”

  • # 2
    ciccio
     scrive: 

    cosa minchia vuol dire piante del 21° secolo!!!??!?!??!?!?

  • # 3
    franiu
     scrive: 

    Che mi dà fastidio quando lasciano così la curiosità come le piante del 21 sec. O lo dici o non lo menzioni

  • # 4
    BrightSoul
     scrive: 

    Piante del 21° secolo… si tratterà di un laboratorio in cui vengono coltivati nuovi innesti per migliorare le caratteristiche di alcune piante. Es. l’anguria senza semi, yummyyy!

  • # 5
    Ilruz
     scrive: 

    Sto pensando a quanto costa curare le paranoie del 21° secolo; mantenere quella sorta di “terrario gigante” costera’ uno sproposito e consumera’ palate di energia.

    Ma andassero a zappare la terra per davvero, ne gioverebbero in salute fisica e mentale – “braccia rubate all’agricoltura”.

  • # 6
    Alessandro
     scrive: 

    In Tokio città c’è ben poca terra da spalare…

  • # 7
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    Questa e’ la cosa interessante, nel progetto si menziona solamente la categoria “piante del 21′ secolo”, senza indicare esattamente di cosa si tratti. Comunque garantiscono sulla non sperimentazione genetica…

  • # 8
    dj mtt
     scrive: 

    io son il primo ad essere pro-tecnologia…confido in essa in modo profondo…però nn so…qsto mi inquieta…bo…

  • # 9
    Kota
     scrive: 

    >Comunque garantiscono sulla non sperimentazione genetica…

    Peccato!

    Secondo me sperimentazioni in tal senso sarebbero da promuovere invece che affossare a prescindere in nome dell’ambientalismo o di dubbi ed infondati timori sulla salute.

  • # 10
    ardelo
     scrive: 

    In pratica con questo progetto cercano di portare altre braccia nell’agricoltura? Sono avanti i jappo, non c’è niente da fare…però continuerei a preferire i pomodori dell’orto di mio nonno che i pomodori jappo piantati nei sotterranei di Tokio..

  • # 11
    battagliacom
     scrive: 

    cretinata colossale… perchè non mandano quele peersone a zappare davvero la terra al posto di andare in quel posto? chisa quanti soldi solo per fabbricarlo più quelli che ci vogliono per mantenerlo alla fine si ha uno svantaggio enorme, che cretinata, non hanno proprio nulla da inventare

  • # 12
    thomas
     scrive: 

    ah ah …prima erano i campi ad ospitare i grattacieli, ora che non ci sono più campi succede l’inverso! …credo siano scuse che trovano gli imprenditori, economisti, architetti per poter mettere in pratica le loro teorie di “densificazione” per lo sviluppo della città.
    Comunque tranquilli …guardatevi le torri “bosco verticale” del nostro Stefano Boeri

  • # 13
    Feeder s03e21 - Pasta con salsiccia, radicchio rosso e curry « FeederBlog
     scrive: 

    […] l’orto fighetto e interrato di Yasuyuki Nanbu [1, […]

  • # 14
    Le mille luci della lattuga di Tokyo « Paoblog’s Weblog
     scrive: 

    […] Il pensiero ispiratore di Pasona è tutt’altro che utopistico: anzi, è perfettamente in linea con la tendenza al farming cittadino di molte metropoli. Londra si è data l’ambizioso obiettivo di aprire più di 2000 nuovi orti in città entro le Olimpiadi del 2012. Un traguardo simile si è posta Vancouver che vanta già un 14 per cento di famiglie che coltivano i propri appezzamenti. Anche negli Usa si moltiplicano gli orti pubblici: da New York a San Francisco, passando per il Grant Park di Chicago, quello della grande festa di Obama, che produce già verdure e frutta per i ristoranti della zona. […]

  • # 15
    A Tokio le fattorie sono nel sottosuolo « L’Isola di EDEN
     scrive: 

    […] Il pensiero ispiratore di Pasona è tutt’altro che utopistico: anzi, è perfettamente in linea con la tendenza al farming cittadino di molte metropoli. Londra si è data l’ambizioso obiettivo di aprire più di 2000 nuovi orti in città entro le Olimpiadi del 2012. Un traguardo simile si è posta Vancouver che vanta già un 14 per cento di famiglie che coltivano i propri appezzamenti. Anche negli Usa si moltiplicano gli orti pubblici: da New York a San Francisco, passando per il Grant Park di Chicago, quello della grande festa di Obama, che produce già verdure e frutta per i ristoranti della zona.“ […]

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